Stop all’ampliamento delle piste in Val Senales: procedure non conformi e rischio ambientale. L’industria dello sci non può "né scendere né salire"

"Lo spostamento dei comprensori verso quote sempre più elevate, in ambienti tanto integri quanto delicati, è un approccio a uno sviluppo turistico miope, che nell’immediatezza danneggia la natura e a lungo termine anche l’economia dei territori". La sentenza del Tar dà ragione alle associazioni ambientaliste: l’ampliamento degli impianti della società del gruppo Athesia in Val Senales non si farà

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Nel 2021, la società Funivie Ghiacciai Val Senales S.p.a. del gruppo Athesia, di proprietà della famiglia Ebner, aveva proposto un progetto di ampliamento dell’area sciistica sul ghiacciaio della Val Senales, in Alto Adige.
Con la sentenza dello scorso 17 giugno, il Tar boccia il progetto. La vittoria va alle associazioni ambientaliste Cai Alto Adige, Dachverband für Natur-und Umweltschutz (Federazione per la natura e l’ambiente), Lipu e Mountain Wilderness, che lo scorso anno avevano presentato ricorso.
Il progetto era stato approvato dal Comune di Senales in un primo momento. Dopo un iniziale rifiuto, anche il Comitato ambientale provinciale si è detto favorevole, nel dicembre 2023, con un cambio di rotta poco chiaro. Quindi nel marzo 2024, la Provincia di Bolzano ha approvato definitivamente lo studio di fattibilità. Due mesi dopo era stato presentato ricorso dalle associazioni contro l’approvazione, a ragione di violazioni ambientali e procedurali.
Il piano prevedeva la sostituzione di due impianti di risalita Gletschersee con una seggiovia a sei posti, lo spostamento di due stazioni, una a valle e una a monte; e, per connettere quest’ultime al ghiacciaio, un prolungamento delle piste di oltre due ettari e mezzo. La zona interessata - a circa 3000 metri di quota - si trova in un’area ad alta sensibilità ambientale, fortemente tutelata come "zona rocciosa - ghiacciaio", e vicina a due siti protetti Natura 2000. Inoltre, coincide con l’habitat della pernice bianca, specie tutelata dalla Direttiva del 2009; ragione che ha spinto Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) a unirsi al ricorso delle altre associazioni.
Il 17 giugno scorso è uscita la sentenza del Tribunale, che accoglie integralmente il ricorso delle associazioni, annullando la delibera della giunta provinciale e bloccando le mire espansionistiche di Athesia.
Secondo i giudici, la Valutazione ambientale strategica (Vas) non sarebbe conforme alla normativa, poiché carente negli obblighi informativi e di monitoraggio del progetto. Sarebbe stato invece necessario che la società avesse condotto una Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), cui sono sottoposti tutti i progetti che interessano siti Natura 2000.
La Corte ha espresso infine critiche severe sull’improvvisa inversione di marcia del Comitato ambientale provinciale: "Il parere si limita laconicamente a richiamare le osservazioni svolte dalla società proponente e a rilevare che le stesse 'potrebbero' superare le ampie criticità sollevate nel precedente parere, senza esporre i presupposti di fatto e le ragioni determinanti la nuova valutazione. Il Comitato non ha spiegato per quali motivi le osservazioni presentate dalla società proponente lo hanno indotto a superare le considerazioni negative".
Secondo Mountain Wilderness, "lo spostamento dei comprensori verso quote sempre più elevate, in ambienti tanto integri quanto delicati, è un approccio a uno sviluppo turistico miope".
Ma se alle basse quote si raggiunge a stento la temperatura necessaria all’innevamento artificiale, e alle alte si va ad infierire su situazioni ambientali già estremamente fragili, rimane dunque da chiedersi: che ne facciamo dell’industria sciistica? "Non può né scendere né salire?"
Foto dalla pagina Facebook Schnalstal Visit Val Senales e da Lipu













