Verrà dismessa definitivamente la cabinovia di Recoaro. Abbandonata l’ipotesi di ripristino: "Una volta era una zona sciistica, ma a quelle quote non nevica più"

Costruita nel 1995, è ormai ferma da anni. Ora l’amministrazione di Recoaro Terme, nel vicentino, aspetta di ottenere una proroga alla revisione, per poi lanciare il bando per lo smaltimento dell’impianto. Nonostante lo stanziamento di un milione e mezzo per la riapertura, l’operazione non sarebbe economicamente sostenibile (ci vorrebbero circa 1.000 euro al giorno). Del comprensorio rimarrà soltanto la seggiovia sul Monte Falcone, dov'è in fase di costruzione una pista per il downhill

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il primo impianto di Recoaro è stato costruito negli anni Cinquanta. Era un impianto a fune con seggiolini. È stato poi smantellato e, nel 1995, è stata costruita l’attuale cabinovia.
Questa è rimasta in funzione fino al 2017, anno in cui è stata posta fuori servizio, e da allora non è più stata rimessa in esercizio. Si tratta di un impianto che collega il centro di Recoaro Terme con la zona denominata Recoaro Mille. L’impianto è lungo 1700 metri e copre un dislivello di circa 500 metri, con arrivo intorno ai mille metri di quota.
“Una volta - racconta il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Enrico Storti - la località di Recoaro 1000 era una zona sciistica; oggi, però, a quelle altitudini non nevica più o comunque nevica molto meno, e per questo motivo è venuto meno l’utilizzo dell’impianto”.
Ora, la revisione dell’impianto sta per scadere. Per chiedere una proroga al Ministero, e dunque non affrontare le spese di revisione, è necessario individuare temporaneamente un gestore che presenti la richiesta di proroga della scadenza. “La gestione temporanea è stata affidata a Graffer. Per questo tramite dovremmo ottenere questa proroga, dopo la quale si potrà pensare di mettere a gara la gestione dell’impianto”.
Al momento non è ancora stato emesso alcun bando per lo smaltimento: “Per ora è stato affidato a Graffer un incarico per la pulizia dei tracciati, invasi dalla vegetazione, e per la rimessa in esercizio temporanea, necessaria per la richiesta di proroga. Una volta completato questo passaggio, sarà pubblicato il bando di gara per l’affidamento della liquidazione definitiva”.
Per quanto riguarda il rapporto costi-benefici, l’amministrazione attende una perizia specifica. “Tuttavia - spiega Storti - da una prima stima, servirebbero più di 2 milioni di euro per rimettere in esercizio l’impianto, solo per l’adeguamento tecnologico”.
A questo si aggiunge il problema della gestione, molto onerosa: “si parla di circa 1.000 euro al giorno e almeno quattro persone dedicate, un responsabile tecnico e alcuni operatori, per un totale di circa 350.000 euro all’anno, solo per garantire la funzionalità dell’impianto”.
A suo tempo, l’impianto era stato finanziato prevalentemente dalla Regione Veneto, con contributi minori da parte dei comuni della Valle dell'Agno. Il Comune di Recoaro, che beneficia dei fondi di confine per la vicinanza con la provincia di Trento, aveva poi stanziato un milione e mezzo di euro per la revisione tecnica e il potenziale riavvio dell’impianto. Tuttavia, si è capito che questi fondi non erano sufficienti.
La gestione dell’impianto si è rivelata molto complicata: “due società che se ne erano occupate in passato hanno chiuso in modo fallimentare, rendendo difficile trovare nuovi gestori”. Per questo motivo, si è valutato di dismettere l’impianto. I fondi verranno quindi reindirizzati: “il Comune intende investirli per completare il percorso ciclabile della Valle dell'Agno, e ha già chiesto ai comitati dei fondi di confine di dirottarli su questo progetto”.
Che ne sarà dunque di Recoaro mille? Abbiamo chiesto al vicesindaco un quadro generale. “Nel comprensorio restano ancora due impianti. Una prima seggiovia, che però si pensa di alienare perché si trova a una quota dove non nevica più”; ed una seconda seggiovia che da Recoaro mille arriva al rifugio di Monte Falcone, a quota 1.540 metri. “Questo impianto si prevede di mantenerlo – soprattutto in virtù della pista di downhill attualmente in costruzione - nell’ambito di un progetto di riqualificazione finanziato con i fondi di confine, che comprende la rimessa in funzione della seggiovia stessa e la valorizzazione dell’intero comprensorio”.
La seggiovia da Recoaro mille a Monte Falcone era rimasta operativa fino a pochi anni fa; per quanto riguarda lo skilift, invece, non funziona da oltre dieci anni, principalmente proprio a causa della mancanza di neve. La strada intrapresa dal comprensorio, dopo tanti anni, sembra essere quella della destagionalizzazione forzata.
Foto in apertura dalla pagina Facebook I love Recoaro Terme













