Bloccati dalla bufera di vento e neve chiamano i soccorsi: la brutta esperienza di quattro escursionisti. Con l'arrivo dei fiocchi, sugli Appennini si sono verificati i primi incidenti

Moltissime persone attendevano la prima neve di stagione per recarsi in alta montagna. Le condizioni in effetti sono suggestive, perché il bianco fa risaltare per contrasto la natura ancora verde dell’estate uscente. Le prime nevicate stagionali possono però rivelarsi insidiose

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La prima neve sugli Appennini è arrivata e lo ha fatto anche piuttosto precocemente. Come previsto dai bollettini meteo, un’ondata di aria molto fredda per il periodo, breve ma intensa, ha causato un forte abbassamento delle temperature e regalato la prima neve sulla "spina dorsale" della penisola. Le nevicate sono risultate abbondanti sul massiccio del Gran Sasso e della Maiella.
Una situazione momentanea, perché già da sabato le temperature sono tornate ad aumentare, ma che in ogni caso suggeriscono di prestare particolare attenzione in alta quota.
Sono stati moltissimi gli escursionisti che non attendevano altro che la prima neve di stagione per recarsi in alta montagna, godere del paesaggio innevato e scattare delle fotografie. Le condizioni in effetti sono suggestive, se non altro perché il bianco della neve mette ancor più in risalto il contrasto con la natura ancora verde dell’estate uscente.
Questa situazione però ha già causato diversi incidenti, perché le prime nevicate stagionali sono solitamente molto insidiose, specialmente per gli escursionisti non abituati agli ambienti invernali di alta quota.
Ed è quello che è accaduto sul Monte Amaro, massiccio della Maiella. Quattro escursionisti campani saliti in alta quota nella giornata di sabato sono rimasti bloccati al Rifugio Manzini, circa 2400 metri di altitudine e così la gita in montagna si è trasformata in un incubo. Gli escursionisti nella mattinata successiva hanno provato a scendere di quota, ma con scarsi risultati vista la bufera di vento e neve che imperversava sulla Maiella.
Da qui è partita la richiesta di soccorso, considerando anche che una donna del gruppo risultava infortunata per via di una caduta e i soccorritori sono stati costretti a raggiungere il rifugio tramite la traccia GPS vista la scarsa visibilità.
Una volta valutate le buone condizioni dei quattro, grazie al consolidato rapporto di collaborazione tra il Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) e l’Aeronautica Militare, il Soccorso Alpino Abruzzo ha attivato tramite il Rescue Coordination Center del Comando Operazioni Aerospaziali un elicottero dell’85° Centro SAR del 15° Stormo, decollato da Pratica di Mare. Il mezzo ha raggiunto l’area, imbarcato i quattro escursionisti e li ha trasportati all’ospedale di Chieti per le verifiche sanitarie.













