2600 biglietti venduti in un giorno e lunghe code per salire in funivia sul Gran Sasso (VIDEO): perché Campo Imperatore è preso d'assalto?

Una serie di fattori rende il comprensorio sciistico del Gran Sasso il preferito dagli sciatori del centro-sud Italia, disposti a partire nelle prime ore del mattino per giungere a Campo Imperatore all'alba, arrivando anche da Bari, da Napoli, da Roma, da Ancona. Tra code e disagi (e una domanda che supera l'offerta), si riaccende il dibattito sullo sviluppo turistico della zona

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Campo Imperatore in queste ore è letteralmente presa d'assalto dai turisti, complice l'assenza di neve sulle altre montagne appenniniche del centro-sud Italia. La situazione sull'Appennino centro-meridionale ricalca quanto avvenuto negli ultimi anni: eccetto rari episodi con abbondanti nevicate localizzate, le precipitazioni diffuse su scala regionale sono ormai un ricordo.
Il Gran Sasso rappresenta attualmente l'ultimo "baluardo" dello sci su pista, in una situazione che di anno in anno si fa sempre più critica. A Campo Imperatore la neve è presente in buone quantità e, soprattutto, è naturale. Si tratta di una delle poche aree sciistiche in Italia che al momento non soffre per l'assenza di neve.
I vicini comprensori di Ovindoli e Campo Felice non sono operativi, non per mancanza di volontà ma perché la neve anche quest'anno è la grande assente. A Roccaraso la situazione è diversa: grazie all'innevamento programmato gli sciatori possono utilizzare alcune piste. Tuttavia, Roccaraso sembra non convincere pienamente gli sciatori del centro-sud, forse per un rapporto qualità-prezzo ritenuto da alcuni non soddisfacente.
Una serie di fattori rende il Gran Sasso la località preferita dagli sciatori del centro-sud Italia, disposti a partire nelle prime ore del mattino per giungere a Campo Imperatore all'alba, arrivando anche da Bari, da Napoli, da Roma, da Ancona.
Code e disagi: quando il successo diventa un problema
Questa mattina, come negli ultimi giorni, la situazione a Campo Imperatore (AQ) è particolare: lunghissime code alla biglietteria prima e alla funivia dopo, di persone in attesa di salire sulla montagna. Numerose le lamentele dei turisti, che si aspettavano uno smaltimento più rapido.
Il comprensorio sciistico del Gran Sasso, però, è sempre stato considerato di nicchia.
La funivia è l'unico mezzo di accesso a Campo Imperatore e questo limita la capienza. Nei giorni di grande affluenza effettua una salita ogni 15 minuti, trasportando tra le 80 e le 100 persone. L'altro ieri è stata registrata un'affluenza record con 2.600 biglietti staccati: per questa località, con i mezzi a disposizione, un numero che può risultare un'arma a doppio taglio.
La domanda supera l'offerta, mettendo in difficoltà gli operatori turistici che, con le infrastrutture attuali, non possono fare di più.
Il dibattito sullo sviluppo: potenziare o preservare?
Nel corso degli anni, le varie amministrazioni regionali e comunali hanno sempre parlato di "sviluppo turistico" della montagna appenninica, vedendo contrapporsi visioni differenti. Il comitato Save Gran Sasso si esprime da tempo in modo favorevole alla costruzione di un secondo impianto di risalita, che permetterebbe un maggiore accesso a Campo Imperatore sia d'estate che d'inverno.
Dall'altra parte persiste l'idea che Campo Imperatore debba mantenere la propria esclusività e non permettere allo sci e alle attività antropiche di compromettere l'ambiente. Va ricordato che la stazione sciistica rientra nei vincoli SIC-ZPS (Siti di Importanza Comunitaria - Zone di Protezione Speciale).
Il dibattito è molto acceso e va avanti da anni. Non riguarda soltanto il potenziamento degli impianti, ma anche la creazione di uscite di emergenza per i turisti in caso di improvvise bufere. Un afflusso eccessivamente elevato può mettere in difficoltà la stazione e generare situazioni critiche.
Una delle motivazioni per cui la strada per Campo Imperatore in inverno non viene aperta al pubblico è proprio questa: le possibili bufere improvvise e l'assenza di vie di fuga.
L'ideale sarebbe forse individuare una via di mezzo tra le due linee di pensiero, per consentire a sciatori e turisti di vivere una montagna molto richiesta ma attualmente con servizi limitati. Il cambiamento climatico e l'innalzamento della quota neve rendono il Gran Sasso una delle poche località dove, nonostante tutto, è ancora possibile sciare su neve naturale.













