Cani preda dei lupi: perché avviene e come limitare i rischi? Daniele Ecotti: "La corretta gestione degli animali domestici è la chiave per ridurre al minimo ogni rischio"

Negli ultimi anni la presenza del lupo in Italia è tornata a crescere, riportando questo predatore al centro del dibattito pubblico. Tra i temi più discussi c’è quello delle predazioni sui cani, un argomento che suscita particolare sensibilità perché riguarda animali d’affezione. Comprendere come e perché si verificano questi incontri e quali buone pratiche adottare per prevenirli, è fondamentale per ridurre i rischi e convivere in modo equilibrato con la fauna selvatica. Alcuni spunti arrivano dal presidente dell’associazione "Io non ho paura del lupo"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
È stata diffusa in questi giorni la notizia di lupi che, aggirandosi tra le case di Valrovina (frazione di Bassano del Grappa, nel vicentino), avrebbero sbranato un cagnolino domestico. L’episodio è l’ennesimo di una lunga serie: un vero e proprio fenomeno che si ripete sempre più di frequente e coinvolge numerose parti d’Italia, non solo in montagna.
“Il fenomeno delle predazioni da parte dei lupi sui cani è conosciuto ed è in aumento, perché è cresciuta la popolazione dei lupi. Di conseguenza, sono aumentate anche le possibilità di interazione tra queste specie”.
A spiegarcelo è Daniele Ecotti, presidente dell’associazione Io non ho paura del lupo, che puntualizza: “Ci tengo a precisare però che si tratta di un fenomeno a macchia di leopardo: avviene cioè in quelle zone dove ci sono lupi o branchi che, in qualche modo, riconoscono i cani come potenziali prede. In realtà questo non è tipico del comportamento del lupo, che tendenzialmente non vede il cane come una preda, ma semmai come un rivale e un competitore”.
Perché dunque avviene questo comportamento?
“Non bisogna pensare che, portando a passeggio il proprio cane, si rischi di incontrare lupi famelici pronti a sbranarlo. Tuttavia, è fondamentale gestire bene il proprio cane: gli incidenti si evitano con una corretta gestione. Quando si è in passeggiata, il cane deve essere sotto stretto controllo del proprietario, non deve allontanarsi e, di notte, deve essere custodito in luoghi non accessibili ai lupi”.
Considerato l’aumento esponenziale della fauna selvatica nel nostro paese, il lupo in linea di principio non avrebbe bisogno di predare i cani”, continua Ecotti. “Quello che dobbiamo fare, oltre a gestire i nostri cani, è controllare le risorse alimentari di origine umana. Se i lupi trovano scarti e rifiuti nei pressi delle aree antropizzate, imparano a frequentarle e a perdere la naturale diffidenza verso l’uomo, aumentando il rischio di interazioni indesiderate”. Se questo accade, “può capitare che un lupo, avvicinandosi alle abitazioni, impari a riconoscere il cane come una preda. E se una volta riesce a predarne uno, tenderà a ripetere il comportamento”.
E non solo predazioni: i tipi di interazione tra cani e lupi sono di tipo diverso, spesso difficili da comprendere per noi umani. “Altrettanto problematico è il problema dell’ibridazione. Questo avviene quando femmine di lupo si accoppiano con maschi di cane: una situazione che non dovrebbe verificarsi, perché il cane è un animale domestico ed è nostra responsabilità gestirlo correttamente”.

Se normalmente tutto ciò che riguarda i grandi carnivori suscita un forte coinvolgimento emotivo, in casi come questi, in cui la vittima è il ‘migliore amico dell’uomo’, si può ben immaginare l’impatto di certe immagini dei resti di animali a cui siamo così affezionati. Il rischio, allora, è che la dimensione affettiva pregiudichi un approccio razionale.
Oltre agli animali domestici, ad essere ancor più esposti sono i cani da caccia. “Per quanto riguarda l’attività venatoria, in zone dove sono presenti branchi che effettivamente predano, il problema è più concreto perché i cani vengono lasciati liberi. In questi casi, esistono tecniche di caccia per cui il cane rimane vicino a sé, e questo è già un deterrente, perché la presenza umana riduce nettamente il rischio di avvicinamento dei lupi. Esistono inoltre giubbotti elettrificati che servono proprio a scoraggiare il lupo, creando un rinforzo negativo se cerca di mordere o avvicinarsi”.
Insomma, la questione è complessa, ma allo stato attuale delle cose l’unica soluzione sembra essere quella di attuare misure di prevenzione che favoriscano la convivenza, senza allarmismi. Gli animali domestici, come tali, sono una nostra responsabilità, e sta a noi sorvegliare le loro interazioni con l’ambiente.
“È importante non negare che il fenomeno esiste, ma fornire alle persone gli strumenti per prevenire gli incidenti e, allo stesso tempo, rassicurarle. Spesso, infatti, si diffonde l’idea che ovunque ci siano lupi famelici pronti a divorare i cani: può capitare, ma non è affatto la norma”.













