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Storia | 25 aprile 2025 | 18:00

"Improvvisamente si udì un acuto segnale poi una grandinata di bombe iniziò a cadere". Dal bombardamento di Recoaro alla resa delle truppe tedesche in Italia

Nel complesso delle Regie Fonti dal settembre 1944 aveva sede il comando supremo tedesco del fronte sud-occidentale. Fu lì che, dopo il bombardamento statunitense del 20 aprile 1945, venne decisa la resa delle truppe tedesche in Italia.

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Recoaro, 20 aprile 1945. È da poco passato mezzogiorno e mezzo. Alle Regie Fonti, sede del comando supremo tedesco in Italia, si sta per servire il pranzo. Improvvisamente suona l’allarme antiaereo. I tedeschi sono però tranquilli: ormai è una prassi sentir suonare le sirene. Ogni giorno i bombardieri alleati a migliaia sorvolano il nord Italia diretti in Germania. E nessuno di quegli aerei si è azzardato finora a colpire un quartier generale tanto ben protetto, dalla natura e dalle opere militari.

Il generale Heinrich von Vietinghoff, comandante del gruppo armate C, è avvertito dell’allarme e si rifugia per precauzione nel bunker attiguo al grande albergo Lelia. Realizzato in cemento armato, è il più importante di una numerosa serie di rifugi, oggi in parte visitabili, realizzati a Recoaro sin dalla primavera precedente, da quanto, cioè, il feldmaresciallo Albert Kesselring, predecessore di von Vietinghoff, aveva stabilito di trasferire a Recoaro il suo comando. Pochi istanti e la terra trema, sconvolta da violentissime esplosioni.


L'albergo Lelia sventrato dalle bombe - foto dal sito https://www.recoarobunker1945.it

Così scriverà il generale poco dopo gli eventi: “Improvvisamente si udì un nuovo acuto segnale di sirena e alcuni secondi più tardi una grandinata di bombe iniziò a cadere! […] Il nostro bunker aveva tenuto, sebbene seriamente colpito, mentre tutti gli edifici degli uffici formavano insieme con vecchi alberi sradicati e bombe inesplose, mucchi di rovine. Purtroppo dovemmo lamentare numerose perdite”.

Quando tornano all’aperto, il generale e i suoi ufficiali si trovano di fronte a una scena senza precedenti: il grande albergo Lelia sventrato dalle bombe, l’edificio della mescita, sotto il quale i tedeschi avevano costruito un secondo bunker, in gran parte distrutto, lo stabilimento dei bagni, simbolo del compendio termale realizzato a fine Ottocento dall’architetto Caregaro Negrin, devastato e crivellato di schegge; sorte simile anche per l’albergo Dolomiti, appena più a valle.

 

Ciò che appare ai tedeschi è il risultato di una missione che l’aviazione statunitense studiava nei minimi dettagli fin dall’ottobre 1944. A portarla a termine quattro Squadron del 340° Gruppo da bombardamento: in totale 18 bombardieri medi B-25 Mitchell partiti da Rimini alle 11:25 e rientrati alla base senza perdite alle 14:09, dopo aver colpito Recoaro in tre ondate successive.


Un B-25 Mitchell in volo sulla valle dell'Agno - foto dal sito https://www.recoarobunker1945.it

L’abitato, vicinissimo alle Regie Fonti, fu risparmiato dalle bombe. Ma accanto alle vittime tedesche menzionate dal generale von Vietinghoff, in relazione alle quali le cifre sono ancora oggi incerte, pesante fu il tributo dei civili italiani periti nell’incursione: 18 persone persero la vita, fra cui molti operai della ditta Benetti, che lavoravano sul posto, sfollati e alcuni abitanti investiti da schegge e detriti scagliati lontano dalle esplosioni.

Sul piano storico il bombardamento del 20 aprile dette una brusca accelerata all’operazione “Sunrise”, le trattative segrete che da settimane erano in corso fra alcuni alti ufficiali tedeschi e gli Alleati per la resa del gruppo armate C. I colloqui, iniziati su impulso dell’Obergruppenführer SS Karl Wolff alla fine di febbraio 1945, dopo alcune settimane erano però giunti a un punto morto, dapprima perché il gerarca nazista non era riuscito a coinvolgere il feldmaresciallo Kesselring, quindi, dopo l’avvicendamento che aveva affidato il comando supremo al generale von Vietinghoff, per la riluttanza di questi a procedere. Il generale non voleva infatti che le armate sotto il suo comando fossero accusate di tradimento per aver ceduto per prime.

Come ben raccontato nel volume Bombs Away, da cui sono tratte le citazioni, il bombardamento fu dunque visto sotto prospettive diverse: gli Alleati, che il 9 aprile avevano dato inizio all’operazione “Grapeshot”, l’offensiva finale contro la Linea Gotica, procedettero in quanto ogni negoziato sembrava chiuso; i tedeschi, al contrario, interpretarono il bombardamento di Recoaro come un duro sollecito alla ripresa delle trattative.


Gli effetti del bombardamento sull'edificio centrale del complesso; sullo sfondo, a sinistra, l'albergo Dolomiti - foto dal sito https://www.recoarobunker1945.it

Il 22 aprile 1945 si riunirono così a Recoaro tutti coloro che, da parte tedesca, avevano preso parte all’operazione “Sunrise”: il generale von Vietinghoff, l’Obergruppenführer Wolff, il gauleiter dell’Alpenvorland Franz Hofer e l’ambasciatore plenipotenziario tedesco in Italia Rudolf Rahn. Fu una riunione tesa, dominata dalla consapevolezza che la ritirata tedesca nella pianura padana si era ormai trasformata in rotta.

La discussione continuò per tutto il giorno, fino alla drammatica decisione, raggiunta alle 19:25, “di terminare l’insensato combattimento e di inviare una delegazione al Quartier generale degli Alleati del comandante in capo del Mediterraneo per della trattative sulle condizioni di un armistizio”. Seguì una altrettanto tesa discussione sulla delega di pieni poteri agli ambasciatori, che von Vietinghoff firmò solamente all’1:20 del 23 aprile

In quelle stesse ore gli Alleati raggiungevano il Po, che veniva attraversato dai primi reparti la notte successiva. Il 28 aprile, mentre le truppe anglo-americane arrivavano nelle vallate prealpine, incontrandosi con le formazioni della Resistenza che avevano liberato numerose città, i plenipotenziari tedeschi vennero accolti alla reggia di Caserta dai rappresentanti del comando supremo alleato nel Mediterraneo. La resa, che coinvolgeva anche le forze della RSI, venne firmata il giorno successivo e divenne effettiva a partire dalle 14:00 del 2 maggio


Caserta, 29 aprile 1945: la firma della resa tedesca

Cinque giorni dopo, alle 02:41 del 7 maggio 1945, nel quartier generale alleato di Reims, il generale Alfred Jodl firmava la resa incondizionata della Germania con decorrenza a partire dalle 23:00 dell’8 maggio 1945. Terminava quel giorno la Seconda guerra mondiale in Europa.


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Liberazione 80: storie di montagna

"Liberazione80: storie di montagna" è una rassegna multidisciplinare che ripercorre, nell'anniversario della liberazione dal nazi-fascismo, la Resistenza veneta ed italiana. Viste le complessità geopolitiche e la rinascita dei totalitarismi che segnano questo periodo storico, legare la lotta della Liberazione a un movimento vivo può ispirare le lotte per la libertà e la giustizia anche nel presente

 

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