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Attualità | 02 aprile 2025 | 10:30

Vivere dentro l'Ostello di Campo Imperatore tra bufere, vento a 200 chilometri all'ora (VIDEO) e periodi in isolamento: ''Prima regola: mantenere il calore'

Intervista a Giusy Scimia responsabile della struttura che si trova a 2.115 metri: ''Le difficoltà maggiori ci sono quando il vento viene da nord, perché puoi fare quello che vuoi ma le stufe non funzionano. Quindi il primo comportamento da mettere in campo è quello di coprirsi il più possibile''

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Un’intensa fase di maltempo sta interessando le montagne appenniniche ormai da giorni, ma sul Gran Sasso oltre alla neve stanno spazzando forti venti di tempesta. Uno scenario a dir poco polare. Per questo motivo abbiamo deciso di contattare Giusy Scimia, la responsabile dell’Ostello di Campo Imperatore che si trova a 2115 metri sopra il livello del mare, aperta sia in estate che in inverno e in tutte le condizioni meteorologiche. Nell’intervista verranno trattate diverse tematiche, tra tutte il significato di lavorare in una struttura di alta quota e le difficoltà che ne conseguono.

 

 

Una tempesta di vento e neve sta sferzando Campo Imperatore ormai da giorni. Ci può descrivere qual è la reale situazione?

L'ostello di Campo Imperatore è il più alto d'Europa. Siamo a 2115 metri sul livello del mare. Quella degli ultimi giorni è una delle tante tempeste, delle tante bufere di neve che abbiamo affrontato da dicembre fino ad oggi Abbiamo letto di fortissime raffiche di vento. Le raffiche di vento nella zona della Scindarella hanno raggiunto i 160 chilometri orari, mentre vi confermo che al Rifugio Duca degli Abruzzi i valori sono arrivati intorno ai 200-235 chilometri orari. Mi dispiace che ci sia una parte della popolazione che non crede a questi dati ma posso garantire che sono abbastanza, diciamo così, normali per il Gran Sasso.

 

Che tipo di lavoro è il vostro?

Molto particolare. Dobbiamo unire la professionalità a quella che io definisco improvvisazione. Lavorare in montagna ti porta comunque a stare a contatto con svariate tipologie di persone e svariate tipologie di clientela. Per esempio in casi come questi, quando ci sono bufere o il tempo diventa critico dobbiamo confrontarci con persone che non sanno assolutissimamente come comportarsi.

 

Cosa si fa quando si rimane bloccati a 2000 metri? Anche in una struttura come l’Ostello si sente il freddo?

La prima cosa da fare è cercare di stare caldi, quindi nel nostro caso curiamo il funzionamento delle stufe che comunque è sempre molto difficoltoso. Le difficoltà maggiori ci sono quando il vento viene da nord, perché puoi fare quello che vuoi ma le stufe non funzionano. Quindi il primo comportamento da mettere in campo è quello di coprirsi il più possibile.

 

Quando viene emanata un’allerta meteo, come vi comportate con le persone che salgono lo stesso a Campo Imperatore sfidando il maltempo?

Nella previsione di un'allerta meteo cerchiamo di capire quali sono le persone che vengono a scaldarsi da noi e di dare loro dei consigli. Principalmente proviamo a sconsigliare l'inizio di un qualsiasi sentiero che si può intraprendere nella zona di Campo Imperatore in condizioni meteorologiche avverse. Il nostro lavoro principale, in realtà, è quello di far capire alle persone che non può essere messa a repentaglio la propria vita per un selfie.

 

Un consiglio da dare quando ci sono condizioni meteorologiche agli escursionisti?

Quando c'è vento, quando nevica, quando c'è nebbia, bisogna tornare a casa. Non bisogna avventurarsi.

 

Immaginiamo che rimanere bloccati a 2000 metri per giorni non sia facile nemmeno per voi.

Il nostro è un lavoro che si può fare soltanto per passione, perché, quando rimani bloccato due/tre giorni senza poter scendere a valle e senza poter tornare dalle famiglie a volte è pesante. Specie dal punto di vista emotivo. Però a tutto questo si aggiunge l'adrenalina di vivere situazioni che ogni volta, seppur simili, in realtà sono molto diverse tra di loro.

 

Vediamo tante foto e tanti video da Campo Imperatore anche durante il maltempo, perché lo fate?

Andiamo fuori a fare video e delle foto proprio per cercare di far capire a chi è a valle quello che sta succedendo in quota

 

Anche scattare delle fotografie e girare dei video in quelle condizioni non deve essere semplice.

Quando apri la porta per guardare fuori e ti trovi davanti un metro di neve, sei consapevole che per poter uscire a fare la foto e i video prima devi spalare e poi ti devi creare il passaggio.

 

Chi è il più esperto tra di voi?

Marcello. Fa questo lavoro da 15 anni ed è colui che, in queste situazioni, spesso è stata la nostra guida e il nostro consigliere. Porta un bagaglio di esperienza in alta quota più elevato del nostro.

 

Il resto della squadra?

Alessandro, Ali, Federica e Alfredo. Un gruppo di ragazzi, diciamo così, che oscilla in un’età compresa dai 20 ai 66 anni. Ognuno di loro chi con più e chi con meno esperienza, ha sempre saputo affrontare queste situazioni che per alcuni erano del tutto nuove. Sono rimasta veramente meravigliata di questa loro maturità, di questo loro senso dell'arrangiarsi, e del saper condividere anche lo stesso spazio con persone sconosciute.

 

Come si affrontano le difficoltà?

In tutte queste situazioni si affronta la difficoltà lavorando sempre in sicurezza, perché in ogni caso sei riparato all'interno di una struttura. Un luogo che ti permette di stare al caldo e di avere una coperta. Abbiamo improntato questa struttura proprio come un vero e proprio rifugio. Ad esempio abbiamo la capacità di affrontare circa una quindicina di giorni di isolamento riuscendo a dare da mangiare a 20 persone.

 

Questa bufera e quella di Natale, che differenze ci sono?

Sicuramente questa non ha nulla a che vedere con quella affrontata a dicembre, perché abbiamo avuto una situazione abbastanza particolare. In quell'occasione con la presenza dei soccorsi in Ostello abbiamo avuto delle difficoltà molto più grandi. Si sono congelate le porte, quindi per poterle aprire abbiamo dovuto utilizzare il cannello.

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