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Attualità | 13 dicembre 2025 | 19:00

Un infermiere in ogni paese dell'Appennino, un faro contro l'abbandono sanitario delle aree interne: l'esempio di Gagliano Aterno, in Abruzzo

Tra i servizi di interesse generale da realizzare per sostenere una strategia del controesodo, c'è la presa in carico degli abitanti in modo continuativo da parte di un servizio socio-sanitario che può essere gestito a livello locale e diffuso, garantendo l'apertura dell'ambulatorio anche quando il medico di medicina generale non c'è più

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Uno dei perni su cui deve necessariamente poggiare una strategia del controesodo è l'attenzione alla salute, in particolare a quella dei più fragili, gli anziani. L'amministrazione comunale di Gagliano Aterno (AQ), piccolo comune di poco più di 200 abitanti a 650 metri in Valle Subequana, ha scelto di investire risorse proprie per dar continuità al Servizio di Infermieristica di Comunità. L'Altramontagna ha intervistato il sindaco del Comune abruzzese, Luca Santilli, per comprendere il valore di questa presenza.
 

Quando è nato il servizio di assistenza domiciliare e ambulatoriale gratuito a Gagliano Aterno?

Il servizio parte nel 2024, anche se già nel 2023 avevamo provato ad avviarlo con un infermiere romano che si stava per trasferire qui, ma poi per questioni sue private ciò non è stato possibile. Arriviamo così al 2024, dove con il progetto NEO (Nuove Esperienze Ospitali, nato per facilitare il neopopolamento in chiave partecipativa e in linea con la transizione ecologica e convogliare expertise nelle aree interne affinché queste divengano fulcri decentralizzati in cui pensare un futuro alternativo, ndr) arriva in paese Antonio Maiorino, che è un infermiere lucano che prima lavorava a Roma. A un certo punto, ci viene spontaneo proporre ad Antonio un servizio di infermieristica che incontra anche la sua esigenza, di provare a fare qualcosa in un territorio marginale, dove il servizio sanitario nazionale purtroppo è davvero carente. L'Abruzzo è una delle regioni con il maggior disavanzo a livello sanitario. Quindi ci incontriamo e decidiamo di provare a partire con un progetto pilota nell'autunno del 2024. In cinque mesi, fino a maggio 2025, il servizio va molto bene: Antonio è bravo, le persone sono soddisfatte di quello che si sta facendo, tra assistenza domiciliare e ambulatorio settimanale, così decidiamo di prolungare per altri tre mesi da giugno ad agosto. Finita la sperimentazione, mi sono impegnato a cercare risorse per proseguire.

 

Quante sono le persone prese in carico in questo periodo?

In questi otto mesi di "pilota", Antonio ha fatto assistenza domiciliare continua continuativa a 16 persone. Per il nostro piccolo Comune sono numeri importanti. In più, c'è l'ambulatorio settimanale, tutti i martedì, che ha resto possibile anche un lavoro di raccolta dati e informazioni statistiche rispetto alla condizione di salute del paese. Inoltre, sono state fatti degli incontri pubblici di medicina di base, sul primo soccorso e comunque questo progetto ha portato anche tante persone interessate agli aspetti sociali a interrogarsi e a confrontarsi su questo tipo di modello.

 

Prima dell’avvio del servizio, che tipo di attenzione ricevevano gli abitanti? C’è un medico di medicina generale a Gagliano Aterno?

C'è il servizio di assistenza domiciliare (ADI) dell'Asl, però si tratta di un servizio spot, a chiamata di fronte alla necessità: non è un servizio capillare, attento e puntuale come quello che offre l'infermiere. Credo davvero che la presenza di Antonio abbia colmato quella necessità di supporto infermieristico domestico che non ha solo un carattere sanitario ma anche sociale. Abbiamo reso davvero più completo il servizio di prossimità sanitario, colmando un pezzo di vuoto che l'ADI non riusciva a coprire. Per quanto riguarda i medici di medicina generale, invece, ne avevamo tre fino a quattro anni fa, poi una è andata in pensione e sono rimaste in due, anche loro vicine all'età pensionabile. Quella che ha il maggior numero di assistiti adesso non riceve più a Gagliano ma si è trasferita all'ambulatorio del distretto sanitario di Castelvecchio Subequo, che è il Comune più grande della Valle e si è creato un disagio per gli assistiti. Oggi la situazione è questa: c'è un medico di medicina generale che passa due ore a settimana ma non ha nemmeno la maggioranza degli assistiti, perché questi ce li ha l'altro medico, che invece ha lasciato il nostro ambulatorio.

 

In che modo questo nuovo servizio si integra con l'idea di una nuova comunità, un paese d'Appennino rivolto al futuro?

Questo servizio di infermieristica comunale racchiude più livelli di progettazione, perché oltre a NEO c'è la comunità energetica che ci ha permesso di finanziare il servizio. Mettere insieme più livelli e integrarli genera una ricchezza davvero maggiore e questo è molto importante, perché spesso nelle arre interne ci si incaponisce su una sola linea, su progetti di rigenerazione che sono basati su un solo tipo di percorso, invece quello che stiamo cercando di fare è tenere dentro più temi. Il progetto di infermieristica è passato per Communitas Gagliani, l'assemblea pubblica degli abitanti, risponde ai loro bisogni. Anche questa scelta di rinnovarlo, risponde a esigenze di chi vive in paese: noi abbiamo chiesto alle persone se questo progetto lo ritenevano valido, se dovevamo continuare ad andare in questa direzione e spendere risorse pubbliche per questo tipo di progetto.

 

Ultimo punto: come avete ricavato i fondi per finanziare con risorse pubbliche il servizio?
Questo non è un servizio di infermieristica di comunità standard, cioè definito dalla legge, perché c'è una legge quadro del post-COVID-19 che obbligava le Regioni ad attivare servizi di infermieristica nei comuni sotto i 5.000 abitanti. Noi in Abruzzo questo non lo abbiamo, come dicevo prima siamo una delle regioni con il maggior disavanzo per quanto riguarda il servizio sanitario regionale, quindi questo è un servizio che noi abbiamo dovuto in un certo senso "modellare", come abbiamo fatto con un accordo con i medici di medicina generale. A livello amministrativo è un servizio socio-sanitario, non prettamente sanitario, perché la sanità è di competenza delle regioni. Per quanto riguarda il finanziamento, che in parte derivano dalla comunità energetica rinnovabile (CER) di Gagliano che non ci permette di coprire al 100% il servizio ma ci ha dato una grande mano per sostenere questo nuovo progetto, attivato per il momento da dicembre 2025 e marzo 2026.

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