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Attualità | 24 ottobre 2025 | 12:00

"Le due mucche finiscono negli orti e nei giardini delle case, si accostano alla strada provinciale creando un pericolo". Non si tratta di "disturbo alla quiete pubblica", ma di "omessa custodia e malgoverno di animali"

Qualche giorno fa ha preso piede la notizia di un allevatore solito lasciare le mucche libere al pascolo durante la notte in una frazione dell’Appennino ligure: sembrava essere stato multato a causa del rumore emesso dai campanacci al collo delle bestie. Grazie alla segnalazione di un lettore, abitante di Costafinale, e a ulteriori accertamenti con sindaco ed enti locali, abbiamo appreso che - a differenza di quanto emerso in un primo momento - non si trattava di disturbo alla quiete, ma di "omessa custodia e malgoverno di animali". Proviamo dunque a ricostruire l'accaduto

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
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In un articolo del 20 ottobre scorso riportavamo il caso di un allevatore solito lasciare le mucche libere al pascolo durante la notte in una frazione dell’Appennino ligure (Costafinale, nel comune di Lorsica, in Val Fontanabuona), il quale sembrava essere stato multato dai Carabinieri forestali a causa del “disturbo alla quiete pubblica” arrecato dal rumore emesso dai campanacci al collo dei due animali. Di conseguenza avevamo deciso di recuperare un vecchio approfondimento finalizzato a spiegare le funzioni del campanaccio.

 

Tuttavia, grazie alla segnalazione di un lettore, compaesano dell’allevatore, e ad ulteriori accertamenti effettuati con sindaco ed enti locali, abbiamo appreso che - a differenza di quanto emerso in un primo momento - non si trattava di disturbo alla quiete, ma di “omessa custodia e malgoverno di animali”. Proviamo dunque a ricostruire l'accaduto.

 

La sanzione, emessa dai Carabinieri forestali di Montebruno, è arrivata al 77enne allevatore di Costafinale in agosto, per un importo pari 63 euro; poi saliti a 75 in seguito all’iniziale rifiuto dell’uomo di pagare la multa. Alla fine, Corrado Cavagnaro ha assolto il suo debito, pur mostrando riserve sul provvedimento.

 

Nel frattempo il caso ha acquisito larga diffusione su quotidiani locali e non, soprattutto dopo essere stato oggetto di un servizio di Mattino Cinque. Il focus della notizia era dato proprio il fatto che a destare fastidio sarebbe stato il rumore emesso dai campanacci delle due mucche possedute dall’uomo, fino a far sembrare che lo stesso illecito contestato all’uomo fosse appunto il “disturbo della quiete pubblica” dovuto allo scampanio delle bestie in movimento di notte.

 

Le cose sono tuttavia andate in modo diverso, ce lo spiega il sindaco del Comune di Lorsica, Alessandro Graziadelli.

 

“La contestazione all’allevatore non riguarda il rumore dei campanacci, bensì il fatto che gli animali siano lasciati liberi di girovagare per il paese in orario notturno. Le due mucche finiscono negli orti e nei giardini delle case, si accostano alla strada provinciale, creando un pericolo per gli abitanti”.

 

L’illecito amministrativo registrato dal verbale della forestale sarebbe dunque di “omessa custodia e malgoverno di animale”, secondo l’articolo 672 del Codice Penale.

 

“Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258”.

 

Nessun assalto alla tradizione o alla pratica del pascolo da parte dei Carabinieri forestali, dunque, come temevano alcuni lettori nei commenti sui social. Il “problema”, perlomeno a livello normativo, era esclusivamente il pascolo completamente libero e incustodito, senza alcun tipo di recinto o sorveglianza. Non c’è da escludere che il rumore dei campanacci sia stato effettivamente percepito come fastidioso da qualche abitante della frazione; tuttavia, ad oggi non sembra costituire reato, né illecito amministrativo.

 

Anche a proposito di queste classificazioni va fatta una precisazione. Mentre il “disturbo alla quiete pubblica” costituisce un vero e proprio reato, ovvero un illecito penale, la “ommessa custodia e malgoverno di animali”, pur facendo riferimento ad un articolo del Codice Penale, è stato depenalizzato, ovvero trasformato in un illecito di minore entità, in questo caso un illecito amministrativo. Questo il motivo per cui le forze dell’ordine coinvolte hanno emesso soltanto una sanzione amministrativa, quella appunto prevista dall’Art. 672.

 

 

Foto di apertura da: mediasetinfinity.mediaset.it

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