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Attualità | 13 marzo 2025 | 19:05

Temperature elevate, fusione del manto nevoso e piogge intense: rischio frane e smottamenti in Emilia Romagna

Una nuova e intensa perturbazione nelle prossime ore raggiungerà la nostra Penisola. Da qualche giorno, i vari cluster previsionali, mettono in risalto la possibilità della formazione di temporali semi stazionari tra la Toscana e l’Emilia Romagna. Emanata allerta rossa

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Una nuova e intensa perturbazione nelle prossime ore raggiungerà la nostra Penisola, che porterà piogge e temporali anche piuttosto intensi, specialmente sul centro-nord Italia.

Da qualche giorno, i vari cluster previsionali, mettono in risalto la possibilità della formazione di temporali semi stazionari tra la Toscana e l’Emilia Romagna.

 

Le temperature elevate e la grande quantità di pioggia prevista, causeranno una veloce fusione del manto nevoso e questa situazione potrebbe andare ad aggravare ulteriormente la situazione dei fiumi.

 

In seguito alla pesantissima alluvione di maggio 2023 il volto dell’Appennino nel bolognese è completamente mutato, pertanto la possibilità che si verifichino delle frane, o ulteriori smottamenti, in caso di piene dei fiumi è piuttosto elevato.

 

Per questo è stata emanata un’allerta di colore rosso nelle province di Bologna, Ferrara, e Ravenna e per frane e possibili piene dei corsi minori nelle province di Bologna e Ravenna.

Intorno alle 15:30 alcuni comuni hanno comunicato, proprio per via delle condizioni meteorologiche avverse previste, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

 

Tra questi il Comune di Bologna, quello di Pianoro e poi gran parte di quelli della Bassa Romagna. Per esempio: Lugo di Romagna, Bagnacavallo, Cotignola, Conselice, Alfonsine, Bagnara di Romagna, Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno e Fusignano.

 

Specialmente in Appennino le precipitazioni potranno risultare particolarmente intense, e a preoccupare è proprio la possibile veloce fusione del manto nevoso presente al suolo che potrebbe incidere ulteriormente su un terreno ormai saturo.

 

In Emilia Romagna, come spiegato dal meteorologo Pierluigi Randi, c’è un prima e un dopo maggio 2023. “Da allora nulla sarà più come prima per un bel po' di anni (corsi d’acqua più vulnerabili e appennino letteralmente frantumato). Un evento di pioggia che prima del 2023 poteva essere gestito quasi in carrozza, ma che oggi presenta delle rogne, al netto del fatto che ci ritroviamo a che fare con masse d’aria che sono un po' diverse rispetto al passato”.

 

La Regione Emilia Romagna consiglia di limitare al massimo gli spostamenti per tutta la giornata di venerdì 14 marzo.

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