Contenuto sponsorizzato
Attualità | 21 novembre 2025 | 13:00

Uccidono un camoscio nell'area protetta: nei guai due cacciatori. L'animale e l'arma utilizzata nel commettere il reato sono stati sequestrati

Cacciare nelle aree protette è un reato penale, con arresto fino a sei mesi e ammenda. L'intervento condotto dai guardiaparco delle Aree Protette Alpi Marittime rientra nella normale attività svolta dal Settore Vigilanza sul territorio gestito dall'Ente, che comprende il Parco Alpi Marittime e del Marguareis, otto Riserve Naturali e 20 siti della Rete Natura 2000

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

I guardiaparco delle Aree Protette Alpi Marittime hanno fermato e denunciato un cacciatore sorpreso ad abbattere un esemplare di camoscio all'interno dell'area protetta. L'animale e l'arma utilizzata nel commettere il reato sono stati sequestrati. Un altro cacciatore è stato verbalizzato per aver commesso illeciti amministrativi. I fatti sono avvenuti il 13 novembre e darne notizia è l'ente Apam. 

 

Le violazioni si sono verificate nel Parco Naturale del Marguareis, in Valle Tanaro, e nei pressi del confine con l'alta Valle Ellero che rientra all'interno della Zona Speciale di Conservazione ZSC Alte Valli Pesio e Tanaro.

 

La caccia nel Parco si configura come reato in violazione dell'art. 21 comma 1 lett. b e art. 30 comma 1 lett. d della L. 157/1992. Anche l'introduzione di armi all'interno di Area Protetta è reato: l'articolo 11 della Legge quadro sulle Aree Protette stabilisce che "nei parchi sono vietate le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat. In particolare sono vietati: la cattura, l'uccisione, il danneggiamento, il disturbo delle specie animali; la raccolta e il danneggiamento delle specie vegetali, salvo nei territori in cui sono consentite le attività agro-silvo- pastorali, nonché l'introduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possano alterare l'equilibrio naturale; (...) l'introduzione, da parte di privati, di armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, se non autorizzati".

 

In Italia la caccia è regolamentata dalla Legge 157 del 1992 (poi aggiornata nel 2002) "Norme per la tutela della fauna selvatica omeoterma e il prelievo venatorio" e dalle rispettive leggi regionali; l'articolo 30 della L. 157/92 prevede l'arresto fino a sei mesi e l'ammenda da 464 a 1.549 euro per chi esercita l'attività venatoria in Parchi nazionali e regionali, riserve naturali, oasi di protezione, nelle zone di ripopolamento e cattura, in parchi e giardini urbani, oltre che nei terreni adibiti ad attività sportive. Si rischiano inoltre provvedimenti di sospensione, revoca e divieto della licenza di porto di armi a uso venatorio.

 

L'intervento condotto dai guardiaparco delle Aree Protette Alpi Marittime rientra nella normale attività svolta dal Settore Vigilanza sul territorio gestito dall'Ente, che comprende il Parco Alpi Marittime, il Parco del Marguareis, otto Riserve Naturali e 20 siti, tra ZSC e ZPS, della Rete Natura 2000.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Sport
| 08 maggio | 19:00
Grande partecipazione alla Magnifica Comunità di Fiemme per l’incontro con Lisa Vittozzi e Tommaso Giacomel, [...]
Alpinismo
| 08 maggio | 18:00
"Detassis seduto sulla terrazza esterna del Brentei, con la pipa, che scruta ora verso valle, ora verso le montagne. [...]
Attualità
| 08 maggio | 14:45
Siamo nella costa est della Sardegna, nel sentiero che collega Cala Fuili a Cala Gonone. Dopo il tentativo di [...]
Contenuto sponsorizzato