Il nuovo Airbag anti-valanga capace di garantire fino a quarantacinque minuti d'aria: il progetto della studentessa Isabella Campana

Quasi cento morti l'anno a causa di valanghe, di questi oltre la metà per soffocamento. Dall'università Iuav di Venezia arriva il dispositivo utile in caso di seppellimento, adattabile ad ogni tipo di zaino e fornito di una camera d'aria da 170 litri. Il progetto si chiama "Nivor" ed è ora entrato tra i tre finalisti del James Dyson Award 2025

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Dall'università Iuav di Venezia arriva un nuovo modello di airbag anti-valanga. Il progetto è frutto delle ricerche della studentessa Isabella Campana, iscritta al corso di Design del prodotto dell'ateneo veneziano, si chiama Nivor ed è ora entrato nei tre finalisti del James Dyson Award 2025.
Secondo i dati Aineva riferiti alla stagione invernale 2024/2025, all'altezza di giugno si registravano 500 incidenti a causa di valanghe, che hanno causato 61 morti. La media annuale tra 1991 e 2020 è di 96 morti all'anno, che scendono a 76 se si considerano soltanto gli ultimi dieci anni. Oltre la metà dei decessi di questo tipo avvengono per soffocamento.
Nivor sembra essere una possibile risposta a queste statistiche: il sistema è infatti dotato di una riserva d'aria capace di offrire quarantacinque minuti d'aria in caso di seppellimento.
Grazie ad un sistema a due valvole di non ritorno, una necessaria per gonfiare l’airbag e l’altra collegata al tubo di respirazione, si gonfia con aria compressa in pochi secondi, fino a una capacità di 170 litri. In caso ci si trovasse travolti da una slavina, il dispositivo sarebbe in grado di garantire fino a 28 minuti di respirazione. Se a questi si sommano i circa 18 minuti di sopravvivenza senza supporto respiratorio, le probabilità di ricevere soccorso in tempo aumentano considerevolmente. Il sistema comprende, inoltre, un filtro dell'aria che purifica l’ossigeno dall'anidride carbonica, garantendo una respirazione sicura.
"La montagna è una mia grande passione e ho cercato un modo per unire questo interesse al mio lavoro di designer, per creare un prodotto che potesse migliorare la sicurezza e l’esperienza di chi vive l’alta quota". Lo ha dichiarato a Nuova Venezia la studentessa che ha ideato il progetto, spiegando: "Sono partita con una ricerca sullo stato attuale dei dispositivi di sicurezza per l’alpinismo: ho analizzato ciò che già esisteva, studiando punti di forza e limiti di ogni soluzione. La parte più complessa è stata individuare i componenti giusti, perché non è il mio ambito di formazione. Tuttavia, documentandomi e confrontandomi con esperti, sono riuscita a selezionare i più adatti".
Le principali novità rispetto ai già esistenti modelli di airbag da valanga sono l'indipendenza da cartucce di gas monouso e la versatilità di adattamento. Il sistema è agganciabile alla maggior parte degli zaini standard da alpinismo grazie a un meccanismo magnetico modulare a fasce regolabili che si aggancia tra testa e bretelle. Inoltre, l'airbag è alimentato da un supercondensatore che rende obsolete le cartucce di gas, riducendone i costi di utilizzo e l’impatto ambientale.
Il progetto è di recente entrato tra i tre finalisti del James Dyson award 2025: un concorso internazionale di design e ingegneria promosso dall’omonima fondazione, che mette in palio 36 mila euro per il migliore progetto in gara. Il premio, nato nel 2005, valorizza ogni anno le migliori idee di ingegneria e design sviluppate da oltre cento giovani studiosi italiani; quest'anno sarà assegnato il 5 novembre.
Immagine copertina da: www.iuav.it













