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Attualità | 31 marzo 2026 | 18:00

"Erano più di sei anni che cercavamo di avere un bambino e lei ha deciso di nascere quando siamo venuti a vivere sui monti". La storia di Linda e Matteo, dalla città a un b&b nella Valle del Vanoi

"Le scuse per non farlo sono tantissime. Però se il sogno è più grande delle paure, tutto diventa superabile". La pandemia, l’accoglienza dei valligiani, e la rinascita della valle con nuove giovani famiglie. Sette anni fa, dal nome ideato da un gruppo Facebook, nasceva Eco-Baita Natura Spensierata

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Era il lontano 2019 quando, con un po’ di incoscienza e tanta emozione, scrivevamo proprio qui per chiedervi aiuto. Avevamo un sogno, una baita tra i boschi, ma non avevamo ancora un nome. Tra i vostri consigli, le vostre parole, le vostre idee… è nato un nome che ancora oggi sentiamo cucito addosso: Eco-Baita Natura Spensierata".

 

Le parole sono quelle di un profilo Facebook che porta proprio questo nome, e si rivolge con gratitudine agli utenti del gruppo "DoloMitici!". Dietro al post, ci sono quattro voci: quelle di Linda e Matteo, della loro bambina Anna, e della cagnolona Olivia.

 

Quando è iniziata l’avventura di Natura Spensierata erano solo Linda e Matteo, e i loro due cani. Sette anni fa, proprio in questo periodo, la nuova eco-baita nella Valle del Vanoi apriva la porta ai primi ospiti. "Sette anni di passi incerti, di errori, di cose dimenticate, ma anche di incontri, sorrisi, abbracci e tanta, tanta vita vissuta".

 

Ma com’è successo che Linda e Matteo, che fino ad allora vivevano a Padova con un lavoro stabile e un mutuo aperto, si sono ritrovati a vivere tra queste montagne? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, cogliendo l’occasione per fare gli auguri all’attività.

"Noi vivevamo al Sacro Cuore, a Padova, ed entrambi avevamo un lavoro: lui in un’azienda che faceva materiale elettrico, e io nell’azienda di famiglia. Tutti e due avevamo un posto sicuro, però non eravamo contenti di quello che stavamo facendo, non lo sentivamo come qualcosa che ci appartenesse".

 

Come spesso accade, a far scattare la molla per il cambiamento sono proprio i momenti di maggior difficoltà. Così è stato per Linda e Matteo: "Io sono stata operata per endometriosi in quel periodo: alla fine è andato tutto bene, però ho rischiato molto. Mi sono resa conto che fino ad allora avevo continuato a trovare scuse per rimandare un sogno che avevamo da tempo, ma che mi spaventava. Voleva dire cambiare vita".

Così si sono finalmente messi a cercare, e un po’ per caso si imbattono nell’annuncio di questo vecchio affittacamere nella Valle del Vanoi, chiuso ormai di oltre due anni.

"Siamo venuti a vederla, abbiamo iniziato le trattative e alla fine, grazie a un bando abbiamo ottenuto un finanziamento a fondo perduto. Con quel finanziamento e i pochi soldi che avevamo siamo riusciti a chiedere il mutuo alla banca, che ce lo ha concesso per acquistare la struttura. Non siamo partiti con grandi capitali: eravamo una coppia come tutti gli altri, con una casa a Padova e un mutuo da pagare, e solo pochi risparmi".

 

"Ci siamo buttati e abbiamo iniziato a navigare le onde del mare". Onde che si sono mostrate da subito minacciose. Nel 2019 avviano l’attività e, a marzo 2020, è arrivato il Covid. "Non è stato facile: abbiamo fatto sacrifici come tanti, e abbiamo lavorato solo l’estate, il minimo che ci ha permesso di andare avanti e arrivare a fine anno senza chiudere".

 

Superata la tempesta però, inizia a spirare vento di terraferma. Quando ancora l’attenzione post pandemia era alta, una struttura piccola come l’eco-baita veniva molto apprezzata da chi ancora era attento ad evitare assembramenti. Così inizia una prima timida ripartenza, che all’improvviso trova un’inaspettata fonte di speranza.

 

"La cosa più bella di quel periodo è stata che pochi mesi prima è nata la nostra bimba. A Padova erano più di sei anni che cercavamo di avere un bambino e lei ha deciso di venire quando siamo venuti a vivere sui monti. Diciamo sempre che non voleva nascere in città, ma in mezzo ai boschi, ai prati e agli animali. Forse è stato lo stress che se ne va, forse la vita a contatto con la natura, con livelli più bassi di stress e di cortisolo: non lo so, però lei è arrivata proprio qui".

Da allora, al team di Eco-Baita Natura Spensierata si è unita la piccola Anna, il progetto è cresciuto e si è votato ad una parola d’ordine: la sostenibilità ambientale. Un ecologico bed&breakfast dove si incontrano natura, accoglienza rurale e ospitalità sostenibile.

 

"Abbiamo fatto tante scelte per ridurre l’impatto ambientale", spiega Linda. "Abbiamo sostituito le lampadine a incandescenza con quelle a led; col tempo abbiamo tolto anche il buffet della colazione perché c’era troppo spreco di cibo. Ora prepariamo tutto noi, sia per la colazione che per la cena: dolci, biscotti, piatti, usando materie prime il più possibile da produttori locali o da negozi biologici".

 

Ora a Natura spensierata ci sono sette camere: cinque matrimoniali e due camere familiari da quattro persone. Una palestra per yoga e ritiri olistici, che quando non è usata per i ritiri diventa uno spazio anche per i bambini, e una piccola spa con sauna. Rimane aperto tutto l’anno: da giugno a fine settembre tutti i giorni e durante le feste di Natale, mentre nel resto dell’anno nei weekend.

 

Trasferirsi in montagna, specie con un’attività imprenditoriale, richiede sempre forte spirito di adattamento. Ciascuna valle ha le proprie peculiarità, geografiche e sociali, sono luoghi chiusi e talvolta isolati, per cui spesso accade che o le si ama o le si odia.

 

Nella Valle del Vanoi – racconta Linda - non c’è turismo di massa, ed è questa la sua bellezza: "Anche a Ferragosto può capitare di non trovare quasi nessuno. La prima volta che siamo venuti era proprio Ferragosto: arrivavamo da una valle piena di gente e, appena usciti dalla galleria, ci è sembrato di entrare in un altro mondo. Silenzio, casette di pietra e legno, viste sul lago, pochissime persone. Abbiamo fatto una passeggiata ed eravamo praticamente soli. Ci siamo sentiti subito bene".


Un posto con panorami mozzafiato, cime meravigliose, in cui il tempo sembra essersi fermato, che – ipotizza la coppia - se lo scoprisse il grande pubblico finirebbe pericolosamente tra le località più blasonate.

 

Anche la comunità, a discapito di come vuole la vulgata con i "montanari" che odiano i "cittadini" nuovi arrivati, i valligiani hanno subito accolto la nuova coppia: "Nei primi giorni il sindaco è venuto a presentarsi e darci il benvenuto. Poi abbiamo conosciuto altre persone che ci hanno aiutato e dato consigli, e pian piano siamo stati coinvolti nelle iniziative della valle".

 

Anche grazie ad una serie di iniziative per ripopolare la valle, dopo alcune adesioni si è creato un fenomeno a cascata che ha portato molte famiglie giovani a vivere tra quei monti. "Ora siamo una bella comunità di famiglie, tutte più o meno della nostra età, con figli. Negli ultimi anni ne sono arrivate molte anche grazie a progetti di co-living".

 

Il funzionamento di certe politiche non ha mancato di far sentire i suoi benefici. "Questo ha aiutato a contrastare lo spopolamento e a mantenere i servizi: scuola, farmacia, posta. Addirittura hanno dovuto aumentare il numero di maestri alla materna, per i tanti bambini che c’erano. Noi siamo stati subito coinvolti in Pro Loco e associazioni locali, ci siamo sentiti a casa".

Sotto al post Facebook, hanno fatto a gara i commenti entusiasti di incoraggiamento alla coppia. C’è chi fa i complimenti al progetto, chi promette di andare presto a trovarli al b&b e soprattutto c’è chi sospira ammirato: "magari avessi avuto il vostro coraggio".

Allora, per salutarli, abbiamo chiesto alla giovane coppia, che cosa vorrebbero rispondere a questi ammiratori, quali parole rivolgere a chi si lascia scivolare, sognando ad occhi aperti, nell’immagine di una nuova vita tra i monti.

 

"Fare una scelta così è difficile: le paure sono tante. Avevamo paura di perdere i nostri soldi, di allontanarci dalla famiglia, di perdere i legami con gli amici. Le scuse per non farlo sono tantissime. Però se il sogno è più grande delle paure, tutto diventa superabile. Bisogna essere convinti, perché non è tutto facile: ci sono sacrifici, preoccupazioni, e quando l’attività è tua le preoccupazioni sono tutti i giorni. Per questo è anche importante farlo insieme, se si è in coppia, sostenendosi a vicenda. Ed è quello che ci spinge a raccontare la nostra esperienza: noi ce l’abbiamo fatta, ce la puoi fare anche tu".

 

 

Foto: Natura Spensierata

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