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Attualità | 26 marzo 2025 | 13:30

"Mentre recuperavamo il corpo senza vita dell'uomo, precipitato sotto i suoi occhi, la moglie ci obbligò a fermarci: quello che fece dopo ci toccò profondamente"

Il racconto di un soccorritore: "Ancora con l’imbragatura addosso, durante tutte quelle fasi avevamo avvertito un nodo in gola serrato più delle corde che avevamo utilizzato. Dopo quanto visto, avevamo gli occhi gonfi al cospetto di tanta umana pietà e della straordinaria dolcezza con la quale la donna, che aveva appena perso il compagno di una vita, aveva voluto porgergli l’ultimo, delicato saluto"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Poco più di una ventina di anni fa, una coppia di anziani stava provvedendo all’approvvigionamento di legna per l’inverno, tagliando e recuperando alcune piante in un bosco molto ripido in zona Col de Salta, località nel Comune di Borgo Valbelluna", nel Bellunese. Qualcosa, però, 'andò storto' e uno dei due precipitò rovinosamente nel pendio, perdendo la vita sotto gli occhi della moglie.

 

A raccontare una vicenda tanto straziante quanto "colma d'amore" è Fabio Bristot, membro del Soccorso alpino, che quel giorno intervenne insieme ai colleghi per recuperare il corpo dell'uomo.  

 

"L'anziano - ricorda Bristot - ogni tanto saliva dal pendio sbuffando per la fatica, portando sul piano le taglie più grosse e pesanti in direzione delle altre che, man mano, venivano accatastate. Ma ad un certo punto, forse per gli sforzi impropri per l'età, l'uomo aveva accusato un forte malore al petto. Si era accasciato a terra tenendosi a dei ciuffi d’erba e, dopo qualche istante, a causa del terreno particolarmente impervio, era rotolato a valle per alcune decine di metri".

 

Dopo aver sbattuto sulle rocce, era finito in un "canalino roccioso, percorso sul fondo da un torrentello". Immediata da parte della moglie dell'anziano, che aveva assistito al tremendo accaduto, la chiamata ai soccorsi e sul posto si erano prontamente portati i tecnici della stazione del Soccorso alpino di Belluno, compreso Bristot.

 

"Il medico era stato calato in prima battuta dal nostro tecnico e, successivamente, coadiuvato nelle varie operazioni rianimatorie anche dalla nostra squadra giunta nel frattempo sul posto. Nonostante le manovre messe in atto per un lungo periodo, non si era riusciti a salvare quel povero boscaiolo - spiega il soccorritore a L'Altramotagna -. L’infarto era stato purtroppo fulminante e, pertanto, non si era potuto che constarne il decesso e richiedere al magistrato di turno l’autorizzazione per la rimozione della salma".

 

Il recupero dell’anziano era stato effettuato "con una serie di manovre tecniche piuttosto laboriose che avevano permesso di traslarlo in poco più di mezz’ora sino alla mulattiera, dove si trovava ancora la moglie accanto al piccolo carretto per il trasporto della legna tagliata di fresco".

 

La donna, "che sino ad allora era stata in compagnia di alcuni parenti sopraggiunti sul luogo dell’evento, una volta intraviste le ultime dinamiche del recupero, ci venne immediatamente incontro richiamando la nostra attenzione con un rapido gesticolare delle braccia - ricorda -. Ci intimò, con una nostra certa sorpresa, di fermarci immediatamente: voleva aprire a tutti i costi il sacco salma e non ci fu verso di fermarla. Ci disse che voleva lasciare al 'suo uomo' così come lui aveva sempre fatto con lei, un piccolo 'dono'". 

 

Così i soccorritori esaudirono il desiderio dell'anziana e liberarono il corpo senza vita dell'uomo dalle cinghie: "La donna si portò allora a pochi metri dalla scarpata, sulla verticale esatta del punto preciso in cui era avvenuto quel tragico evento. Si inginocchiò e colse tra le foglie secche dei fiori viola. Tornò poi davanti alla salma del marito e prese le sue mani unendogliele sul petto. Poi, con calma, infilò quei fiori sgargianti appena colti tra le sue dita, accarezzandole. Dopo qualche attimo di raccoglimento, lo baciò sulla fronte e gli disse in dialetto: 'Adesso puoi andare'". 

 

Un atto d'indescrivibile amore in un momento drammatico, che ha segnato e colpito non poco i soccorritori presenti sul posto: "Noi volontari - conclude Bristot - ancora con l’imbragatura addosso, durante tutte quelle fasi avevamo avvertito un nodo in gola serrato più delle corde che avevamo utilizzato. Dopo quanto visto, ci eravamo quasi tutti girati a guardare qualcosa di immaginario nel bosco, incapaci di fronteggiare le nostre stesse emozioni: ognuno di noi stava rigandosi le guance di lacrime calde e aveva gli occhi gonfi al cospetto di tanta umana pietà e della straordinaria dolcezza con la quale una donna, che aveva appena perso il suo compagno di una vita, aveva voluto porgergli l’ultimo, delicato saluto".

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