Dove inizia la montagna? Sembra essere ancora una volta tutta una questione di prospettive

Guardando al percorso della Tappa 5 del Giro d’Italia (Ceglie Messapica - Matera) si direbbe che la "montagna" è ancora lontana. Eppure, la percezione della montanità ha poco a che vedere con criteri fisici o geografici

Guardando al percorso della Tappa 5 del Giro d’Italia (Ceglie Messapica - Matera) si direbbe che la "montagna" è ancora lontana. Eppure, sia la toponomastica che il sentire locale ci testimoniano che la percezione della montanità, anche laddove la montuosità di fatto non c’è, poco ha a che vedere con criteri fisici o geografici o con i meri dati altimetrici. FSC Italia ci presenta un albero monumentale plurisecolare, situato vicino al percorso della tappa, evidenziando la ricchezza del patrimonio arboreo italiano.

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Andrea Barzagli
Dove inizia la montagna? Guardando al percorso della Tappa 5 del Giro d’Italia si direbbe che è ancora lontana, con l’arrivo a Matera, 400 metri sul livello del mare, come punto più alto previsto. Quei pochi tornanti in salita che la carovana affronterà non portano a niente di più di un’increspatura sulla piana del metapontino e della bassa Murgia.
Eppure, sia la toponomastica che il sentire locale ci testimoniano che la percezione della montagna, laddove la montagna non c’è, poco ha a che vedere con criteri fisici o geografici. La troviamo per esempio nel nome di Montescaglioso (365 metri di quota), al confine tra Puglia e Basilicata, o nell'appellativo che coloro che abitano la terra delle gravine hanno dato agli abitanti di Matera, che per poche decine di metri in più di quota sono considerati “i montanari”.
Dove sta la montagna, al di là delle convenzioni, sembra quindi essere ancora una volta tutta una questione di prospettive. Prospettive che durante la tappa saranno ribaltate più e più volte, salendo dall’ampia piana del fiume Basento su fino a Bernalda, altro paese considerato “di montagna”, e poi a Matera con la sua gravina: un canyon che circonda la città e ne plasma l’aspetto, con pareti calcaree che cadono dalla Murgia circostante, a memoria del lento lavoro dell’acqua che le ha scavate. Siamo solo a 400 metri, ben al di sotto dei 600 di legge per dichiarare un territorio come “montuoso”, ma la “montanità” si sente eccome.

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia
La carovana rosa oggi si spingerà verso Matera, in una gara su strada sostanzialmente pianeggiante fino agli ultimi 35 chilometri. Noi però, in questo viaggio forestale virtuale, preferiamo concentrarci sull’inizio del percorso - e più precisamente a una decina di minuti in bici a est del centro abitato di Ceglie Messapica.
Secondo l’Elenco degli alberi monumentali - argomento trattato anche in questo articolo - tenuto e aggiornato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), qui infatti troviamo uno degli oltre 4.600 alberi monumentali censiti in Italia: la roverella del Bosco delle Montecchie. Si tratta di un esemplare straordinario di Quercus pubescens (roverella), una quercia tipica della macchia mediterranea, con una circonferenza di 4,80 metri, un'altezza di circa 20 metri e un’età stimata di circa 500 anni. L'area in cui si trova la roverella è aperta al pubblico e rappresenta una meta ideale per escursioni a piedi o in bicicletta, e offre l'opportunità di ammirare anche altri esemplari di flora tipica della macchia mediterranea.
L'Italia è ricca di alberi secolari che, per età, dimensioni o significato storico, vengono dichiarati "monumentali", ossia alberi ad alto fusto isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali, che possono essere considerati rari esempi di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie.

Per essere aggiornati sulla tappa di oggi e per scoprire le montagne e le foreste attraversate da quella di domani, non perdetevi l’articolo serale a cura di Leonardo Piccione di Bidon e seguite la rubrica qui, su L’AltraMontagna!

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!















