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Attualità | 11 ottobre 2025 | 12:00

"No alla devastazione incontrollata delle Apuane, alla funivia Doganaccia-Scaffaiolo, a torri eoliche impattanti sui crinali appenninici": l'appello del Cai Toscana ai candidati alle elezioni regionali

"Abbiamo individuato una serie di tematiche sulle quali vogliamo intraprendere un serio confronto che impegni per il prossimo quinquennio coloro che saranno chiamati a governare la nostra Regione", si legge nella lettera firmata da Benedetta Barsi, presidente del gruppo regionale toscano del Club Alpino Italiano. Per ogni questione, la lettera evidenzia i punti critici e le possibili soluzioni: "Le risorse e le alternative ci sono: il Cai non intende porsi come 'ambientalista del no'"

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In vista delle imminenti elezioni regionali della Toscana - che si svolgeranno il 12 e il 13 ottobre 2025 - il gruppo regionale del Club Alpino Italiano si rivolge ai candidati attraverso una lettera aperta, mettendo sul tavolo tematiche che vanno dalla questione delle Apuane ai nuovi impianti di risalita, dalla transizione energetica alla tutela del paesaggio, alla valorizzazione delle comunità montane. 

 

"Abbiamo individuato una serie di tematiche sulle quali vogliamo intraprendere un serio confronto che impegni per il prossimo quinquennio coloro che saranno chiamati a governare la nostra Regione", si legge nella lettera firmata dalla presidente del gruppo regionale Cai Toscana Benedetta BarsiPer ogni questione la lettera evidenzia i punti critici e le possibili alternative. 

 

No a torri eoliche impattanti sui crinali appenninici, no alla realizzazione della funivia Doganaccia-Scaffaiolo, no alla devastazione incontrollata delle Alpi Apuane e al non corretto smaltimento di rifiuti speciali quali la marmettola. Sono questi, in sintesi, gli appelli che il Cai Toscana rivolge a tutti i candidati. Ricordato il ruolo svolto nei confronti della montagna dal Club Alpino Italiano, che in Toscana conta oltre 15.000 iscritti e 27 sezioni radicate nel territorio, la lettera richiama i valori dell'associazione, quali il rispetto e la conoscenza del territorio, la tutela degli ecosistemi montani, l’inclusione, la solidarietà e il volontariato, la conservazione e la promozione della cultura alpina.

 

A partire da questa identità, radicata anche a livello locale, il Cai Toscana suggerisce possibili alternative, come il microeolico e il fotovoltaico diffuso come energie sulle quali puntare. In merito ai progetti dei nuovi impianti, propone piuttosto una rivitalizzazione alternativa dell’area montana cutiglianese che punti sul turismo sostenibile. Infine, per quanto riguarda le Alpi Apuane, il Cai Toscana sostiene la possibilità di istituire un Parco nazionale, unitamente alla riduzione dell’attività estrattiva, all’osservanza rigorosa delle normative anche per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti speciali e lo sviluppo di un’economia alternativa basata anche in questo caso sul turismo sostenibile.

 

Energie rinnovabili

Pur riconoscendo il tema della transizione ecologica come ineludibile, il Cai Toscana solleva forti preoccupazioni riguardo ai progetti di nuovi impianti eolici sui crinali appenninici. "Queste proposte, pur rispondendo a un bisogno reale di ridurre le emissioni e dipendere meno dai combustibili fossili, pongono però questioni critiche che non possono essere ignorate", scrive il Cai, evidenziando l'impatto paesaggistico e culturale delle torri "alte decine o centinaia di metri alterano irreversibilmente i profili montani, compromettendo il valore estetico e identitario dei paesaggi appenninici". A ciò si aggiungono i "danni ambientali e naturalistici: per realizzare i cantieri servono strade, sbancamenti, tagli di boschi, con frammentazione degli habitat e disturbo a specie protette. Le opere accessorie possono aggravare instabilità già presenti, in territori soggetti a dissesti e fenomeni meteo estremi". Secondo il Cai, i grandi impianti sui crinali interferiscono con itinerari come il Sentiero Italia e i percorsi panoramici, rischiando di compromettere quelle forme di turismo lento e escursionismo su cui molte aree interne stanno puntando per il loro rilancio.

 

"Le risorse e le alternative ci sono: il CAI non intende porsi come "ambientalista del no" - sottolinea la lettera -. Crediamo sia necessario promuovere: comunità energetiche e filiere locali; microeolico e fotovoltaico diffuso, meno impattanti e più integrati nel paesaggio; valorizzazione delle aree interne attraverso turismo lento, agricoltura di qualità e recupero di tradizioni comunitarie".

 

Il Cai Toscana si domanda "come sia possibile conciliare la valorizzazione delle aree interne e montane — territori che stanno riscoprendo il turismo lento, l’agricoltura di prossimità e il senso di comunità — con l’installazione di impianti eolici ad alto impatto visivo e ambientale. Questi luoghi, spesso poco abitati, vengono scelti per ospitare infrastrutture energetiche pensate per soddisfare i consumi delle aree più popolose, rischiando di compromettere proprio ciò che li rende preziosi: il paesaggio, la vocazione rurale, la possibilità di uno sviluppo sostenibile e radicato".

 

 

 

Funivia Doganaccia

Un altro tema sottoposto all'attenzione dei candidati è il progetto della funivia della Doganaccia, di cui il Cai Toscana evidenzia tre punti critici: "Impatto ambientale e sul paesaggio: il crinale, le praterie, le zone prossime al Lago Scaffaiolo e al Monte Spigolino sono aree di pregio naturalistico, protette da vincoli, che verrebbero alterate definitivamente dall’opera (piloni, stazione, cavi, etc.); scarsa utilità rispetto alle condizioni climatiche: con la diminuzione delle precipitazioni nevose e le stagioni invernali sempre più incerte, la funzione sciistica tradizionale è a rischio. Si contesta l’elevato investimento pubblico su infrastrutture che potrebbero avere utilità limitata o non duratura; Successiva sostenibilità economica: ci chiediamo chi sosterrà i costi di manutenzione".

 

La proposta alternativa chiede di utilizzare le risorse previste per la costruzione della funivia per un progetto di rivitalizzazione di questa area montana, valorizzando le pari opportunità per chi ci vive, garantendo servizi essenziali, incentivando l'agricoltura e le imprese locali, potenziando il turismo sostenibile e adottando fonti energetiche compatibili con il paesaggio.

 

 

Estrattivismo sulle Apuane

Infine, la lettera aperta si sofferma sulla questione delle Alpi Apuane, che rappresenta un caso emblematico in cui le questioni ambientali si intrecciano con quelle amministrative e sociali. 

 

"Alle questioni di legalità, cioè di rispetto delle normative vigenti, si aggiunge la necessità di procedere a un generale riordino delle concessioni - scrive il Cai Toscana -. Un ulteriore elemento negativo è che l’Agenzia per la protezione ambientale Toscana (ARPAT) non viene più finanziata per la funzione di controllo dell’attività estrattiva. A tal proposito, ribadiamo che la marmettola è un rifiuto in grado di causare una profonda alterazione delle acque - anche profonde - e dei fiumi, e che pertanto deve essere imposto alle imprese il suo corretto smaltimento.

 

Cosa chiede il Cai Toscana? "Vorremmo che per le Alpi Apuane si avviassero politiche costruttive incentrate sui seguenti punti. Istituzione di un Parco Nazionale, per assicurare protezioni più forti, maggiore autonomia, minori pressioni localistiche; riduzione dell’attività estrattiva, in particolare nelle aree protette e in quelle contigue di cava (ACC) specialmente dove queste invadono aree Natura 2000 o aree paesaggistiche sensibili; osservanza rigorosa delle normative ambientali e controlli più stringenti; adozione e approvazione del Piano Integrato; migliore gestione dei rifiuti speciali con particolare attenzione alla marmettola; maggiore rigore nella gestione, smaltimento, nel rispetto delle acque e delle sorgenti; sviluppo economico alternativo, attraverso l’incentivazione di attività legate al turismo sostenibile".

 

La lettera aperta si conclude con la richiesta del riconoscimento del Cai quale interlocutore prioritario nelle tematiche afferenti alla montagna e alle attività outdoor (in special modo per quanto concerne escursionismo, alpinismo, cicloescursionismo, speleologia), come già avviene in altre regioni. Il Cai Toscana si auspica inoltre "l'apertura di un tavolo per una revisione urgente della legge regionale sulla sentieristica che preveda anche definizione di sentiero e riconoscimento dell’autoresponsabilità per i fruitori della rete sentieristica" e che riconosca tra l’altro i sentieri come infrastrutture e il "loro inserimento nei piani operativi comunali".

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