Contenuto sponsorizzato
Attualità | 19 aprile 2025 | 06:00

"Coltivavamo legalmente, ora rischiamo tutto", il decreto mette in ginocchio il settore della cannabis light. Cime di Montagna: "Siamo pronti a dare battaglia legale"

È entrato in vigore il decreto-legge sulla sicurezza approvato dal governo che rende illegale il settore della cannabis light. In Trentino l'azienda di Andrea Cavattoni, "Cime di Montagna", è nata circa 8 anni fa ed è cresciuta moltissimo conquistando importanti fette di mercato. Ora però tutti gli investimenti fatti sono in pericolo: "Siamo davanti ad un provvedimento sbagliato, con una visione ideologica che danneggia tutti"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Cinque giovani, un’idea chiara e una scommessa: creare un'impresa, valorizzando le risorse del proprio territorio. Ed è proprio da qui che è partito otto anni fa il progetto Cime di Montagna, un marchio che oggi è molto più di un nome evocativo. 

 

Stiamo parlando della coltivazione delle piante “depotenziate” (senza principio attivo) di canapa, la cosiddetta cannabis light con un contenuto di Thc inferiore a 0,2%. Ma non solo. L'obiettivo in questi anni, per Cime di Montagna,  non è stato unicamente quello di coltivare in Trentino della canapa legale per poi commercializzarla, ma creare un'azienda e un'attività che potesse raccontare in qualche modo una storia.

Un'attività che fino a pochi giorni fa era consentita dalla legge ma che da sabato scorso, con l'entrata in vigore nel nuovo decreto sicurezza, è diventata illegale

 

Da un giorno all'altro quello che è stato costruito con fatica e con un investimento di migliaia di euro rischia ora di venire cancellato completamente anche se Cime di Montagna guidata da Andrea Cavattoni, assieme a tante altre imprese italiane, hanno deciso di dare battaglia a quello che è considerato un decreto legge sbagliato frutto di ideologie e dannoso per il tessuto economico del paese. “Siamo pronti ad opporci a queste norme e percorreremo tutte le strade legali italiane ed europee che ci sono” spiega Cavattoni.

 

Per capire di che settore stiamo parlando e l'impatto delle nuove norme, è bene conoscere qualche numero. In Italia il mercato della cannabis light negli ultimi anni è cresciuto enormemente.  Stiamo parlando di 4.000 ettari coltivati, 3.000 aziende, 12.000 lavoratori stabili e migliaia di stagionali e figure dell’indotto, con un giro d’affari stimato in 900 milioni di euro annui e una forte presenza di giovani imprenditori. 

 

A preoccupare l'intero comparto è l'entrata in vigore del decreto-legge sulla sicurezza e in particolare l'articolo 18 che consente la produzione di infiorescenze contenenti Cbd solo se destinate al "florovivaismo professionale", vietando ogni altro uso, dal commercio alla lavorazione, dalla detenzione alla vendita. Questo significa che le tante piccole aziende nate in questi anni, che hanno lavorato seguendo la legge, ora rischiano di dover chiudere. 

 

“Questo decreto – spiega Cavattoni – è inspiegabile. Non si vanno a mettere le infiorescenze dentro la tabella delle droghe, cosa che comunque era stata già bocciata dal Tar in precedenza, ma si vanno a vietare a 360 gradi. Questa è una visione ideologica ed è paradossale visto il momento di crisi economica che tutti stiamo vivendo e soprattutto considerando che si è usato un decreto di massima urgenza”.

 

Cime di Montagna in questi anni è riuscita ad espandersi anche al di fuori dei confini provinciali ritagliando fette di mercato sempre più importanti. “Per decisione – ci spiega Cavattoni – nonostante il grosso investimento fatto, abbiamo voluto mantenere un'azienda di piccole medie dimensioni. Questo anche perché in un clima del genere è difficile pensare di investire per progetti di lungo periodo e ogni cosa deve essere fatta, purtroppo, considerando un arco temporale molto breve”. I palesi attacchi al settore avvenuti a livello nazionale in particolare da una certa parte politica non hanno aiutato il settore. 

 

Cime di Montagna coltiva oggi circa 2 ettari di terreno sparsi in Trentino, 4mila piante e offre lavoro a diverse persone. L'obiettivo di quest'anno è quello di arrivare a 500 chili di cannabis light.  Un obiettivo che rischia però di essere cancellato dalla nuova normativa che porterebbe anche alla perdita del posto di lavoro per molte persone. 

Da sabato 12 aprile, chi coltiva la canapa per la produzione di cannabis light e anche i commercianti rischiano sequestri e denunce. Le imprese e le associazioni di categoria sono ovviamente sul piede di guerra. “Equiparare l'uso delle infiorescenze della canapa a quello di sostanze illegali, anche in assenza di uso ricreativo, è una misura irragionevole" hanno spiegato sottolineando come si vada a colpire diversi filoni produttivi importanti. “Noi assieme a tante altre imprese di settore – spiega Andrea Cavattoni – abbiamo avviato una azione legale per capire prima di tutto i termini esatti di questo decreto visto che al momento ancora non si sanno. I nostri dipendenti che fine faranno? Avranno la cassa integrazione? E la merce in magazzino?” Domande per le quali il decreto non sembra dare alcuna risposta al momento. 

“Vista la situazione che ci troviamo davanti – continua il titolare di Cime di Montagna – sicuramente faremo assieme agli altri un ricorso al Tar e se necessario andremo anche a livello europeo. Le norme sono in contrasto con diverse direttive e siamo sicuri di poter vincere”. Ma non solo. “In Trentino Alto Adige vogliamo chiedere alle due province autonome di tutelarci. E se tutto questo fosse inutile, siamo anche pronti a chiedere i danni al Governo per tutti gli investimenti che abbiamo fatto in questi anni”.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Attualità
| 11 maggio | 19:00
La Procura di Aosta contestava la realizzazione senza autorizzazione di uno scavo trasversale alla lingua del [...]
Storie
| 11 maggio | 19:00
Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole sono stati teatri di vicende drammatiche, due stragi con oltre 1300 vittime civili [...]
Storie
| 11 maggio | 18:00
A pochi chilometri dal traffico di Genova, tra il mare e l'Appennino, esiste una montagna che per generazioni di [...]
Contenuto sponsorizzato