Non bisogna raccogliere castagne, marroni o ricci lungo il tracciato: un invito agli escursionisti per ricordare il valore economico e culturale rappresentato dal castagneto

Il messaggio, diffuso tramite i canali social e la segnaletica in loco, si rivolge agli escursionisti che frequentano i sentieri che attraversano i castagneti di Arquata del Tronto (territorio colpito dal sisma una decina d'anni fa), dove in questi giorni i proprietari sono impegnati nella raccolta dei marroni

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
In queste giornate d'autunno, in molte aree d'Italia è il periodo della raccolta dei marroni. Un momento che richiama escursionisti e amanti della natura, ma che, come ogni anno, solleva l'importante questione del rispetto per il lavoro e la proprietà di chi vive e quotidianamente si prende cura delle terre alte. Un appello chiaro e inequivocabile arriva in questi giorni dalle Marche e in particolare dall'Associazione Arquata Potest, attiva nel Comune di Arquata del Tronto (AP), una zona duramente colpita dagli eventi sismici tra il 2015 e il 2016 ma animata da una grande volontà di ripartenza.
Il messaggio, diffuso tramite i canali social e la segnaletica in loco, si rivolge agli escursionisti che frequentano i sentieri che attraversano i castagneti del territorio, ricordando un punto fondamentale: questi boschi non sono terre di nessuno. Sono, al contrario, "una risorsa vitale per i proprietari", che dedicano buona parte dell'anno alla loro pulizia, alla cura del bosco e, in questo periodo, alla raccolta dei preziosi frutti. È bene che i visitatori sappiano che l'impegno di queste persone è costante e rappresenta un elemento importante per l'economia di una comunità.
Le regole del "rispetto" nei castagneti

Le indicazioni riportate sui social sono le stesse presenti sui cartelli affissi lungo i tracciati che i snodano attorno a Spelonga (a circa 950 metri di quota e dovrebbero essere la bussola di ogni frequentatore dei rilievi. Si tratta infatti di regole semplici e dettate dal buon senso: è necessario restare sul percorso segnato per non danneggiare il sottobosco e il lavoro dei raccoglitori; non raccogliere castagne, marroni o ricci lungo il tracciato, poiché il frutto della raccolta è la fonte di sostentamento di chi lavora il castagneto; infine, si chiede di limitare la frequentazione dei sentieri nel pieno periodo della raccolta, che corrisponde al mese di ottobre.
Questo non è solo un invito alla buona educazione, ma un richiamo al valore economico e culturale che il castagneto rappresenta. È un piccolo ecosistema produttivo, frutto di una sapienza antica e di un impegno profuso nel tempo. Raccogliere i frutti altrui non è un gesto innocuo, ma un danno per chi sceglie di restare in montagna e di vivere della sua terra. L'associazione lo dice chiaramente nel post: se non si rispetta chi vive e cura questi territori, si rischia non solo di ledere un'economia locale, ma anche di incorrere in spiacevoli alterchi con i proprietari, che tutelano il loro lavoro.
Oltre i sentieri, il sostegno diretto al territorio
L'associazione non si limita a chiedere rispetto, ma indica anche la strada per un turismo più consapevole e rispettoso dei luoghi. Per chi desidera gustare i frutti della montagna, l'invito è di rivolgersi direttamente ai proprietari dei castagneti o di partecipare a eventi locali che valorizzano il prodotto. "In questa maniera avrete concretamente aiutato un territorio che ce la sta mettendo tutta per ripartire, favorendo quel turismo lento e rispettoso che Associazione 'Arquata Potest' sta cercando faticosamente di promuovere, mettendocela tutta giorno dopo giorno," sottolinea l'associazione.
Un'occasione da cogliere è, ad esempio, la trentesima edizione della sagra Marron che Passione che avrà luogo a Trisungo, una frazione del comune, sabato 25 e domenica 26 ottobre. Eventi come questi, oltre a offrire momenti conviviali ed escursioni guidate, prevedono anche "mercati a chilometro zero", dove l'acquisto diventa un atto di supporto diretto all'economia locale.
Il messaggio di Arquata Potest è un monito che va oltre i confini del piccolo comune marchigiano e ricorda a tutti noi come il paesaggio che ammiriamo e i sentieri che calpestiamo siano, nella maggior parte dei casi, il risultato di un lavoro incessante. "Rispetto per la montagna significa rispetto per le sue genti", sottolinea l'associazione. Solo così l'escursionismo può davvero diventare una forma di "turismo lento" che arricchisce l'ospite senza impoverire, ma anzi valorizzando, la comunità ospitante.













