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Cultura | 05 giugno 2025 | 20:00

Come nasce un ecomuseo? In Carnia una nuova realtà "per connettere la comunità con il territorio"

La creazione di un “Ecomuseo per Val Degano, Val Pesarina e Valcalda” ha avuto una serie di tappe e incontri preparatori in ciascun comune - al progetto partecipano Ovaro, Prato Carnico, Comeglians, Ravascletto, Rigolato e Forni Avoltri - che dal 6 all'8 giugno troveranno una sintesi nel workshop “Storie tracce e materia”, che coinvolgerà gli attori locali con una narrazione dei luoghi condivisa: "La volontà è di favorire un processo di creazione dal basso, raccogliendo idee e suggestioni"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

In Carnia sta nascendo un ecomuseo. Coinvolge i comuni di Ovaro, Prato Carnico, Comeglians, Ravascletto, Rigolato e Forni Avoltri con un progetto partecipato che ha preso avvio lo scorso anno e che ora è giunto alla fase costitutiva. L’iniziativa parte da Ovaro, destinataria dei fondi PNRR Next Generation Eu grazie al progetto «Davâr, storia, tracce e materia». “Abbiamo pensato di non rivolgerci solo al territorio del nostro comune ma di ampliare l’orizzonte” spiega Agata Gridel, assessora alla Cultura di Ovaro.

 

Il progetto di creazione di un “Ecomuseo per Val Degano, Val Pesarina e Valcalda” ha avuto una serie di tappe e incontri preparatori in ciascun comune che ora troveranno una sintesi nel workshop “Storie tracce e materia” che si terrà da venerdì 6 a domenica 8 giugno (iscrizioni scrivendo a progetti@isoipse.it e tel/whatsapp +39 3755642033).

 

“Il workshop offrirà un itinerario laboratoriale a tutti coloro che sono interessati a questo percorso e a collaborare” spiega Marta Tasso, curatrice del progetto finanziato dall’Unione Europea. “Un ecomuseo offre la straordinaria opportunità di connettere la comunità con il territorio e il suo patrimonio. Questo può avvenire solo coinvolgendo gli attori locali con una narrazione dei luoghi condivisa. La volontà è di favorire un processo di creazione dal basso, raccogliendo idee e suggestioni, per questo il workshop è aperto a tutti coloro che sono interessati, che vogliono impegnarsi o che possono offrire competenze in chiave collettiva. Proponiamo un esperimento: metterci le mani e prendere confidenza con pratiche di rigenerazione culturale di comunità!”. 


Per maggiori informazioni sul programma e per partecipare gratuitamente: EVENTO

IL PROGRAMMA DEL WORKSHOP

Il workshop comincerà venerdì 6 giugno a Cludinico di Ovaro nel museo dell’ex miniera di carbone. Alle 13 ci sarà la presentazione con un incontro conviviale, poi dalle 14 si entrerà nel vivo con i primi due laboratori: il primo, “La mappatura culturale: strumenti e metodi”, guidato da Marta Pascolini, antropologa culturale e da Vanessa Deotto, social designer, e il secondo, “La residenza artistica, una modalità per interpretare e rappresentare il patrimonio culturale” con Annalisa Doriguzzi Breatta, fotografa, classe 2001, che condividerà il lavoro che sta svolgendo in questi giorni nelle frazioni di Cella e Cludinico come artista in residenza invitata dal Comune.
 

Sabato 7 giugno il workshop si sposterà in Aplis nel Museo del Legno e della Segheria Veneziana per “Pillole ecomuseali” (9.30-10.30). Seguirà “Fare comunità narrando” (10.30-15.30) con Elena Turetti, del Centro di comunità per l'arte e l'artigianato Ca'Mon della Val Camonica (Brescia) che proporrà un laboratorio dedicato agli oggetti: le cose parlano, “hanno tanto da dire di noi, del nostro modo di vivere, del paesaggio, della storia, ma anche del nostro futuro”. I partecipanti saranno invitati a portare un oggetto di ceramica “vecchio o nuovo, bello o brutto, piccolo o grande”, anche un solo pezzo, che ispirerà il lavoro di gruppo. Alle 16 e 30 il gruppo incontrerà l’Associazione Clavajas, che quest’anno ha vinto la Bandiera Verde di Legambiente, nel piccolo museo che ha creato nel borgo di Clavais. 

 

Domenica l’itinerario farà tappa a Mione con l’incontro “Le montagne del silenzio: narrazioni di comunità per un turismo sostenibile” a cura dell’antropologa culturale Valentina De Marchi, presidente dell’associazione Isoipse (ore 10-11.30). Seguirà una “passeggiata sonora” che concluderà il workshop.

 

COME NASCE UN ECOMUSEO

Il percorso di creazione di un ecomuseo per Val Degano, Val Pesarina e Valcalda è coordinato da Giulia Paron, architetta esperta di progettazione culturale. Al workshop seguiranno gli eventi estivi del progetto “Davâr: storie, tracce e materia”, che saranno annunciati a breve. 

 

«Sulle tracce di storia e materia: borghi e musei per la rigenerazione culturale della montagna» è un progetto del Comune di Ovaro in collaborazione con Consorzio Boschi Carnici, Associazione Impresa sociale Isoipse, Zero Idee, Istituto Comprensivo M. Gortani di Comeglians, Comunità di Montagna della Carnia, Associazione culturale “Planelas e Scugjelas”, Università degli Studi di Udine. Il progetto è finanziato nell’ambito del Pnrr - Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura - M1C3, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B. Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici. 

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