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Attualità | 24 ottobre 2025 | 18:00

Recuperata una baita per destinarla a bivacco in appoggio a gruppi scout ed escursionisti. L'intervento è stato dedicato alla memoria di Enrico Fasciolo

In Val Codera, sull’Alpe Averta (1944 metri), si è chiuso in autunno il cantiere del bivacco dedicato all'ingegnere bresciano e capo scout, prematuramente scomparso nel 2017 in un incidente stradale a 54 anni

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

L’estate 2025 ha festeggiato il centenario dell’installazione dei primi bivacchi fissi sull’intero arco alpino. Entro questa cornice, in Val Codera (Sondrio), sull’Alpe Averta (1944 metri), si è chiuso in autunno il cantiere del bivacco dedicato alla memoria di Enrico Fasciolo, ingegnere bresciano e capo scout, prematuramente scomparso nel 2017 in un incidente stradale a 54 anni.

 

La Val Codera, inoltre, ha mantenuto fino a oggi le sue caratteristiche di territorio scarsamente antropizzato e remoto, non essendo servita da infrastrutture viarie: i percorsi carrozzabili, infatti, si arrestano all’imbocco della valle, in corrispondenza dell’abitato di Novate Mezzola, alla modesta quota di circa 300 metri.


Di Lorenzo Serafin

L’Alpe Averta si trova lungo il Sentiero Roma, tra i più noti e frequentati itinerari di trekking escursionistico, concepito a partire dal 1928 dal CAI Milano, che si sviluppa per 54 chilometri prevalentemente a 2500 metri di quota collegando, in un tempo variabile dai tre ai cinque giorni, la Val Codera alla Valmalenco, attraversando l’intera testata della Val Masino.

Proprio in Val Codera lo Scautismo (giunto in valle nel periodo della sua clandestinità, durante il ventennio fascista) ha affondato fertili radici, stabilendo forti legami con la popolazione locale e coltivando gli ideali fondativi del movimento.

L’Averta, non più sfruttata come alpeggio per il pascolo da oltre mezzo secolo, presenta una quindicina di fabbricati rurali abbandonati. Su mandato della famiglia Fasciolo, e grazie a una donazione, la Fondazione e l'Ente Educativo Monsignor Andrea Ghetti - Baden, impegnati nell’attività sociale in Val Codera, hanno promosso e coordinato, tramite il presidente Roberto D’Alessio e il project manager Carlo Valentini, un intervento di recupero e riutilizzo di una baita ancora in discrete condizioni, per destinarla a bivacco (6 posti letto) in appoggio al transito dei gruppi scout e degli escursionisti. Il progetto architettonico, che per disposizione della Soprintendenza ha dovuto attenersi al mantenimento delle caratteristiche formali e materiali della preesistenza, è stato redatto dagli architetti Stefano Girodo e Lorenzo Serafin, facenti parte dell’associazione culturale Cantieri d’alta quota, dal 2012 impegnata a scala nazionale nello studio e nella divulgazione culturale del valore patrimoniale dei ricoveri alpini.


Di Michele Berruti

Nel frattempo, l’iniziativa ha visto degli sviluppi: alla baita principale si aggiungerà un secondo fabbricato, da riqualificare anch’esso, con funzione di appoggio e magazzino. Per proseguire l’opera è stata aperta una raccolta fondi. Ultimati gli interventi di allestimento degli interni, il bivacco Fasciolo sarà inaugurato nella primavera 2026.

 

L'intero progetto verrà presentato al pubblico sabato 15 novembre prossimo. Dalle ore 15 alle 18, presso la Cooperativa sociale Tremenda XXL di Samolaco si terrà un incontro che, oltre a ripercorrere le tappe della vicenda e a illustrare il progetto con alcune relazioni, sarà allietato dai canti alpini del coro Le Rocce Roche, di cui Enrico Fasciolo faceva parte.

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