Pascoli sepolti dalla ghiaia, allarme a Cortina. De Zanna: "Ennesimo oltraggio al nostro territorio?"

Sta accadendo nella zona de "i Ronche" (Socol) dove, da un sopralluogo dei rappresentanti di Cortina Bene Comune, sono stati notati dei movimenti di terra e attività di scavo sui terreni di pascolo di fronte ad una stalla il tutto senza cartelli o comunicazioni esposte. "Voci di popolo dicono che in quella zona si intenda approntare l'ennesimo villaggio provvisorio per alloggiare lavoratori" spiega de Zanna

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Cortina d’Ampezzo, ennesimo sfregio al territorio? A lanciare l'allarme è Roberta de Zanna di Cortina Bene Comune che punta il dito sul fatto che quello che dovrebbe essere una grande ricchezza da preservare e tutelare, è sottoposto a interventi e sfregi di ogni genere.
L'attenzione è stata rivolta alla zona de “i Ronche” (Socol) dove, da un sopralluogo dei rappresentanti di Cortina Bene Comune, sono stati notati dei movimenti di terra e attività di scavo sui terreni di pascolo di fronte alla stalla il tutto senza cartelli o comunicazioni esposte.
“Tutto quel terreno – spiega Roberta de Zanna - è già stato interessato da pesanti opere di ricomposizione ambientale (termine che serve per mascherare quella che di fatto è una discarica di materiale inerte) e così quello che era uno dei pascoli più fecondi della valle in quanto composto di strati di terra rossa del 'Raibl' (un tipo di roccia) impiegherà anni per tornare alla destinazione agricola originaria, prima che sopra i due metri di ghiaia li depositati possa crescere di nuovo un buon pascolo che un domani possa essere utilizzato dal bestiame della stalla attigua”.

Le Regole d’Ampezzo erano interessate ad acquistare i 51.000 metri, viene spiegato nella nota di Cortina Bene Comune, ma il prezzo richiesto di 600 mila euro fu ritenuto troppo oneroso così i proprietari hanno ceduto il terreno e il progetto ad una ditta che ha potuto scaricare in loco uno strato di 2 metri di materiale. Ora, dopo il fallimento di quest'ultima azienda è passato nuovamente di mano e la richiesta è quella di sapere quali sono le intenzione dei nuovi proprietari.
“Voci di popolo – viene sempre spiegato da de Zanna – dicono che in quella zona si intenda approntare l'ennesimo villaggio provvisorio per alloggiare lavoratori. Per evitare possibili danni ambientali e un consumo irresponsabile di territorio a vocazione agricola abbiamo fatto una segnalazione urgente e una richiesta di documentazione al Comune di Cortina d’Ampezzo, interessando anche altri Enti come la Sovrintendenza, la Provincia, la Regione e i Forestali”.
La speranza è che si tratti di un falso allarme. “La speranza – conclude Roberta de Zanna – è che l’Amministrazione Comunale di Cortina d’Ampezzo non si presti a favorire l’ulteriore devastazione del nostro territorio, magari affermando che si tratta di interesse pubblico anche quando si installano container abitativi sui pascoli di Ampezzo”.













