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Attualità | 10 giugno 2025 | 20:31

Più fuoristrada sulle strade di montagna. Lo sdegno del Cai Veneto: "Un atto di arroganza che fa prevalere l’interesse di pochi a danno di un ambiente fragile quanto prezioso"

"Quello che rattrista - si legge in un comunicato - è che ancora una volta si è tradito il rapporto tra uomo e ambiente, gli interessi di bottega hanno prevalso. Non si è voluto affrontare un dialogo per l’ambiente ma per addomesticare la montagna. Renderla facilmente fruibile. Altro che sostenibilità"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Oggi, con grande rammarico, le socie e i soci del CAI Veneto, a cui sta a cuore l’integrità e la conservazione dell’ambiente, prendono atto dell’approvazione dell’ennesima, quanto inutile e dannosa, modifica della Legge regionale 31 marzo 1992, n. 14 Disciplina della viabilità silvo-pastorale'".

 

Così inizia un comunicato diramato dal CAI Veneto, per poi proseguire:

 

"Nonostante la Legge nel suo articolato contemplava già ampie deroghe al divieto di accesso delle strade silvo-pastorali per motivi di emergenza, di lavoro, di controllo della fauna selvatica e di cura delle proprietà, si è voluto, con un atto di arroganza, far prevalere l’interesse di pochi a danno di un ambiente fragile quanto prezioso.

Già da tempo il Gruppo Regionale CAI Veneto si è impegnato affinché sia rispettato il principio ispiratore delle Legge: limitare il traffico sulle strade silvo-pastorali in quanto questo crea un forte elemento di disturbo della fauna presente nei territori dove la strada transita e altera la particolarità del paesaggio montano".


Per maggiori informazioni sul programma e per partecipare gratuitamente: EVENTO

"Quello che rattrista - prosegue il comunicato - è che ancora una volta si è tradito il rapporto tra uomo e ambiente, gli interessi di bottega hanno prevalso. Non si è voluto affrontare un dialogo per l’ambiente ma per addomesticare la montagna. Renderla facilmente fruibile. Altro che sostenibilità!

Come CAI Veneto, assieme alle altre associazioni di protezione ambientale, abbiamo lavorato con responsabilità ponendo la montagna, i suoi abitanti e la sicurezza degli escursionisti al primo posto. L’approvazione di queste modifiche sono un segnale allarmante che evidenzia la distanza di alcune forze politiche da chi vive e frequenta la montagna".

 

"Nonostante questo esito negativo - si legge in conclusione di comunicato - il Gruppo Regionale del CAI Veneto ribadisce quanto sostenuto nel comunicato stampa del 2 maggio 2025, e continuerà nella sua opera di manutenzione dei sentieri, nella divulgazione di una cultura volta ad una coscienza ambientale ed a una frequentazione sostenibile della montagna. Non ultimo a riconoscere i veri custodi dei principi enunciati nell’art. 9 della Costituzione".

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