Contenuto sponsorizzato
Attualità | 19 febbraio 2026 | 18:00

Valanga rompe le finestre e invade la cucina del rifugio (VIDEO). Il gestore: "Sono stato incredibilmente fortunato", la neve arrivava a sfiorare il soffitto

Una valanga ha investito il rifugio Galibier, a 2642 metri di altitudine nelle Hautes-Alpes francesi, proprio mentre il gestore stava lavorando all'esterno. La massa di neve ha invaso i locali della cucina. Nonostante la violenza dell'impatto, l'emergenza si è risolta in poche ore grazie alla prevenzione adottata nei giorni precedenti e alla capacità di reazione dei gestori, che hanno rapidamente ripristinato l'operatività della struttura

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

La montagna invernale possiede un linguaggio proprio, fatto anche di silenzi e boati che ridisegnano il paesaggio in pochi istanti. Nelle Hautes-Alpes francesi, a 2642 metri di altitudine, i gestori del rifugio Galibier hanno assistito a un evento che dimostra quanto la routine del lavoro d’alta quota debba confrontarsi con l’imprevedibilità dei fenomeni naturali.

 

L'episodio è avvenuto una settimana fa: erano circa le 10:30 di giovedì 12 febbraio, quando da un pendio si è staccata una valanga che si è riversata con tutta la sua forza contro le pareti della struttura, proprio mentre il gestore, Samuel Prévost, era impegnato all'esterno.

 

In quel momento le raffiche di vento toccavano i 90 chilometri orari, creando un muro di rumore bianco che rendeva difficile percepire l’imminente distacco. Prévost stava liberando i passaggi attorno all’edificio con lo spazzaneve e ha raccontato quel giorno al giornale francese Franceinfo: "Avevo lo spazzaneve, il cappello di pelliccia, il casco, il vento soffiava forte. Non sentivo niente. Mi chiedevo solo perché la neve stesse cancellando le mie impronte", ha ricordato il gestore, senza immaginare che a pochissimi metri da lui la neve stava mandando in frantumi i vetri delle finestre del suo rifugio. La valanga si è fermata quasi ai suoi piedi. "Sono stato incredibilmente fortunato", commenta Prévost.

 

I danni si sono verificati principalmente in cucina. L'impatto è stato violento e ha preso di mira il lato più vulnerabile del rifugio: la cucina infatti non era stata protetta dalle pesanti schermature in legno che invece erano state chiuse nelle altre stanze già dal giorno precedente: "Sono grandi persiane di larice con sbarre di ferro e piastre metalliche all'esterno, avrebbero resistito". 

 

Tutto è avvenuto in pochi istanti. Mentre Samuel è fuori, il suo collaboratore Olivier Gaucher, ex soccorritore alpino del Pghm (Plotone della Gendarmeria d'Alta Montagna), si trova all'interno del locale. Sente le finestre andare in frantumi e percepisce lo spostamento d'aria sulla schiena, proprio mentre sta uscendo dalla cucina. In un attimo, i vetri e gli infissi esplodono sotto la pressione della massa nevosa che invade lo spazio dal pavimento al soffitto. Compresa immediatamente la gravità della situazione, Gaucher corre all'esterno cercando l'amico: fortunatamente lo trova incolume, seppur pallido e ignaro di aver appena sfiorato una tragedia.

 

Lo scenario che si è presentato ai loro occhi una volta rientrati è stato impressionante, con accumuli che superavano i due metri di altezza. Samuel Prévost ha descritto così lo shock del primo impatto visivo: "Quando sono entrato nel rifugio, sono rimasto sbalordito", spiegando come la neve avesse saturato ogni centimetro disponibile. In cucina la coltre bianca toccava il metro e ottanta, mentre nella stanza adiacente arrivava a sfiorare il soffitto alto due metri e ottanta centimetri.

Con un misto di pragmatismo e incredulità, la prima reazione dei due uomini è stata quella di agire subito per svuotare i locali. "Dobbiamo liberarci di quella cosa senza esitazione", hanno pensato. Hanno preso dei bidoni, hanno iniziato a riempirli di neve per poi svuotarli alla finestra, senza sosta. Nei video pubblicati sui social per documentare l'accaduto, si vedono i due lavorare con la pala all'interno del rifugio per farsi largo tra la neve, sgomberando pian piano i ripiani della cucina e la strumentazione. 

 

In cucina gli elettrodomestici sono stati scaraventati contro il muro, la lavatrice è stata strappata via. "Ma tutto funziona, la cucina non è mai stata così pulita", scherza ora il proprietario. Non è un modo di dire: in poco tempo i gestori sono riusciti a sistemare tutto e già nei video del 13 febbraio la cucina appare linda.

 

Nonostante i danni materiali, il bilancio avrebbe potuto essere assai più pesante, ma il peggio è stato evitato anche grazie alla prudenza dei giorni precedenti, dato che con un'allerta valanghe di livello 5 su 5 i gestori avevano saggiamente sconsigliato a chiunque di salire in quota. "Dato il meteo, quasi tutti avevano annullato e abbiamo contattato gli altri per dire loro di non venire", afferma Prevost. In zona non c'era quindi nessun escursionista. 

 

Il distacco si è attivato spontaneamente. "È la naturale liberazione di un corridoio. La valanga fa parte della nostra vita quotidiana, solo che non siamo abituati ad averla in cucina", commenta con una punta d'ironia il gestore della struttura, che può ospitare una ventina di persone.

 

L'episodio ha attivato una catena spontanea di solidarietà che ha visto amici e guide alpine di Briançon salire verso il Galibier per dare manforte nelle operazioni di ripristino. Poche ore dopo, tutto era già al proprio posto.

 

"Adesso funziona tutto", informa il gestore, nuovamente pronto ad accogliere i frequentatori di quest'angolo di Alpi francesi. 

 

Nel video che segue, i gestori del rifugio raccontano la situazione e il ripristino dopo la valanga.

 

 

Foto e video sono tratti dalla pagina facebook del Rifuge du Galibier

 

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Attualità
| 08 maggio | 14:45
Siamo nella costa est della Sardegna, nel sentiero che collega Cala Fuili a Cala Gonone. Dopo il tentativo di [...]
Sport
| 08 maggio | 13:00
Oggi inizia l'edizione numero 109 del Giro d'Italia. Un evento iconico per il nostro Paese, un'avventura che negli [...]
Attualità
| 08 maggio | 12:00
Barbara Crea, titolare di Quelle del Baito, un "organismo" agricolo di allevamento ai confini del Parco Naturale [...]
Contenuto sponsorizzato