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Attualità | 30 luglio 2025 | 19:00

Dipendente del rifugio rischia la vita per salvarle e loro ringraziano donando 40 euro: "Per pagare il Soccorso alpino quei soldi non sarebbero mai bastati: è andata bene"

Durante la preparazione della cena, un rifugista riceve una chiamata da due escursioniste disperse nella nebbia, incapaci di trovare il rifugio. L'uomo cerca quindi di guidarle telefonicamente, ma si rende presto conto che tentare di salvarle (in quel modo) è impossibile: "Così Johannes le ha raggiunte e recuperate. Spiace vedere come sempre più spesso ci si ritrovi di fronte a problemi causati dall'assoluta mancanza di preparazione"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Stavamo preparando la cena, quando abbiamo ricevuto la chiamata di due donne in difficoltà, disperse nella nebbia". Il racconto è quello dei gestori del rifugio Matrashaus, che sorge a 2.941 metri di altitudine direttamente sulla cima dell'Hochkögnig, sulle Alpi austriache: "Ma come spiegare come raggiungere il rifugio a due persone disperse nella nebbia, peraltro in una zona, il Lammkopf, notoriamente insidiosa?".

 

Quanto successo negli scorsi giorni è stato raccontato dagli stessi rifugisti sui social, in particolare per ricordare quanto pericolosa possa essere la montagna, soprattutto per chi vi approda senza la benché minima preparazione: "Inizialmente abbiamo tentato di spiegare loro come muoversi, ma ci siamo presto resi conto che non avrebbe funzionato". 

 

Dopo aver cercato di dare qualche dritta alle due, attorno alle 18e30 il gestore del Matrashaus ha ricevuto una chiamata dal Soccorso alpino: "Le due donne erano ancora sul Lammkopf e non riuscivano a trovare la strada per il Matrashaus".

 

"Il Soccorso alpino - si legge nel post - ovviamente non poteva chiederci di raggiungere le due donne al Lammkopf. Perché significava mettere a rischio anche noi stessi fra nebbia e maltempo".

 

"Allo stesso tempo - ricordano ancora dal rifugio - non potevamo partire in due, altrimenti nessuno sarebbe rimasto in struttura a prendersi cura degli ospiti". Così a mettersi in moto, prima ancora che partissero i tecnici, è stato un collaboratore del rifugio, Johannes, che non ci ha pensato due volte e si è incamminato verso la croce di vetta alla ricerca delle due malcapitate. 

 

L'uomo (non senza difficoltà) è riuscito nell'impresa e ha condotto le due, illese, in struttura: "Per ringraziarlo gli hanno offerto da bere e fatto un'offerta di 40 euro al Soccorso alpino, che mai sarebbero bastati per pagare un soccorso, nel caso in cui fossero intervenuti i tecnici. Tutto sommato, è andata bene. Ma sarebbe potuta andare molto male".

 

Dopo quanto successo i rifugisti ne hanno approfittato per invitare tutti a una riflessione: "Tutto questo si sarebbe potuto evitare? Quello stesso giorno, un altro ospite era arrivato da noi al Matrashaus, anch’egli percorrendo la stessa via scelta dalle due donne - spiegano dal Matrashaus -. Era partito da Hinterthal poco dopo le sette del mattino ed era arrivato senza problemi nel primo pomeriggio. Le due donne, invece, erano partite due ore e mezza dopo, alle nove e mezza".

 

"Oltre ad avere sbagliato orario di partenza, è mancata alle due escursioniste esperienza con l’orientamento e con l’uso delle app: la nebbia in alta montagna ormai è la norma, non l’eccezione e bisogna sapersi muovere - fanno notare i rifugisti -. Negli ultimi anni notiamo sempre più spesso che molti problemi si sarebbero potuti evitare semplicemente partendo prima. Manca troppo spesso l’esperienza per affrontare difficoltà e problemi in montagna, che si acquisisce solo col tempo e facendo molte escursioni".

 

"Ma la mancanza di esperienza si può compensare meglio se si parte presto e si ha quindi una riserva di tempo sufficiente per reagire correttamente a difficoltà e problemi. Già la sera successiva è arrivato da noi, sempre dai Teufelslöcher, un padre con i suoi due figli, partiti da Hinterthal alle 10 del mattino. Sono arrivati giusto in tempo prima del temporale, non si sa se per caso o per fortuna - concludono amareggiati dal Matrashaus -. Non vogliamo nemmeno immaginare cosa sarebbe potuto accadere a quei poveri bimbi se fossero stati sorpresi dal maltempo". 

 

 

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