Asiago contro la proposta di ampliare l'apertura al transito di automobili, quad e motocross nelle aree di alta montagna: "Non si tratta di spazi liberi da manovrare per fini elettorali, ma di territori da custodire con serietà"

Il sindaco Roberto Rigoni Stern: "Ricordo ai consiglieri regionali che molte delle aree coinvolte sono gravate da diritti di uso civico, costituendo patrimonio collettivo dei cittadini di Asiago e, più in generale, dei Comuni di tutto l'Altopiano"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'Amministrazione Comunale di Asiago esprime con un comunicato la propria ferma contrarietà alle proposte avanzate da alcuni consiglieri regionali del Veneto che mirano ad ampliare l'apertura al transito di automobili ed altri mezzi di trasporto, anche per finalità turistiche (quad e motocross), delle aree di alta montagna, comprese quelle sottoposte a stringenti vincoli ambientali, paesaggistici e naturalistici.
Il comune altopianese sostiene che queste iniziative, che appaiono come strumentali operazioni di propaganda elettorale, rischiano di compromettere il delicato equilibrio tra tutela del territorio, sicurezza viabilistica e fruizione sostenibile delle aree montane, faticosamente costruito negli anni insieme alla Comunità e ai portatori di interesse locali.

"Nel territorio comunale di Asiago l'Amministrazione ha già definito con chiarezza, attraverso specifici provvedimenti autorizzativi, il ruolo del mondo venatorio al quale vengono concessi permessi regolamentati per l'accesso e il transito in aree sensibili", spiega il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern, "I cacciatori svolgono una funzione importante e utile, riconosciuta dalle amministrazioni comunali e non hanno di certo bisogno di concessioni strumentali per ottenere ciò che già viene loro garantito in un quadro di rispetto e collaborazione istituzionale. Le concessioni comunali non rispondono a logiche di privilegio, ma a finalità precise di salvaguardia ambientale e protezione della fauna, riconosciute e condivise all'interno di un quadro istituzionale di rispetto e collaborazione".

"Modificare, ora, la Legge Regionale n. 14 del 1992, - prosegue il sindaco - scavalcando le prerogative del Comuni, rappresenta un atto di inaccettabile ingerenza istituzionale e di palese mancanza di rispetto verso le comunità locali e i loro diritti. Ricordo ai consiglieri regionali che molte delle aree coinvolte sono gravate da diritti di uso civico, costituendo patrimonio collettivo dei cittadini di Asiago e, più in generale, dei Comuni di tutto l'Altopiano: non si tratta di spazi liberi da manovrare per fini elettoralistici, ma di territori da custodire con serietà, responsabilità e visione".
In conclusione di comunicato, l'Amministrazione Comunale invita la Regione Veneto e i suoi rappresentanti a concentrarsi sulle vere sfide della montagna - come il contrasto allo spopolamento, il potenziamento dei servizi, la viabilità e le opportunità lavorative - evitando provocazioni legislative che, nel tentativo di raccogliere facili consensi, potrebbero causare danni irreparabili a un patrimonio ambientale e comunitario di valore inestimabile













