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Attualità | 03 giugno 2025 | 13:00

L'eruzione dell'Etna vista dal satellite: "L'attività esplosiva dal cratere di Sud-Est ha generato tre colate laviche principali"

Il satellite Copernicus Sentinel-2C ha acquisito un'immagine dell'area alle ore 09:40 di ieri, pochi minuti dopo l'inizio dell'eruzione esplosiva dell'Etna: la foto è stata diffusa oggi dal sistema di monitoraggio europeo, quale "immagine del giorno". Il punto della situazione comunicato dall'Osservatorio Etneo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

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Il 2 giugno 2025, l'Etna, il vulcano più attivo d'Europa, ha dato luogo a una spettacolare eruzione esplosiva, proiettando nell'atmosfera una densa colonna di cenere e fumo per diversi chilometri: ne abbiamo dato notizia ieri, in questo articolo.

 

Il satellite Copernicus Sentinel-2C ha acquisito un'immagine dell'area alle ore 09:40, pochi minuti dopo l'inizio dell'eruzione: la foto è stata diffusa oggi dal sistema di monitoraggio europeo, quale "immagine del giorno".

Questo il commento di Copernicus - il sistema di osservazione della Terra del programma spaziale dell'Unione europea - a corredo delle immagini catturate dal satellite: "A sinistra, l'immagine a colori naturali mostra chiaramente un denso pennacchio di cenere nell'area del cratere sommitale, parzialmente oscurato da una nube di pirocumuli che si dirige a ovest verso la Sicilia interna. A destra, un composito in falsi colori che utilizza i canali dell'infrarosso a onde corte rivela l'intensa firma termica delle colate laviche attive che scendono nella Valle del Bove".


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"L'evento è stato caratterizzato da una vigorosa attività stromboliana, da effusioni di lava e da un flusso piroclastico. Secondo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l'eruzione ha avuto origine dal cratere di Sud-Est, una delle bocche sommitali più attive degli ultimi anni", commenta ancora Copernicus.

 

I dati raccolti e diffusi da Copernicus sono utili a tracciare l'attività vulcanica globale, aiutando le comunità a valutare i rischi, a sostenere le operazioni di risposta alle emergenze e a monitorare i cambiamenti a lungo termine dei paesaggi.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Nella serata di ieri, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo ha comunicato che l'attività eruttiva iniziata in mattinata si è conclusa nel pomeriggio.

 

L'attività esplosiva dal Cratere di Sud-Est ha generato tre colate laviche principali: una si è diretta a sud, una seconda a est (ramificandosi in più bracci) e l'ultima, originatasi alla base del fianco settentrionale del Cratere di Sud-Est, si è diretta a nord. Tutte le colate, in serata, risultavano in fase di raffreddamento.

 

Il flusso piroclastico si è propagato verso nord-est, raggiungendo la parete nord della Valle del Bove. Nei prossimi giorni verranno effettuati rilievi sul terreno per la mappatura del deposito. Il materiale fine di colore rossastro prodotto dal flusso piroclastico è stato trasportato dai venti in quota disperdendosi a ovest-nord-ovest, con segnalazioni di ricaduta a Cesarò e Bronte.

 

Dal Cratere di Nord-Est si osservano sporadiche emissioni di cenere che si disperdono in zona sommitale. Dal punto di vista sismico il tremore è rientrato su valori bassi pur mostrando alcune oscillazioni sui valori medi. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore ricade nell'area dei Crateri Centrali ad una quota di circa 2500 metri sopra il livello del mare. 

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