"Gli uccelli agiscono come barometri della salute del pianeta": la nuova riforma della caccia, anche per questo, è una misura preoccupante

I festeggiamenti per i sessant'anni della Lipu, contemporanei alla nuova bozza di riforma della legge sulla caccia, ci ricordano che la sopravvivenza di specie e habitat non è mai scontata

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La Lipu, Lega Italiana Protezione Uccelli, celebra quest’anno i suoi 60 anni. Fondata nel 1965, è una delle più antiche associazioni ambientaliste del nostro Paese, nonché partner di BirdLife International, la più grande federazione mondiale di associazioni per la conservazione degli uccelli e della biodiversità. Nacque prima come un’idea, un giorno di primavera, del naturalista e filosofo Giorgio Punzo. Nacque perché il caso volle che un passero solitario si posasse accanto a Punzo proprio mentre questi stava leggendo della riapertura della caccia primaverile. A conferma che il caso non esiste. A novembre di quello stesso anno l’idea prese forma, per mano di Punzo e di un gruppetto di persone che si trovarono a sottoscrivere il manifesto fondativo di un'associazione che avrebbe lottato contro lo sterminio degli uccelli selvatici. Nacque inizialmente come Lega Nazionale contro la Distruzione degli Uccelli. Si perché nell’Italia di quegli anni gli uccelli venivano davvero distrutti. Abbattuti senza alcun freno: 150 milioni di esemplari l’anno venivano uccisi; si poteva cacciare di tutto, ovunque e quasi ininterrottamente, legittimati dal Regio decreto 1016 del 1939, secondo cui, all’art. 2 "Sono considerati selvaggina i mammiferi e gli uccelli viventi in libertà", che proseguiva poi con "In terreno libero la selvaggina appartiene a chi la uccide o la cattura. Peraltro essa appartiene al cacciatore che l'ha scovata [...], e quella palesemente ferita al feritore", e all’art. 3: "Agli effetti della presente legge sono considerati nocivi: a) fra i mammiferi: il lupo, la volpe, la faina, la puzzola, la lontra, il gatto selvatico; b) fra gli uccelli: le aquile, i nibbi, l'astore, lo sparviero e il gufo reale. Nelle bandite, nelle riserve e nelle zone di ripopolamento e cattura sono, altresì, considerati nocivi la martora, la donnola, i rapaci diurni e notturni, i corvi, le cornacchie, la taccola, la gazza, la ghiandaia e le averle. Sono parimenti considerati nocivi gli aironi e i marangoni dove si esercita l'industria della pesca." Una legge pro homine insomma.

Da quel giorno di primavera del 1965 ad oggi, la Lipu si è impegnata incessantemente sia sul fronte della caccia, sia più in generale per la salvaguardia degli uccelli e dei loro habitat. Promuove inoltre la ricerca scientifica e i monitoraggi, senza i quali nessuna azione di conservazione o di attivismo sarebbe possibile. Proteggere gli uccelli (e i loro habitat) non è uno sfizio. Innanzitutto, essi svolgono molti ruoli importanti negli ecosistemi del mondo: sono predatori, impollinatori, dispersori di semi, spazzini e ingegneri ecosistemici. La loro elevata mobilità ne fa degli ottimi mezzi di connessione tra ecosistemi distanti, riciclando nutrienti e facilitando la dispersione di altri organismi. Per questo sono considerati ottimi indicatori biologici: sono diffusi, estremamente ben studiati, presentano tendenze di popolazione che spesso riflettono quelle di altri gruppi e rispondono velocemente ai cambiamenti ambientali. Raccogliendo e analizzando i dati sugli uccelli, non solo comprendiamo il loro stato di salute, ma otteniamo anche una visione completa delle condizioni dell’ambiente naturale in cui vivono. In pratica, gli uccelli agiscono come barometri della salute del pianeta:

Gli uccelli sono anche importanti per la cultura umana: sono stati protagonisti nell’arte, nella poesia, nella musica e nella religione di molte culture per millenni. Anche nella musica pop, gli uccelli non mancano di essere protagonisti. La stessa Lipu festeggia i suoi 60 anni con una playlist di brani ispirati agli (o dagli) uccelli, che va da “L’upupa” di Lucio Corsi a “Free as a bird” dei Beatles.
Dopo 60 anni di attiv-ità e attiv-ismo, la consapevolezza che “il successo non è mai definitivo” è più che mai viva in queste settimane, in cui la circolazione dell’imbarazzante bozza del disegno di legge sulla caccia proposto da Lollobrigida e Meloni ha messo in allarme il mondo della conservazione ambientale. Un disegno di legge che è appunto ancora solo una bozza, ma il cui contenuto è a dir poco preoccupante e retrogrado, oltreché palesemente in contrasto con le normative comunitarie (come la Direttiva Uccelli) e con la stessa Costituzione italiana, che con la riforma dell'articolo 9 ha elevato la tutela della biodiversità a principio nobile della Repubblica.
Vedremo come andrà. Nel frattempo, celebriamo i tentativi di dar voce a chi, nonostante allieti con il canto le nostre primavere, voce non ne ha.













