"È una della tante banalizzazioni dell’esperienza in montagna, come vedere un lupo in natura e un lupo in cattività". Inaugurata, tra molte polemiche, la nuova ferrata sul versante pescarese del Gran Sasso

L’inaugurazione della nuova via ferrata del Monte Bertona, sul versante pescarese del massiccio del Gran Sasso, ha stimolato opinioni discordi: dalla contrarietà di Mountain Wilderness Abruzzo - "Di nuove ferrate, fondamentalmente inutili, non ne vediamo la necessità" - alla convinzione di molti sui benefici economici generati da un possibile incremento turistico

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Sabato 13 settembre è avvenuta l’inaugurazione della nuova via ferrata del Monte Bertona. La zona è quella del versante pescarese del massiccio del Gran Sasso, tristemente noto a causa della tragica vicenda della valanga di Rigopiano, avvenuta a gennaio del 2017.
Questo lato del massiccio della montagna più alta dell’Appennino è sensibilmente meno conosciuto rispetto ai versanti del teramano e dell’aquilano, perché l’altezza delle montagne circostanti è meno elevata e quindi meno frequentata. Il Monte Bertona è alto appena 1220 metri, ma presenta vedute eccezionali sulle vallate circostanti e pendenze notevoli.
A tal proposito, proprio per capirne la sua difficoltà, abbiamo chiesto un parere alla guida alpina Matteo Cittadini, di Abruzzo Mountain Guides, che ha dichiarato: "La ferrata è molto bella sia come è stata fatta, sia per la sua esposizione, ma ci sono tratti verticali e passaggi aerei che danno sulla parete. Per chi è alle prime armi non la consiglio neppure con la Guida Alpina, in quanto è solo per chi ha già una buona preparazione sulle ferrate", commenta Cittadini.

Mountain Wilderness Abruzzo: "Basta ferraglia, basta nuove ferrate"
Non tutti sono però felici della costruzione della nuova ferrata. L’associazione Abruzzo Mountain Wilderness, per voce di Massimo Tudini, Mario Marano Viola e Gianpiero di Federico, nota guida alpina, ha manifestato il disappunto in un comunicato:
"La Ferrata a Montebello di Bertona si svolge a bassa quota, non porta a nessuna parte significativa, interseca alcune vie in roccia sottostanti – scrive l’associazione Mountain Wilderness -. È un impatto fin troppo visibile su quell’ambiente. Perché farla? È a nostro parere una della tante banalizzazioni dell’esperienza in montagna, come vedere un lupo in natura e un lupo in cattività. Non è la stessa cosa".
"Le ferrate storiche, come abbiamo detto, sono diventate una sorta di patrimonio del nostro Gran Sasso e stanno bene così come stanno e vanno manutenute. Di nuove ferrate, fondamentalmente inutili, non ne vediamo la necessità. Sperando anche che in questa ferrata a Montebello non si sia ripetuto l’errore pericoloso e grave, dei fittoni con gli occhielli di uscita (per un'eventuale corda di sicurezza), rivolti verso il basso, come alle ferrate al Gran Sasso. Buona montagna", concludono.
Al contempo, in molti sostengono che la realizzazione della nuova ferrata sia una buona notizia per i comuni che si affacciano sul lato pescarese della montagna, nella convinzione che andrà a incrementare notevolmente il turismo anche in aree poco conosciute rispetto al resto della montagna abruzzese.













