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Attualità | 23 aprile 2025 | 19:00

Sostanze "inquinanti eterne" anche nei vini europei: un'analisi rivela un aumento esponenziale negli ultimi 15 anni

Una nuova indagine sugli 'inquinanti eterni' presentata oggi evidenzia l'aumento dei livelli di Tfa (acido trifluoroacetico) nei vini europei: si tratta di sostanze chimiche assenti nei vini prodotti fino al 1988, che invece registrano una crescita esponenziale dal 2010. L'eurodeputata Cristina Guarda: "Occorre accelerare l'iter europeo relativo alla restrizione universale dei Pfas, con l'obiettivo di sostituire queste sostanze nei prodotti di consumo, finanziando la ricerca scientifica per prevenire e gestire la contaminazione. Chiediamo azioni urgenti"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

C’è un messaggio nella bottiglia, ed è allarmante: i risultati di una recente indagine rilevano un preoccupante aumento delle sostanze inquinanti nel vino. Si tratta in particolare di Tfa (acido trifluoroacetico), un “inquinante eterno”. A denunciarlo è Pesticide Action Network Europe (Pan), che oggi ha presentato un rapporto intitolato proprio “Message in a bottle”, messaggio in una bottiglia (il report completo è disponibile qui). 

 

L’analisi condotta ha riguardato alcune tipologie di vini provenienti da 10 Paesi dell'Unione Europea (Austria, Belgio, Germania, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Croazia, Ungheria, Lussemburgo). Tra i 49 campioni di vini esaminati, ce ne sono tre di produzione italiana: Prosecco (Veneto), Chianti (Toscana) e Kalterersee (Alto Adige).

 

“Osserviamo un aumento esponenziale della contaminazione e dei livelli di Tfa nel vino dal 2010. Non sono state trovate tracce di Tfa nei vini invecchiati, raccolti prima del 1988, mentre i vini del periodo 2021-2024 mostrano livelli medi di 122 microgrammi per litro, con alcuni picchi fino a 320 microgrammi per litro - afferma Pan -. Questo valore è circa 100 volte superiore ai livelli medi, già elevati, misurati nelle acque superficiali e potabili”.

 

“I vini con livelli più elevati di Tfa contenevano anche un numero e una quantità maggiori di residui di pesticidi sintetici. La maggior parte dei vini non biologici contiene anche residui fino a 8 pesticidi e metaboliti di pesticidi. Sono state rilevate in totale 16 sostanze attive di pesticidi, inclusi pesticidi neurotossici e due fungicidi Pfas, il fluopyram e il fluopicolide. Quattro dei cinque vini biologici analizzati erano privi di residui di pesticidi rilevabili, ma tutti contenevano Tfa”. 


Aumento temporale delle concentrazioni di TFA [milligrammi/litro] nel vino (dal rapporto “Message in a bottle” - Pan Europe)

 

COSA SI INTENDE PER "TFA"

Ma cosa indica esattamente l’espressione Tfa? L'acido trifluoroacetico (Tfa) fa parte della famiglia dei PFAS, molecole sintetiche anche dette “inquinanti eterni” usate in grande quantità in diversi settori industriali.

 

Pan spiega che si tratta di “un prodotto di degradazione altamente persistente di alcune sostanze chimiche fluorurate, in particolare i gas fluorurati (gas-F) e i pesticidi PFAS, utilizzati rispettivamente nella refrigerazione e, in misura crescente, in agricoltura”. Nella nota che accompagna la pubblicazione del rapporto si legge: “Una volta rilasciato, il Tfa non può essere degradato dai processi naturali e quindi si accumula inevitabilmente nell'acqua, nel suolo, nelle piante e persino nel sangue umano. Precedenti studi delle Ong mostrano che la contaminazione da Tfa è diffusa nei fiumi, nei laghi, nelle acque sotterranee, nell'acqua del rubinetto e persino nella pioggia in Europa. Questo rapporto compie un passo cruciale esaminando la misura in cui il Tfa si accumula anche nei prodotti agricoli, in particolare nel vino. Il TFA è stato a lungo considerato un metabolita di pesticidi "non rilevante" dal punto di vista tossicologico. Ora si sospetta che sia tossico per la riproduzione”.

 

Secondo gli autori del rapporto diffuso oggi, i risultati ottenuti sono in linea con precedenti analisi che individuano nei pesticidi Pfas la principale fonte di contaminazione da Tfa nell'agricoltura e nelle catene alimentari. “A causa della struttura chimica di queste sostanze, la loro degradazione in Tfa è praticamente inevitabile”, spiegano. “I dati supportano anche risultati non ancora pubblicati di un ricercatore dell'Università di Friburgo e rispecchiano tendenze precedentemente osservate in studi ufficiali dell'UE. Nel complesso, le prove dipingono un quadro chiaro: la contaminazione da Tfa negli alimenti è reale ed è in aumento”.

 

Data la natura irreversibile del Tfa e l'assenza di tecnologie di rimozione praticabili, gli autori del report avanzano una serie di richieste: l’istituzione immediata del divieto dei pesticidi PFAS e dei gas-F; un programma di monitoraggio completo del Tfa nei prodotti alimentari; un approccio normativo precauzionale che riconosca le significative lacune nei dati tossicologici e i potenziali rischi per la salute pubblica, compresi i bambini. “Il Tfa è una sostanza chimica eterna. Ogni anno di inazione aggrava ulteriormente la sua eredità nei nostri ecosistemi e nella fornitura alimentare”, conclude il network Pan.

 

CRISTINA GUARDA: "NEI VINI CONCENTRAZIONI ANCHE 100 VOLTE SUPERIORI A QUELLI DELLE ACQUE CONTAMINATE"

Con queste parole l'eurodeputata dei Verdi, Cristina Guarda, commenta la notizia: "La grande industria chimica sta avvelenando anche il vino, oltre al cibo che arriva sulle nostre tavole. E dato che siamo il primo paese produttore di vino a livello globale, da imprenditrice agricola dico che dovremmo considerarla un'emergenza nazionale," dichiara Guarda. "Le concentrazioni di Tfa riscontrate da Pan Europe nei vini europei sono davvero molto preoccupanti, specie nell'agricoltura intensiva e convenzionale, con livelli anche 100 volte superiori a quelli delle acque potabili contaminate," aggiunge.

 

"La UE deve revocare subito le autorizzazioni dei prodotti fitosanitari contenenti Pfas. Il 5 marzo scorso ho scritto una lettera alla Commissione europea, assieme ad altri 50 eurodeputati, per chiedere la messa al bando di tutti questi prodotti, corresponsabili della contaminazione della terra e dei prodotti che vi vengono coltivati. Ma non basta. Occorre accelerare l'iter europeo relativo alla restrizione universale dei Pfas, con l'obiettivo di sostituire queste sostanze nei prodotti di consumo, finanziando la ricerca scientifica per prevenire e gestire la contaminazione. Chiediamo azioni urgenti per proteggere noi agricoltori, la nostra salute e quella delle nostre famiglie e dei consumatori in tutto il mondo", conclude l'eurodeputata.

 

PER SAPERNE DI PIU' SUGLI "INQUINANTI ETERNI"

Quello legato agli inquinanti eterni è un allarme invisibile ma pervasivo. Della diffusione sempre più capillare delle sostanze chimiche contaminanti immesse dalle attività umane in natura, con gli inevitabili effetti che (ahinoi) ne conseguono, avevamo parlato pochi giorni fa in questo articolo: "Nessun luogo è al sicuro: dalla Groenlandia alle Alpi, i composti chimici tossici minacciano l'ambiente e le comunità locali"

 

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