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Ambiente | 04 novembre 2025 | 13:00

"Mai mi sarei aspettato di vedere un lupo pescatore" (VIDEO). Sul litorale romano, un pesce di grossa taglia "abbocca all’amo" del cucciolo

Negli ultimi anni la specie è tornata a popolare anche le campagne intorno a Roma, adattandosi sorprendentemente bene ai paesaggi periurbani. Ne parla un naturalista che da oltre dieci anni ne monitora la presenza sul litorale romano. Il suo lavoro ha recentemente documentato un episodio unico: un giovane esemplare mentre cattura un pesce siluro, specie esotica e invasiva. Le immagini della fototrappola raccontano, a chi sa leggerle, l’evoluzione di un predatore opportunista, capace di reinventarsi anche ai margini di una metropoli

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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“Quel video è stato registrato nella zona tra Maccarese e Fregene, sul litorale romano. La zona è occupata stabilmente da un branco da almeno un paio d'anni ecco. Quello che vediamo è un lupo giovanotto di cinque mesi che preda un esemplare di pesce siluro direttamente da un canale”.

 

Sono le parole di Marco Antonelli, proprietario della fototrappola che ha ripreso il curioso caso di un piccolo lupo appassionato di pesca. Il video è stato pubblicato domenica 2 novembre sulla pagina Facebook dell’Associazione per la conoscenza del lupo periurbano.

 

Per quanto eccezionale però, la ripresa non è stata del tutto fortuita. “Sono un naturalista - ci racconta Antonelli - mi occupo del monitoraggio del lupo nelle aree del litorale romano dal 2013. Monitoro con diverse metodologie, tra cui anche il fototrappolaggio, soprattutto per quanto riguarda la presenza del lupo nelle aree a ovest di Roma”. 

 

I protagonisti inconsapevoli del breve documentario di ieri sono un cucciolo di lupo e un pesce di grossa taglia. “Contando appunto che i giovani sono nati in maggio, e che questo video è delle scorse settimane, possiamo stimare con una certa affidabilità che l’esemplare di canis lupus ripreso ha più o meno cinque mesi. Confrontandomi con gente che si occupa più specificamente di fauna ittica, poi, mi è stato confermato che la preda è un pesce siluro”. 

“Questo è l'unico video che abbiamo”, afferma Antonelli. Nonostante l’eccezionalità però, si possono ugualmente trarne alcune deduzioni interessanti. “Il fatto che sia avvenuta quella ripresa sull'unica fototrappola che abbiamo posto sul bordo di un canale. Questo ci fa pensare che non sia poi così raro come forma di adattamento. Bisogna anche considerare che questo è un cucciolo: viene da pensare che anche questo comportamento possa averlo appreso dagli adulti, e quindi che sia una pratica ormai acquisita”.

 

Dalle immagini, l’esperto trae un’ulteriore riflessione: “Mi sembra interessante, considerato che il siluro è una specie esotica e invasiva, sottolineare la funzione regolatrice del lupo. Già normalmente tiene sotto controllo le popolazioni di cinghiali, nutrie, ed altre specie invasive; certo non posso dire che il lupo avrà un impatto significativo nel diminuire il pesce sicuro nei canali del litorale romano, ma sicuramente è un'evidenza che andrà approfondita”.

 

Antonelli si occupa da oltre dieci anni del ritorno del lupo in contesti periurbani, soprattutto nelle campagne intorno a Roma, quindi una grande metropoli. L’estensione del suo areale di diffusione ci permette nuove consapevolezze sulla natura di questa specie.

 

“Quello che ho potuto osservare in questi anni di studio è sicuramente il fatto che, rispetto al lupo che ci avevano descritto in letteratura scientifica nei decenni passati, in realtà si tratta di una specie che non ha bisogno di chilometri e chilometri quadrati di estensioni forestali incontaminate. Al contrario: è una specie che si adatta anche a vivere anche nelle campagne intorno a una grande città, dove ci sono sì ambienti naturali - come forre e boscate - ma spesso inframezzate a zone agricole, quando non a piccole aree urbane”.

 

“Anche dal punto di vista alimentare il lupo si adatta a quello che c'è: è una specie veramente opportunista. In questa zona, per esempio, è veramente molto legato alla nutria; anche questa specie esotica invasiva, abbondantissima nelle zone di campagna. Questo ci fa capire che il lupo appunto non è solo quella specie che ci siamo immaginati per decenni, ma è anche un qualcosa che può tranquillamente vivere nelle nostre campagne e trovare di che vivere”.

 

Come dicevamo, riprese simili sono quasi sempre il frutto dell’esperienza dell’autore. Marco Antonelli, infatti, conosce bene le regole del fototrappolaggio. “La fototrappola si posiziona nelle zone dove si rinvengono più segni di presenza di lupo. È una specie prettamente notturna e dunque l'osservazione diretta è molto difficile, perciò ci si basa soprattutto sui segni di presenza dunque piste d'impronte, escrementi in primis. Poi, con l'esperienza, riesci anche a immaginarti come il lupo potrebbe ragionare, come potrebbe muoversi sul territorio. In questo caso l'ho messa proprio lì perché è una zona di passaggio tra il bosco e il canale. Ci passano molti daini e cinghiali, quindi dopo aver trovato qualche impronta ho deciso di metterla in quel posto”.

 

“Ecco, ad ogni modo… mai mi sarei aspettato di vedere un lupo pescatore”.

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