Sempre più elicotteri per portare turisti sulla cima della Torre Trieste, il Cai: “Basta 'usare' la montagna per qualsiasi finalità ludica”

L'appello arriva dal Club alpino italiano: “Si tratta di attività turistico-commerciali che si stanno progressivamente consolidando in modalità non consone alla fruizione della montagna in maniera responsabile ed effettivamente sostenibile”

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Inconsueta frequenza di voli turistici commerciali per portare persone sulla Cima della Torre Trieste, nel gruppo del Civetta, con l'elicottero: dopo la segnalazione di un gruppo di alpinisti tedeschi il Club alpino italiano dice (nuovamente) “no” all'eliturismo in quota. “Si tratta – dice il Cai – di attività che si stanno progressivamente consolidando in modalità non consone alla fruizione della montagna in maniera responsabile ed effettivamente sostenibile”.
Già in passato infatti, la Commissione di tutela ambientale del Cai si era espressa negativamente in merito al fenomeno, che prevede in pratica il trasporto con elicottero di gruppi di persone su specifiche piazzole di atterraggio sulle cime – eliminando ovviamente le difficoltà insite in una salita impegnativa fisicamente e tecnicamente. Il prezzo da pagare è però altrettanto chiaro: pubblicazioni scientifiche e report hanno infatti evidenziato un forte disturbo alla fauna presente negli ambienti naturali interessati dall'attività.
“E' necessario ricordare – scrive il Cai in riferimento al recente caso di Torre Trieste – come questa area dolomitica ricada in pieno nel territorio delle Dolomiti Unesco, potendosi quindi fregiare di un riconoscimento di alto valore internazionale il quale sta purtroppo dimostrando alcune debolezze nella conservazione dei luoghi”.
La stessa Torre Trieste era stata interessata negli scorsi anni da un episodio che aveva fatto parecchio discutere, quando la nota influencer Giulia Calcaterra si era fatta portare in elicottero sulla cima per poi lanciarsi con il paracadute per ben quattro volte: quattro rotazioni per quattro salti uno in fila all'altro, un po' come su una giostra.
“La Fondazione Dolomiti Unesco – continua il Club alpino italiano – ha il prestigioso ed oneroso compito di promuovere e garantire una efficace e coordinata gestione dell'intero sito. In particolare la Provincia di Belluno è incarica della promozione del turismo sostenibile secondo questi principi: 'Non tutti i tipi di turismo sono compatibili con il riconoscimento Unesco attribuito alle Dolomiti. In alcuni casi i flussi di turisti possono diventare dei veri e propri fiumi in piena. Si deve dunque elaborare un modo “dolomitico” di fare turismo, che tenga in considerazione i valori del Bene e la possibilità di conservarli per le generazioni future'”.
“All'interno della definita 'Strategia complessiva di gestione – Strategia per il turismo ' - scrive il Cai – vengono delineati piani attuativi che, coinvolgendo le Amministrazioni, le componenti economiche e sociali e gli attori più direttamente interessati, permetterebbero la tanto auspicata fruizione responsabile. I fatti posti alla nostra attenzione dagli alpinisti tedeschi testimoniano quanto complesso e difficile sia fare coincidere i buoni propositi con la realtà”.
Nel documento con il quale il Club aveva espresso la sua posizione negativa nei confronti dell'eliturismo, il presidente generale Antonio Montani aveva sottolineato: “La posizione ufficiale del Club alpino italiano è fermamente contraria all'utilizzo ludico dei mezzi motorizzati in montagna, primo fra tutti l'elicottero che è sicuramente il più impattante. Tale posizione è data anche dalla convinzione che non è questo il modello di sviluppo turistico che giova alla montagna. Per questo motivo invito fermamente tutte le sezioni a rispettare le posizioni ufficiali del sodalizio astenendosi da iniziative inappropriate”.
“Il Cai – concludono i responsabili del Club – nelle parole del componente del Comitato direttivo centrale Mario Vaccarella, delegato alle attività ambientali, parchi e sostenibilità: 'Condivide pienamente le posizioni espresse dalla commissione centrale di tutela ambiente montano, già espresse in un documento di posizionamento approvato anche dal comitato centrale di indirizzo e controllo del Cai. Un fenomeno quello dell'eliturismo fine a sé stesso, non sostenibile per l'ambiente montano e per alcune aree protette particolarmente sensibili. Dovremmo smetterla di 'usare' la montagna per qualsiasi finalità ludica si voglia praticare, perdendo quel senso del limite tanto invocato dalla nostra associazione'”.













