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Attualità | 18 luglio 2025 | 19:00

"Queste vie alpinistiche non sono itinerari plaisir": il richiamo del Soccorso Alpino, impegnato in complessi interventi in parete sui Sibillini

"Affrontare vie alpinistiche senza la giusta esperienza o senza l’equipaggiamento adeguato non è mai un rischio solo personale: implica l’attivazione di soccorsi complessi, spesso in ambienti ostili, dove anche per i tecnici il rischio è concreto. Continueremo a esserci, con professionalità e dedizione. Ma la sicurezza comincia sempre prima: nella scelta consapevole di cosa affrontare e, soprattutto, di come farlo", ricorda il Cnsas Marche

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Nelle ultime settimane, il Soccorso Alpino e Speleologico Marche è stato protagonista di diverse operazioni di recupero in parete, "segno di una frequentazione sempre più intensa del nostro ambiente montano", commenta il Cnsas, che ha colto l'occasione per diffondere sui social un accorato appello ad approcciarsi alla montagna con maggior consapevolezza, spiegando le difficoltà che gli interventi in luoghi impervi comportano per i soccorritori chiamati a intervenire.

 

"In particolare, i Monti Sibillini offrono vie alpinistiche che, per natura, non sono itinerari plaisir: si tratta di percorsi tecnici, spesso severi, che richiedono esperienza, preparazione e consapevolezza. Vie d’ingaggio, non solo fisico ma anche mentale, dove la conoscenza del terreno, delle condizioni meteo e delle proprie capacità è fondamentale", scrive il Cnsas Marche.

 

"Ogni nostro intervento è una risposta pronta e professionale all’imprevisto, ma anche un’occasione per ribadire l’importanza della prevenzione. La montagna va rispettata: va studiata, avvicinata con umiltà, frequentata con senso di responsabilità. Il nostro invito, ancora una volta, è a non confondere l’accessibilità apparente con la reale difficoltà tecnica di certi itinerari", ricordano i soccorritori.

 

Sabato scorso, i tecnici del Cnsas Marche sono stati chiamati a intervenire sul versante sud-est del monte Vettore per prestare aiuto a due escursionisti bloccati in parete. I due, mentre stavano effettuando il sentiero alpinistico del Canalino, hanno incontrato delle difficoltà e si sono bloccati, incapaci di proseguire. Il tecnico di elisoccorso è stato verricellato sul posto e, dopo aver messo in sicurezza i due, è stato recuperato a bordo dell’elicottero con entrambi gli escursionisti. Si è trattato di un recupero complesso, in una zona impervia, in cui la roccia è resa fragile dal sisma del 2016. 

 

Un altro difficile intervento era stato effettuato il giorno precedente, per prestare soccorso in parete a un alpinista nella valle del Lago di Pilato (AP). L’uomo stava arrampicando sulla via “Camino Meridionale” quando ha perso l’appiglio ed è precipitato per una ventina di metri, riportando traumi agli arti inferiori. Con un verricello di 85 metri, il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico Marche ha raggiunto la sosta. L’infortunato è stato trasportato in ospedale, mentre il compagno è stato raggiunto da un tecnico del Cnsas partito da Forca di Presta.

 

"Affrontare vie alpinistiche senza la giusta esperienza o senza l’equipaggiamento adeguato non è mai un rischio solo personale: implica l’attivazione di soccorsi complessi, spesso in ambienti ostili, dove anche per i tecnici il rischio è concreto. Continueremo a esserci, con professionalità e dedizione. Ma la sicurezza comincia sempre prima: nella scelta consapevole di cosa affrontare e, soprattutto, di come farlo. Buona montagna", conclude il Cnsas Marche.

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