Dall’Appennino alla Cina per parlare di biosfera: si darà visibilità e spessore politico non in base alla potenza militare o al peso finanziario, ma considerando il rispetto per la natura e la cooperazione tra popoli

In queste ore anche la Riserva della Biosfera dell’Appennino Tosco-Emiliano è impegnata a portare la sua voce in Cina, alla V Conferenza Mondiale delle Riserve della Biosfera Unesco: un appuntamento importante per tutta la montagna italiana, perché da questa conferenza, che coinvolge circa 750 riserve di biosfera sparse in tutti i continenti (di cui 20 solo in Italia), emergerà la strategia globale per i prossimi 10 anni

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Mentre il mondo affronta fratture geopolitiche e crisi ambientali senza precedenti, la montagna si propone come luogo di dialogo e di pazienza, in grado di offrire un messaggio universale di responsabilità e speranza.
Proprio in queste ore, infatti, anche la Riserva della Biosfera dell’Appennino Tosco-Emiliano è impegnata a portare la sua voce in Cina, alla V Conferenza Mondiale delle Riserve della Biosfera Unesco.
Si tratta di un appuntamento importante per l’Appennino, ma in generale per tutta la montagna italiana, perché da questa conferenza, che coinvolge circa 750 riserve di biosfera sparse in tutti i continenti (di cui 20 solo in Italia), emergerà la strategia globale per i prossimi 10 anni.
Se è vero poi che la forza dei simboli riesce a superare le ombre e le difficoltà della cruda realtà, allora eventi come questo assumono un valore incommensurabile: a Hangzhou non verrà misurata la potenza militare o il peso finanziario di un singolo Paese, ma si darà visibilità e spessore politico a quelle comunità che custodiscono e tramandano valori universali come il rispetto per la natura, la cooperazione tra popoli e la resilienza culturale.
La delegazione italiana presenterà progetti ambiziosi che intrecciano tutela ambientale e sviluppo sociale, iniziative che raccontano storie di empowerment femminile legate alla salvaguardia del territorio, e racconterà di scambi virtuosi tra scuola, riserve naturali, mare e terre alte.
L’Appennino Tosco-Emiliano è entrato a far parte della Rete delle Riserve della Biosfera Mab Unesco nel 2015 e nel 2021 ha ottenuto un importante allargamento.

Dal 2021 l’area riconosciuta ha una superficie di 498mila ettari e interessa 80 Comuni, appartenenti a 6 province e 3 regioni, la Toscana e l’Emilia-Romagna e la Liguria, che sono di per sé sinonimo di diversità, valori culturali e umani. Quest’area rappresenta il confine climatico euro-mediterraneo, con il lato a nord caratterizzato da un clima continentale e quello a sud tipicamente mediterraneo.
L’Appennino, nel suo piccolo, dimostra che il periferico può diventare il centro di un discorso globale, in cui la tutela dell’ambiente è parte integrante della vita di popoli e comunità.













