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Attualità | 11 maggio 2025 | 18:00

"Verranno installati 58 nuovi tralicci". Le montagne rimangono spesso fuori dalla copertura della linea mobile: lo spopolamento è anche una questione di rete

L’essere connessi è un presupposto necessario affinché i comuni montani possano tornare ad essere vivi e abitati, luoghi nei quali i giovani possano costruirsi un futuro e fare impresa, dove si scelga di restare, non dove si è costretti a tornare

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Isolamento e spopolamento delle aree montane sono anche una questione di rete: non solo infrastrutturale, ma anche telefonica. Ampie zone di montagne e terre alte, in Italia, rimangono troppo spesso fuori dalla copertura della linea mobile, e sono così condannate alla marginalizzazione, quando non all’isolamento dalla pianura e dai comuni limitrofi. Si tratta molto spesso di zone a bassa densità abitativa, la cui voce spesso fatica a giungere alle istituzioni, che rischiano inoltre di trovarsi completamente isolate in seguito ai frequenti danni dovuti al maltempo.

 

Per affrontare questa situazione, la Regione Emilia-Romagna ha attivato nel 2020 il progetto CellMon - Cellulari in montagna, con l’obiettivo di potenziare la connettività mobile nei Comuni dell’Appennino. L’ultimo intervento ha riguardato il Comune di Zocca, nel modenese; dove è stato installato un impianto che, stando al sito web della Regione, “consentirà di comunicare con maggiore facilità a circa 2470 persone, tra residenti e lavoratori, in aree dove prima la connessione era debole o assente”. L’impianto è stato messo a disposizione dell’operatore Tim ed è già attivo con i servizi 2G-4G-5G.

 

“La connettività è premessa per dare futuro alle nostre aree interne: il programma CellMon prevede una programmazione pluriennale che complessivamente porterà all’installazione di 58 nuovi tralicci a servizio di zone montane. Quello di Zocca è il 37esimo che trova realizzazione, grazie all’azione di squadra tra istituzioni e, in questo caso, alla collaborazione di un cittadino. Un bell’esempio di come operare per rendere il nostro Appennino più forte, attrattivo e competitivo”, commentano l’assessora al digitale, Elena Mazzoni, e l’assessore alla montagna, Davide Baruffi.

 

Ciascuno di questi tralicci, finanziati dalla Regione e realizzati da Lepida, collega migliaia di persone, e un passo fondamentale verso la rinascita di questi paesi, che sarebbero condannati altrimenti ad un ruolo periferico. Per la rivoluzione digitale, ormai, non dovrebbe esserci bisogno di rivoluzioni, eppure molto spesso è ancora così.

Il gap è ancora lungo da colmare, ma certe iniziative virtuose ci ricordano che il collegamento telefonico e digitale non può più essere un lusso, ma dev’essere un diritto. L’essere connessi è un presupposto necessario affinché i comuni montani possano tornare ad essere vivi e abitati, luoghi nei quali i giovani possano costruirsi un futuro e fare impresa, dove si scelga di restare, non dove si è costretti a tornare.


Per maggiori informazioni sul programma e per partecipare gratuitamente: EVENTO

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