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Attualità | 25 settembre 2025 | 17:00

Due lumini segnano l’unico punto dove prende il telefono nell’arco di dodici chilometri: nel comune friulano di Lauco, 1/3 della popolazione vive senza rete mobile

"Gli abitanti non godono di alcuno dei vantaggi offerti dal cellulare. Non hanno la possibilità di comunicare, di mandare whatsapp, messaggi, collegarsi ad internet, di lavorare in smart working". Il collegamento telefonico può essere un lusso per alcune borgate di montagna: è così per duecento abitanti del Comune di Lauco, che per dodici chilometri sono del tutto privi di rete mobile e, a singhiozzo, anche della rete fissa per scarsa manutenzione. Nonostante le ripetute richieste, il Comune non ha ricevuto riscontro. Ne parliamo con il sindaco Stefano Adami

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Lauco è un comune di montagna in Friuli-Venezia Giulia, tra i 700 e gli 800 metri di quota. Fanno parte del Comune diverse borgate, distribuite in 33 chilometri quadrati di territorio. È uno spazio piuttosto vasto, anche se non così densamente popolato: vi risiedono poco più di seicento abitanti. Da un recente servizio Rai, è emerso il caso dell’isolamento dalle comunicazioni cui è costretta circa la metà del Comune. Ne abbiamo parlato col sindaco del paese, Stefano Adami.

 

“Grosso modo metà del territorio comunale, diciamo un 45%, non è coperto da rete mobile: circa 12 chilometri di strada dove non c’è copertura. In questa porzione di territorio ci vivono comunque ancora duecento persone; di conseguenza questi abitanti non godono di alcuno dei vantaggi offerti dal cellulare. Non hanno la possibilità di comunicare, di mandare whatsapp, messaggi, collegarsi ad internet, di lavorare in smart working”.

 

Nell’unico punto dove prende il cellulare in questo tratto di territorio, qualche residente ha posizionato due lumini, due candeline per segnalarne la posizione.

 

Molti di questi residenti, da settimane è privato anche dalla rete fissa. “Ormai viene investito sempre meno sul telefono fisso, e spesso manca di manutenzione. Ci sono casi di famiglie rimaste isolate per settimane. Chiamano perché qualcuno venga a ripararlo, ma poi i giorni passano e non si vede nessuno”.

 

Non solo la cittadinanza, l’assenza di rete blocca anche il riscatto economico di queste comunità, e mette in pericolo coloro che frequentano il territorio anche solo occasionalmente. “Queste strade sono percorse in modo abbastanza intenso anche dai turisti. Lauco è un paese che sta puntando molto sul turismo, sta investendo su forme di turismo slow, siamo entrati in circuiti motociclistici del Nord-Europa, e poi, essendo Lauco una delle porte di accesso allo Zoccolan, famoso a livello mondiale per il Giro d’Italia, ha anche una forte attrattiva per i ciclisti. Statistica vuole che, ogni volta che succede qualcosa, come un incidente, questi non possono chiamare il pronto soccorso o comunicare in alcun modo”.

 

“Questo ovviamente vale anche per i cittadini”. E qui, anche oltre l’eccezionalità di un incidente, si tratta del diritto di accesso alle cure. “I nostri cittadini di questa porzione di territorio non possono mettersi direttamente in contatto con i servizi sanitari, e devono muoversi di chilometri per mandare una qualsiasi comunicazione. Un caso emblematico è quello di questo signore che deve andare settimanalmente a fare la dialisi e non riesce a comunicare con l’ospedale: per farlo deve inerpicarsi sul colle affianco. Sono circa undici le famiglie in queste condizioni”.

 

“Secondo me è scandaloso che nel 2025, dopo anni di solleciti, tutto sia ancora così”, incalza il sindaco Adami. “Noi abbiamo sollecitato le varie società, che spesso non hanno nemmeno risposto. Il prefetto è perfettamente a conoscenza della situazione: gli uomini stessi del prefetto, Polizia, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, quando sono in quel territorio non riescono a comunicare tra di loro”.

 

A rispondere, “fortunatamente”, è stata la televisione. “Dopo aver bussato a varie porte, abbiamo avuto la fortuna di fare questo incontro con la Rai. E devo dire che ha suscitato immediatamente diverse risposte. Già ieri numerose aziende mi han chiamato chiedendomi di parlare, di incontrarci”.

 

Nonostante il traguardo importantissimo, l’amarezza per i propri concittadini rimane nelle parole del sindaco: “Ne sono felice ma anche infastidito: bisogna arrivare a questo per trovare una soluzione? Evidentemente sì”.

 

Presi dall’esasperazione, alcuni concittadini avevano scelto di investire provatamente in una connessione via satellite, a spese proprie. “Ecco, non mi sembra corretto che debbano percorrere questa strada. Dovrebbe essere il sistema pubblico a permettere loro di godere degli stessi privilegi e degli stessi diritti, dato che pagano le tasse come tutti gli altri”.

 

La marginalità di certe zone è anche l’effetto dell’incapacità di ascoltare di coloro che vivono altrove, dell’indisposizione a comprendere le esigenze di chi abita questi territori e dell’esasperazione di quest’ultimi, che altro non possono fare che rimboccarsi le maniche, talvolta sorvolando sui propri diritti. Purtroppo, non è solo il Comune di Lauco. Ci dice il sindaco: “So per certo che ci sono altri comuni nella stessa situazione, in Friuli Venezia Giulia e non solo”.

 

Forse i lumini accesi a Lauco saranno l’occasione per intervenire in maniera sistematica, a livello istituzionale, su questo problema; o forse, più probabilmente, se ne accederanno presto altri, in qualche borgata, ma nessuno se ne accorgerà.

 

 

In copertina immagini dal servizio Rai

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