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Attualità | 28 novembre 2025 | 12:00

In Austria, cinque rifugi su diciassette restano senza gestore. La tendenza è in aumento: "Un quarto dei nuovi affittuari dà disdetta dopo appena un anno"

La vita da rifugio non è adatta a chiunque: a dimostrarlo arriva il caso del Club Alpino Austriaco (Österreichische Alpenverein). Le cause? L’impegno richiesto e l’impreparazione dei candidati. Il Club cerca di arginare questa tendenza andando incontro ai giovani; nel frattempo, sul loro sito pendono vacanti gli annunci dei rifugi ancora privi di gestione

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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Molto spesso, per lo meno agli occhi di un pubblico lontano, di frequentatori occasionali, la vita del rifugio sembra l’idillio bucolico di una vita fatta di prati verdi e panorami mozzafiato. Nonostante lo sforzo di numerose testimonianze, soprattutto cinematografiche, per ridimensionare questo stereotipo, esso rimane fortemente radicato nel nostro immaginario e nei voli pindarici della nostra mente. Una nuova "storia dai rifugi" arriva questa volta dall’oltralpe, e non è appagante come molti si aspetterebbero.

 

Proprio come il Cai nostrano, o la Sat, il Club Alpino Austriaco (Österreichische Alpenverein) è proprietario di numerosi rifugi di là delle Alpi. Quest’anno, ben diciassette di questi sono stati messi in affitto in tutta l’Austria; di questi, cinque sono rimasti senza gestore.

 

Tale tendenza, sembra essere in aumento: "Un quarto dei nuovi affittuari dà disdetta dopo appena un anno", rincara Georg Unterberger, responsabile del reparto ‘Rifugi e Sentieri’ del club alpino (Öav). In questi casi, laddove non si trovassero successori, le alternative potrebbero essere la manutenzione da parte di volontari o la conversione in un rifugio con angolo cottura. Come ultima spiaggia, non è da escludere che il rifugio rimanga chiuso.

 

Secondo il quotidiano austriaco Unser Tirol, che riporta la notizia, le cause di questa carenza non sarebbero da ricercarsi nella scarsità di richieste, ma semmai sulla scarsa disponibilità di figure preparate a questa professione e nell’effettivo impegno h24 necessario alla gestione di un rifugio.

 

I requisiti per la gestione di un rifugio alpino in Austria sono in effetti elevati, e spesso ignoti a molti dei candidati che rispondono al bando. "Chi oggi affitta un rifugio - spiega Unterberger - deve essere un vero tuttofare. I nostri gestori di rifugi sono ristoratori, ma devono anche avere competenze in materia di trattamento dell'acqua potabile, impianti di depurazione, alimentazione elettrica, teleferiche e sistemi di allarme antincendio. Inoltre, devono consigliare gli ospiti, offrire una cucina invitante e creare un'atmosfera piacevole. Molti sottovalutano questo aspetto". Molto spesso, sembra, in una mole di anche trenta candidati, quelli che soddisfano i criteri richiesti sono molto pochi.

 

Inoltre, si ricorda, il rifugista non ha giorni di riposo. La funzione della struttura è proprio di presidio e ricovero, dunque deve essere pronta ad accogliere gli eventuali alpinisti che cercano accoglienza. D’altra parte, stanno diventando sempre più popolari come mete per il tempo libero: questo molto spesso significa un elevata frequentazione, e quindi un impegno duplicato.

 

Il quotidiano austriaco riflette anche sullo stato di crisi dell’attuale mercato del lavoro, ragion per cui il club alpino austriaco sta cercando di intensificare il contatto con i giovani, ad esempio attraverso fiere e social media. I corsi di formazione sono pensati per aiutare i nuovi arrivati, e il club sta lavorando anche per ridurre gli ostacoli burocratici e offrire condizioni di affitto eque. Si starebbero valutando ad esempio anche modelli alternativi, come i contratti di locazione per team.

 

"La vita da gestore di un rifugio - afferma Carolin Scharfenstein del Dipartimento Rifugi e Sentieri - è un sogno, ma è anche dura".

 

Una nota positiva guarda però a quei rifugisti che hanno dedicato alla struttura la propria vita, con una vocazione quasi religiosa. Secondo le statistiche del Club Alpino, la durata media della locazione è di undici anni. Nel Vorarlberg e in Tirolo è ancora più lunga, mentre nella Bassa Austria è più breve. Tra i rifugisti "storici", più di qualcuno supera i vent’anni di gestione, con un paio che arrivano rispettivamente a 30 e a 40 anni di gestione.

 

Sulla homepage del sito di Österreichische Alpenverein sono attualmente pubblicati gli annunci vacanti di affitto di rifugi.

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