Occhi puntati su Anterselva per le gare di biathlon alle prossime Olimpiadi. La storia e il presente della disciplina guardano alla rinnovata Südtirol Arena

Nel 1971, per merito di Paul Zingerle, è diventata sede di competizioni internazionali, da allora la sua storia si è legata inesorabilmente a quella di questo sport. Oggi è tra le strutture più all’avanguardia al mondo e tra il 6 e il 22 febbraio sarà protagonista indiscussa dei Giochi Olimpici. Una passeggiata all’interno del tempio italiano del biathlon, dove, tra l’attesa di nuove medaglie e qualche controversia, si ultimano i preparativi

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Qualche giorno fa, oltre mille persone hanno partecipato al tour del “biathlon backstage”, in quello che il presidente della Provincia di Bolzano ha definito lo “stadio del biathlon più bello al mondo”. Senza dubbio, l’Olympic Arena Alto Adige è il più grande centro dedicato alla disciplina in Italia. Si trova a 1600 metri di quota, ad Anterselva di Sopra, vicino al celebre lago, e dal 6 al 22 febbraio sarà sede delle gare di biathlon dei prossimi Giochi Olimpici Invernali.
La struttura è attrezzata con tutto ciò che occorre per la pratica del biathlon e del fondo, sia per i professionisti che per chi frequenta la disciplina a livello amatoriale, per ogni tecnica utilizzata. Sono presenti percorsi omologati Fisi, il poligono di tiro, le tribune, sale per il fitness e per le conferenze. È inoltre presente un ristorante, un negozio di articoli sportivi con servizio di noleggio, nonché la scuola di sci di fondo e di biathlon.
La rete delle piste del Centro del Fondo e del Biathlon è molto ampia: ci sono il tracciato facile da un chilometro e mezzo, e quello sul lago ghiacciato da quattro e mezzo, entrambi in piano; ma anche tracciati in pendenza più impegnativi da quattro-cinque chilometri. Aperta anche in estate, l’Arena offre tutti i servizi necessari per un allenamento mirato: dalle prove di tiro al poligono, allo skiroll (o “sci a rotelle”). Lo stadio, inoltre, rimane aperto anche ai visitatori.
A gennaio di ogni anno, si tiene ad Anterselva la Coppa del Mondo di Biathlon, che riunisce decina di migliaia di appassionati da tutto il mondo nella piccola località altoatesina, innalzandola di diritto tra i più grandi centri al mondo dedicati alla disciplina. In vista delle prossime Olimpiadi Milano-Cortina, Anterselva si carica di aspettative: sul piatto ci sono le undici medaglie in palio, oltre 58 milioni di euro di investimento sullo stadio e 19mila spettatori attesi per ciascuna sessione di gara.

Cantieri olimpici all’Arena Alto Adige
I lavori sono terminati già a dicembre 2024: l’Arena di Anterselva è stato uno dei primi cantieri olimpici a potersi dire concluso, almeno secondo il portale Open di Simico. Ad essere interessati in maniera più significativa sono stati il tracciato della pista, il sistema elettrico ed energetico dello stadio e l’armeria ad uso degli atleti.
Particolarmente significative dal punto di vista delle gare e del coinvolgimento di pubblico sono le modifiche all’ultimo settore della pista, quello percorso dagli atleti prima di arrivare al traguardo ai piedi della tribuna principale. Proprio il rettilineo finale infatti, dove si terranno le battaglie in volata al fotofinish, è stato allungato di qualche metro. Questa modifica contribuisce a eliminare un incrocio pericoloso tra chi entra nel giro di penalità e chi invece prosegue in uscita dal poligono. Inoltre, avrà un probabile risvolto significativo anche sull’impatto televisivo delle gare.
Anche la facciata dello stadio ha subito notevoli cambiamenti in vista delle Olimpiadi, non solo sotto l’aspetto estetico ma anche in termini di impatto ambientale. È stato infatti installato su di essa un nuovo impianto fotovoltaico a 380 chilowatt, che garantirà l’autosufficienza energetica del complesso per l’intero arco dell’anno.
A tal proposito, è stato rinnovato anche l'impianto di illuminazione dello stadio, con l'installazione di nuove torri faro per una migliore illuminazione della pista. L’impianto elettrico è stato adeguato di conseguenza, oltre che con l’installazione dell’impianto fotovoltaico, anche con la posa di nuove linee, per assicurare una fornitura sicura ed efficiente durante i Giochi olimpici
Infine, per adattare l’Arena agli standard di sicurezza previsti dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio), sono state rivisti gli interni e le vie di accesso alla struttura. Le modifiche hanno toccato in particolare gli spazi dell’armeria, dove gli atleti conserveranno i loro calibro 22 in appositi armadietti, l’accesso ai quali è regolato tramite un sistema di controllo molto rigido; e i corridoi di spostamento di atleti e allenatori, abbreviati e revisionati in modo da non intersecarsi con quelli dedicati a stampa e pubblico.
A queste, si aggiunge una serie innumerevole di modifiche minori, come i pannelli “screen” sopra alle sagome del poligono, che nel loro complesso rendono lo Stadio un esempio di avanguardia a livello globale.
Ancora da completare è invece un’opera strettamente legata alle competizioni di biathlon: l’impianto di innevamento. Il progetto include l'installazione di nuovi generatori di neve, una stazione di pompaggio con torri di raffreddamento e un serbatoio di accumulo da 30mila metri quadri. I lavori, attualmente in corso, erano stati ritardati a causa degli scetticismi delle associazioni sull’eco-compatibilità dell’opera.

Cantieri esterni
Oltre ai lavori interni all’Arena, Anterselva e la Provincia di Bolzano hanno colto l’occasione delle Olimpiadi per una serie di rinnovamenti collegati in modo meno evidente all’evento, ma che sicuramente avranno un impatto significativo sui Giochi e sul futuro dell'area.
Il discorso in questa fase si concentra primariamente sulla mobilità. Di recente è stato inaugurato il nuovo ponte sul torrente Anterselva, in zona Anterselva di Mezzo. Punto nevralgico poi, specie in periodo olimpiadi, sarà la stazione ferroviaria di Valdaora oggetto di implementazioni significative. Infine, la Provincia di Bolzano lavora ad un piano di mobilità sostenibile capace di attutire l’impatto di una così grande affluenza incentivando l’uso dei mezzi pubblici.
L’impegno poi è volto alla viabilità, con la sistemazione di alcuni tratti di manto stradale, la riprogettazione degli incroci e delle linee ferroviarie. Particolarmente significative sono l’esecuzione della circonvallazione di Perca (ancora in corso) e la variante della Val di Riga sulla linea ferroviaria della Val Pusteria. Quest’ultima, probabilmente non sarà terminata per i giochi olimpici, ma si concretizzerà come un forte investimento per gli anni a venire.
Stando a quanto riporta il Corriere, “l’impegno economico per l’Alto Adige, a livello complessivo, è notevole: la Provincia investe circa 171 milioni di euro in infrastrutture, lo Stato 460 milioni”.

Storia del biathlon ad Anterselva
Inizialmente attività esclusivamente militare, proibita ai civili, il biathlon venne riconosciuto disciplina sportiva indipendente nel 1954. L’approdo ad Anterselva, però, è dell’inizio degli anni Settanta. Nel 1971 furono fatte tracciare per la prima volta delle piste di sci di fondo presso il lago di Anterselva e allestiti dei poligoni di tiro: il merito va per molta parte a Paul Zingerle, albergatore locale e appassionato della disciplina.
L’anno prima, venuto a sapere per caso della presenza della nazionale italiana di biathlon a Vipiteno, Zingerle invitò l’allenatore a visitare la propria valle. Da quel giorno, il nome di Anterselva fu legato inesorabilmente a quello del biathlon. Nel 1971, infatti, sotto la supervisione dello stesso Zingerle divenuto presidente dell'associazione sportiva, si ebbe la prima competizione internazionale di biathlon nella piccola località altoatesina.
Nel 1975, Anterselva ospitò per la prima volta il Campionato del Mondo. Due anni dopo, Paul Zingerle e il biatleta tedesco Kurt Hinze, organizzarono la prima coppa del mondo di biathlon. L’anno successivo divenne un evento ufficiale.
Con l'introduzione dei fucili a calibro ridotto, il biathlon acquistò sempre maggiore popolarità. Nel 1983 si tennero i terzi Campionati del Mondo di Biathlon ad Anterselva. Per l’occasione, nello stadio ad Anterselva di Sopra fu eretto uno stabilimento vero e proprio dedicato alle gare. Da allora, ospitò ancora i Mondiali nel 1995, 2007 e 2020. In occasione dell’evento del 2007, l’impianto venne ristrutturato e rimodernato, la tribuna spettatori fu ingrandita e venne costruita una palazzina per i giudici da gara.
La Coppa del Mondo di biathlon è diventata con il tempo una delle principali competizioni di sport invernali per l’Italia, e l’Arena Alto Adige ha vissuto questo incremento da protagonista, con picchi pre-covid attorno ai 60.000 spettatori paganti. Ad oggi, l’impianto ospita regolarmente una tappa della Coppa del Mondo di biathlon, e vanta sei edizioni dei Mondiali e due edizioni dei Mondiali juniores. Anterselva gode di una fame comparabile a Ruhpolding, Oberhof e Holmenkollen.

Complicazioni e critiche ai progetti
Anche in Alto Adige, però, i cantieri olimpici non sono del tutto esenti da contraddizioni e malumori.
Nel novembre dello scorso anno, il Consiglio di Stato aveva accolto un ricorso presentato dalla ditta Gasser Paul contro il Comune di Rasun-Anterselva, riguardo l’appalto dei lavori di “adattamento e ristrutturazione del centro di biathlon di Anterselva per le Olimpiadi invernali 2026”. La sentenza condannava il Comune a dover risarcire il consorzio per un totale di 2 milioni e 700 mila euro.
Alla gara avevano partecipato soltanto due concorrenti, la Gasser e la vincitrice Unionbau. Nonostante una prima contestazione da parte della Gasser, il Comune altoatesino aveva deciso di procedere per somma urgenza, assegnando tutti i lavori, per un totale di oltre 17 milioni di euro, alla prima ditta aggiudicataria. Nella sentenza del CdS, si parla di "una carenza di cautela nonostante vi fosse ancora un cospicuo lasso di tempo prima delle Olimpiadi invernali del 2026".
Il risarcimento rappresenta un notevole colpo per le finanze di un Comune di tremila abitanti, tant’è che il sindaco di Anterselva, Thomas Schuster, aveva deciso di presentare ricorso in cassazione. La Corte di Cassazione ha recentemente esaminato il ricorso del Comune per danni, ma la sentenza è rimane in sospeso.
Non solo trasparenza, ma anche impatto ambientale. L’altro grande tema di dibattito sui cantieri di Anterselva è stata la progettazione di un bacino idrico per l’innevamento artificiale e ha visto coinvolte numerose associazioni ambientaliste. Si tratta di un’opera a parte rispetto al cantiere dello Stadio, tuttavia necessaria all’operatività della sede delle gare di biathlon.
Il bacino presenta a progetto una capienza di 30mila metri cubi, per circa 30 milioni di investimento. Contro l’opera erano già stati presentati diversi appelli e il ricorso al Tar di alcune associazioni altoatesine. I punti critici dell’impianto sarebbero, secondo i detrattori, l’inserimento in una zona a forte rischio valanghivo, l’abbattimento di un cospicuo spazio boschivo, la realizzazione di un grande argine di sicurezza e l’impatto permanente che rappresenterebbe su un ecosistema delicato. Infine, l’accusa parla dell’esistenza di un sito alternativo noto che non sarebbe tuttavia stato preso in considerazione dall’amministrazione.
Sembrerebbe, inoltre, che alcuni proprietari del terreno interessato dai lavori avessero presentato ricorso dichiarando di non aver dato il proprio consenso. Ciononostante, nel frattempo il cantiere è stato avviato e il ricorso delle associazioni è stato respinto dal Tar.
Ad oggi, i lavori sono iniziati ma in forte ritardo rispetto alla tabella di marcia. Il bacino, e dunque il sistema di innevamento delle piste, rimane da completare, ed aleggia il sospetto che potrebbe non essere concluso entro l’arrivo dell'evento olimpico. A spiegarlo è il sindaco Schuster, che auspica il favore del meteo per poter procedere a marce forzate con i lavori.












