Accompagnare lo spopolamento ormai irreversibile della montagna? Dietrofront del Governo sulla frase che aveva scatenato accese polemiche

A seguito delle polemiche degli scorsi giorni sull'indicazione del Governo di “Accompagnare lo spopolamento ormai irreversibile” delle aree interne, è intervenuto il Ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione Tommaso Foti, annunciando che la frase incriminata, contenuta nel Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027, sarà presto cancellata

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il Governo non intende affatto “accompagnare lo spopolamento” delle aree interne, ma al contrario investire su di esse e sulla montagna. È quanto trapela da una dichiarazione odierna del Ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione Tommaso Foti, che ha bollato come “sterili” le polemiche degli scorsi giorni su una frase che, secondo il Governo, sarebbe stata utilizzata strumentalmente dalle forze di opposizione.
Per fare chiarezza sulla questione occorre ricostruire in dettaglio quanto accaduto.
A destare scalpore tra chi si occupa di aree interne e montagna, sollevando polemiche e accesi dibattiti, era stato nei giorni scorsi il titolo di un paragrafo del nuovo “Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne 2021-2027”, che indicava come uno degli obiettivi del Piano stesso fosse l’“Accompagnamento in un percorso di uno spopolamento irreversibile” dei territori indagati.
Una frase effettivamente infelice, a cui però è stato attribuito un valore programmatico estrapolandola da un contesto più ampio e complesso. Una frase che è stata rilanciata da alcuni giornali nei giorni della presentazione, da parte di Uncem - Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani e dello stesso Governo, del “Rapporto Montagne Italia”: un documento corposo che, al contrario, certifica per la prima volta una controtendenza demografica nelle terre alte, almeno al centro-nord, con segnali significativi e documentati di una nuova attenzione della popolazione italiana all’insediamento in collina e montagna.
Non a caso già a inizio giugno Uncem aveva invitato il Governo a correggere il tiro sulla questione. “Sta facendo molto discutere il titolo del paragrafo del Piano Nazionale per le Aree Interne per l’accompagnamento in un percorso di spopolamento irreversibile di alcune aree interne del Paese”, aveva dichiarato Marco Bussone, Presidente Uncem, “quel paragrafo deve essere eliminato per il bene del Paese, per la sua coesione alla quale tutti e tutte lavoriamo. Ma per stralciarlo, per azzerare quel punto, occorre sciogliere un nodo importante: quanto investiremo in termini di milioni e miliardi di euro sulle aree interne e montane dal 2026 al 2034 [...]. Come esiste l’Agenda Urbana, il Ministro Foti e il Vicepresidente della Commissione UE Fitto possono individuare finalmente un'Agenda europea e nazionale per la montagne e per le aree interne. Solo così evitiamo lo spopolamento che, secondo Uncem, non è irreversibile”.
“Una nuova cabina di regia toglierà dal Piano le frasi contestate”, ha dichiarato Foti rispondendo alle polemiche e sottolineando che il Governo lavorerà, come previsto da Piano stesso, al raddoppio del numero delle aree interne e della popolazione interessata dagli interventi nelle stesse. Foti ha inoltre annunciato una misura specifica dedicata alle aree interne che: “Metterà a tacere quelli che hanno parlato”.
Lo stesso Ministro, che ha indicato anche un'altra frase contenuta nei documenti allegati al Piano come non condivisibile, ha annunciato che convocherà presto la nuova cabina di regia con tutti i soggetti istituzionali, proponendo di stralciare i due paragrafi e sostituire le frasi.
Staremo a vedere. Come sempre, più che le parole e i Piani (scritti con più o meno sensibilità e attenzione ai dettagli), a contare davvero dovranno essere i fatti, le politiche, gli investimenti reali a favore di una parte fondamentale del nostro Paese finora rimasta troppo nell'ombra.













