Aveva rilevato l'ultima edicola della frazione, salvandola, ma dopo pochi mesi è costretta a chiudere: "Era uno spazio che faceva bene al cuore. Servono politiche serie per sostenere chi resta qui"

L’Edicola da Giuly si trova nella frazione di Farneta, sull’Appennino modenese. Questa storia, purtroppo, non è un caso isolato. Secondo i dati ufficiali di Unioncamere, tra il 2019 e il 2023 in Italia hanno chiuso 2.700 edicole, pari al 16% del totale

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
“A malincuore annuncio che a breve chiuderò la mia attività. Vi ringrazio immensamente per essere stati parte di questo percorso, ma purtroppo, per vari motivi, è arrivato il momento di chiudere”. Con queste parole, pubblicate sulla pagina Facebook Edicola da Giuly, Giulia Piras ha annunciato la chiusura della sua edicola nella frazione di Farneta, nel comune di Montefiorino.
Un messaggio sobrio che ha subito suscitato una valanga di reazioni da parte della comunità locale e di chi, anche da lontano, ha seguito e sostenuto il suo percorso.
All’inizio di quest’anno, Giulia aveva rilevato l’edicola di Farneta di Montefiorino, salvandola dalla chiusura. “Tutti vanno in città, ma io resto”, aveva dichiarato con coraggio, diventando il simbolo di chi non si arrende allo spopolamento della montagna.
La sua storia l’avevamo raccolta e raccontata anche noi in questo articolo.
Tra i tanti commenti apparsi su Facebook in queste ultime ore, c’è chi riflette sulle cause più profonde della chiusura: “Peccato davvero, ma possiamo capire il perché. Sarebbe bene che si sostenessero le realtà locali da parte di tutti, ma spesso non è così! Preferiamo i centri commerciali e i corrieri, così che anche i più coraggiosi tirano giù le serrande”.

E c’è chi punta il dito contro le trasformazioni culturali e digitali. “La colpa della chiusura delle edicole è tutta di Internet…”.
Testimonianze, in buona sostanza, che raccontano il senso di smarrimento e di cambiamento che attraversano le comunità locali.
La storia di Giulia, purtroppo, non è un caso isolato. Secondo i dati ufficiali di Unioncamere, tra il 2019 e il 2023 in Italia hanno chiuso 2.700 edicole, pari al 16% del totale. Le imprese individuali hanno subito un calo del 18,6%, e le attività femminili - che rappresentano il 37% del settore - sono diminuite del 19,6%. Ancora più drammatica la situazione per le imprese giovanili (under 35), scese del 43% in soli quattro anni.
A fine settembre 2023, i punti vendita di giornali e periodici erano circa 13.500, contro gli oltre 16mila del 2019. Un’emorragia silenziosa, che colpisce soprattutto le aree interne e montane, dove ogni servizio è vitale.
L’edicola da Giuly si trova in una frazione di appena 200 abitanti, a 750 metri di altitudine sull’Appennino modenese. E proprio per questo aveva un ruolo cruciale: portava giornali, libri, articoli di uso quotidiano, ma soprattutto presenza, ascolto, relazione.
Era un luogo dove ci si sentiva parte di qualcosa. “Entrare da Giulia significava sentirsi visti, ascoltati. Era uno spazio che faceva bene al cuore”, ci racconta un anziano di Farneta. Che rincara: “Servono politiche serie per sostenere chi resta qui. Non bastano le parole, servono incentivi, sgravi, visione di lungo periodo”.
Giulia ha dimostrato che si può scegliere di restare e che si può costruire qualcosa pure in un piccolo borgo di montagna. La sua edicola ha rappresentato un gesto di resistenza (romantica), di fiducia, di amore incondizionato per la montagna.
Ma prima o poi, come stiamo raccontando su L'AltraMontagna, tocca fare i conti con la realtà economica delle proprie intraprese. La bellezza delle terre alte, da sola, non sfama, non produce reddito e non basta più a tenere in vita le aree interne della nostra Penisola.













