Assalto al Parco Adamello: "La proposta di ridefinirne i confini è un tentativo di legittimare a posteriori interventi già irregolari"

Il Comitato in Difesa del Parco ha organizzato un incontro pubblico a Breno per esprimere la propria preoccupazione rispetto alla proposta di modificare i confini del Parco. Se approvato, questo provvedimento, andrebbe a violare leggi europee e a compromettere la protezione di zone di pregio ambientale. Per il verdetto si attende l’Assemblea della Comunità Montana prevista per lunedì 28 luglio

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nella mattinata di oggi, 25 luglio, Il Comitato in Difesa del Parco dell’Adamello ha organizzato un incontro pubblico a Breno per esprimere la propria preoccupazione. Il motivo? Sta per essere discussa una proposta che cambierebbe i confini del Parco, togliendo protezione ad alcune aree naturali.
Ridefinire i confini oggi, secondo il Comitato, significherebbe “legittimare a posteriori interventi già irregolari, trasformando eccezioni in precedenti; tagliare fuori dai vincoli di tutela aree ad alta naturalità, aumentando la frammentazione degli habitat; indebolire la coerenza della Rete Natura 2000 e violare gli impegni delle Direttive Habitat e Uccelli, oltre che gli obiettivi vincolanti fissati dalla nuova Nature Restoration Law, che chiede di ripristinare almeno il 20% degli ecosistemi degradati entro il 2030”.
Ad aggravare lo stato di allarme del Comitato, proprio in questi giorni, in Regione Lombardia è stato approvato un documento che agevolerebbe proprio la ridefinizione dei confini dei parchi.
L’Ordine del Giorno n. 1483 è stato depositato dalla Lega e prevede la possibilità di “ridefinire i confini di un parco” per adeguarli a “zone con forte presenza antropica”. Nonostante il voto contrario dei gruppi PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, ha ottenuto il via libera nella seduta di venerdì mattina.
“Questi due atti, temporaneamente e politicamente sincronizzati, costituiscono un attacco senza precedenti all’integrità del Parco - allerta il Comitato - e aprono la strada a futuri arretramenti delle tutele, indebolendo un presidio fondamentale per la biodiversità alpina”.
Tra le principali istanze presentate durante l’incontro, il Comitato ha chiesto l’immediato ritiro della proposta di riperimetrazione dall’ordine del giorno dell’Assemblea e del documento depositato in Regione. Ha inoltre sollecitato l’inclusione delle associazioni ambientaliste nel Tavolo permanente di confronto; la nomina di un direttore per il Parco con pieni poteri tecnici e un rafforzamento dell’organico dedicato alla vigilanza, nonché l’annullamento delle autorizzazioni già concesse per la centralina della Valle Adamé.
L’Idro Baita Adamé è una centralina idroelettrica a 2.100 metri di quota. Stando al Comitato, le difformità costruttive accertate (“muri in calcestruzzo con massi inglobati, arginature non previste, mancanza di idrometria sul deflusso minimo vitale”) dimostrerebbero come “l’assenza di controlli e il depotenziamento degli uffici tecnici spalanchino la porta a interventi che erodono progressivamente il valore naturalistico del Parco”.
Su quest’ultimo punto, il Comitato richiede anche l’avvio di una Valutazione di Incidenza indipendente e retroattiva, che possa stabilire eventuali misure correttive, fino alla possibile rimozione totale dell’impianto e al ripristino dell’area interessata. Infine, è stata invocata maggiore trasparenza, con la pubblicazione online di tutti i documenti riguardanti opere, concessioni e piani di gestione.
L’attenzione del Comitato è ora rivolta alla prossima riunione dell’Assemblea della Comunità Montana di Valle Camonica, prevista per lunedì 28 luglio, dove tra i punti all’ordine del giorno figura anche l’approvazione delle nuove Linee di indirizzo per il Parco.













