Chiusa all’arrampicata una delle falesie più importanti al mondo: attività vietata nell'ambiente protetto di Roc del Rumbau, che comprende la celebre Oliana

A Oliana, si può affermare senza il timore di inciampare nell’esagerazione, sono state scritte pagine indimenticabili di arrampicata sportiva. Sulle pareti hanno scalato climbers di fama internazionale: da Chris Sharma ad Adam Ondra, passando per Janja Garnbret. Dal 19 dicembre non si può più scalare: la falesia è inclusa in un sito di arte rupestre

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L’importanza di uno spazio apparentemente asettico come una parete di roccia strapiombante varia in base al numero di storie umane che in esso si sono stratificate. E a Oliana (Spagna), di storie e di significati antropici troviamo una disposizione su più livelli. Proprio per questo è diventata uno sito di arrampicata di notorietà mondiale.
A Oliana, si può affermare senza il timore di inciampare nell’esagerazione, sono state scritte pagine indimenticabili di arrampicata sportiva. Il motivo ce lo offre il sito specializzato PlanetMountain:
"(…) vie d'avanguardia e performance che hanno segnato la storia di questo sport. Tappe fondamentali includono il 9b Fight or Flight di Chris Sharma (2011), la prima salita di La Dura Dura (il secondo 9b+ al mondo, liberato da Adam Ondra nel 2013 e ripetuto poco dopo da Sharma), e la prima a-vista femminile di 8c, realizzata da Janja Garnbret che nel 2021 ha danzato su Fish Eye e American Hustle. E poi ci sono innumerevoli ripetizioni di 9a, 9a+ e 9b, oltre a onsight al limite del possibile da parte di molti dei migliori al mondo, semplicemente troppe per essere menzionate".
Ma Oliana è stata di recente chiusa all’arrampicata con un decreto del governo della Catalogna. Il motivo? Una stratificazione storica precedente all’arrampicata. La falesia è infatti inclusa nel sito di arte rupestre del Roc del Rumbau che è stato dichiarato Bene Culturale di Interesse Nazionale e fa parte dell'arte rupestre dell'arco mediterraneo, iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
"L'ambiente è considerato essenziale per preservare il rapporto tra i dipinti, il loro supporto geologico e il paesaggio circostante. Si cerca di bilanciare la tutela con gli usi tradizionali del territorio, ma la conservazione del bene culturale è prioritaria. Pertanto, non è consentito arrampicarsi nell'area delimitata, per evitare danni al sito e al suo contesto visivo e ambientale".
Leggendo il nuovo decreto, dunque, si evince che "è stata istituita un'area protetta di 36 ettari che comprende la zona archeologica e il paesaggio circostante, con l'obiettivo di preservarne l'integrità visiva, ambientale e culturale".
Com’è possibile immaginare, la notizia del divieto (entrato in vigore il 19 dicembre) ha avuto un forte riverbero sulla comunità dei climbers, sollevando animate discussioni.
Sintesi sull'impatto della pratica dell'arrampicata nell'ambiente del Roc del Rumbau, basata sul documento emanato e pubblicata nel sito dall'ex campione del mondo di lead Patxi Usobiaga:
1. Tutela giuridica del deposito:
Il complesso di pitture rupestri del Roc del Rumbau (Peramola, Alt Urgell) è stato dichiarato Bene Culturale di Interesse Nazionale e fa parte dell'arte rupestre dell'arco mediterraneo, iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
2. Delimitazione di una zona di protezione:
È stata istituita un'area protetta di 36 ettari che comprende la zona archeologica e il paesaggio circostante, con l'obiettivo di preservarne l'integrità visiva, ambientale e culturale.
3. Restrizioni specifiche per l'arrampicata:
Ai sensi dell'articolo 2.b dell'Accordo GOV/300/2025, è vietata la pratica di attività sportive di arrampicata all'interno dell'area della zona archeologica.
4. Altri divieti rilevanti:
Nella zona archeologica è vietato anche campeggiare e accendere fuochi.
· Non sono ammesse alterazioni spaziali o paesaggistiche che incidano sull'ambiente, salvo giustificazioni archeologiche.
· È vietata l'installazione di nuove infrastrutture elettriche o di altre condutture visibili che alterino la vista del sito.
1. Giustificazione della protezione:
L'ambiente è considerato essenziale per preservare il rapporto tra i dipinti, il loro supporto geologico e il paesaggio circostante. Si cerca di bilanciare la tutela con gli usi tradizionali del territorio, ma la conservazione del bene culturale è prioritaria.
2. Conseguenze per gli scalatori:
Pertanto non è consentito arrampicarsi nell'area delimitata, per evitare danni al sito e al suo contesto visivo e ambientale.
3. Ambito di applicazione:
La tutela interessa sia i terreni pubblici che privati all'interno del perimetro delimitato, che comprende la parete rocciosa su cui si trovano i dipinti e le aree circostanti.
In sintesi, la pratica dell'arrampicata è esplicitamente vietata nell'ambiente protetto di Roc del Rumbau come misura di conservazione del sito con pitture rupestri e del suo contesto paesaggistico.













