"Criteri che minacciano di escludere una percentuale importante di Comuni": la preoccupazione dei sindaci toscani sull'applicazione delle Legge Montagna

"È necessario introdurre una classificazione più articolata che non si limiti ai soli criteri altimetrici e di pendenza, ma ne includa altri come la distanza dai servizi, la solidità economica, il rischio idrogeologico", afferma il sindaco di San Marcello Piteglio (PT) e delegato alle politiche della montagna Luca Marmo. Dalla Consulta della Montagna un’opposizione forte e unanime al sistema di classificazione che sta prendendo corpo

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
I sindaci toscani tornano ad esprimere apprensione per i criteri di classificazione delle aree montane, in via di definizione per l'applicazione della cosiddetta "nuova legge nazionale sulla montagna" (131/25). Il provvedimento, dopo essere stato approvato in via definitiva, sta facendo molto discutere proprio per la determinazione dei criteri che individueranno i Comuni interessati (o meno) dalla legge. Alla questione abbiamo dedicato più articoli nelle ultime settimane.
Nelle ultime settimane, Anci Toscana, con la sua presidente Susanna Cenni, ha manifestato a più riprese preoccupazione e dissenso sugli elementi che trapelavano dal tavolo ministeriale, scrivendo anche ai parlamentari toscani, e la Consulta della Montagna che si è riunita ieri ha ribadito una posizione unanime di forte opposizione. Erano presenti decine di sindaci dei Comuni montani, oltre a rappresentanti della Regione Toscana, che ha sempre condiviso con Anci il percorso di approvazione della legge nazionale e di consultazione sui criteri che saranno approvati a breve.
"Partiamo dalla considerazione che la legge approvata presenta molte lacune e che solo una parte degli emendamenti proposti sono stati considerati", afferma il sindaco di San Marcello Piteglio (PT) e delegato alle politiche della montagna Luca Marmo. "Ricordiamo anche che le risorse assegnate a livello nazionale sono del tutto inappropriate: al momento lo stanziamento è di 200 milioni di euro all'anno per il triennio 2025-2027. In questo quadro, la classificazione dei Comuni che potrebbero beneficiare di questi fondi rischia di dimezzare, o addirittura di ridurre di 2/3, secondo gli scenari peggiori, la platea di possibili beneficiari".
"È necessario introdurre una classificazione più articolata che non si limiti ai soli criteri altimetrici e di pendenza, ma ne includa altri come la distanza dai servizi, la solidità economica, il rischio idrogeologico", continua Luca Marmo. "Facciamo affidamento su una forte azione di Anci. Inviteremo tutti i Consigli comunali a votare una mozione e solleciteremo tutte le forze politiche in Parlamento. La forte partecipazione di oggi è la prova di una preoccupazione estesa e profonda per dei criteri che minacciano di escludere una percentuale importante di Comuni".
Il sistema di determinazione deve essere definito entro 90 giorni dall’approvazione della legge - fa notare Anci Toscana in un comunicato - lasciando quindi tempi molto stretti prima della prossima Conferenza Unificata, quando avverrà l’ultimo confronto prima della ratifica.













