Dodici chilometri di gallerie e camminamenti creati a colpi di esplosivo nel ghiacciaio della Marmolada: "Bisognava di continuo adattare la 'città di ghiaccio' alle circostanze ambientali e belliche"

Oggi la città di ghiaccio non esiste più, ma il ghiacciaio continua a vomitare, nella sua ritirata, resti di baraccamenti, ordigni, ferro arrugginito e, ogni tanto, qualche reliquia umana. Il ruolo strategico del ghiacciaio della Marmolada durante la Prima guerra mondiale aiuta a inoltrarsi nel tema cardine della Giornata Internazionale della Montagna 2025: i ghiacciai

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Pescando dalla nostra collana, un libro può offrire diversi spunti importanti per inoltrarsi nel tema cardine della Giornata Internazionale della Montagna 2025: i ghiacciai. La lezione della Marmolada, di Mauro Varotto, viaggia infatti nella storia della Regina delle Dolomiti, nelle sue trasformazioni e nel rapporto antropico con il ghiacciaio sempre più sottile in essa custodito.
Ghiacciaio che, come riporta il seguente passaggio del libro, ebbe anche un ruolo strategico durante la Prima guerra mondiale.
La Marmolada e la Grande Guerra
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, il contenzioso sui confini sale di quota: le battaglie si spostano dalle valli alle creste, che diventano ben presto fortezze inespugnabili a controllo di passi e valichi. Nasce così la guerra di alta montagna, una guerra combattuta contro due nemici: l’avversario e il freddo. Dove non colpisce l’avversario in carne e ossa con le sue artiglierie, giunge la "morte bianca" a decimare i plotoni: gelo e valanghe saranno responsabili di almeno un terzo dei morti sulle Dolomiti.
È anche per sfuggire ai rischi di morte per assideramento e valanga, oltre che per proteggersi dai colpi del nemico, che nella primavera del 1916 gli austriaci occupano il ghiacciaio e iniziano a scavare ricoveri e gallerie al suo interno. L’artefice del progetto è Leopold Handl, ingegnere di Innsbruck e ottimo alpinista che disegna un fronte letteralmente immerso nel ghiaccio, realizzando in dieci mesi quella che viene definita come una vera e propria "città di ghiaccio" (Eisstadt): dodici chilometri di gallerie e camminamenti creati a colpi di esplosivo per collegare osservatori, posti di vedetta, depositi per la legna e le munizioni, latrine, infermerie, centraline telefoniche, sopra i quali corrono le funi delle teleferiche che uniscono stazioni di partenza e arrivo affondate nel ghiaccio come una metropolitana.
I soldati divennero col tempo conoscitori perfetti dei segreti del ghiacciaio, dei suoi crepacci, dei suoi movimenti invernali ed estivi: il ghiaccio si muoveva più o meno rapidamente a seconda delle stagioni, schiacciando ricoveri e spostando gallerie; le abbondanti nevicate ostruivano ingressi e portavano via baraccamenti. Bisognava di continuo sistemare e adattare la "città" alle circostanze ambientali e belliche: in altre parole, agire in sincrono con il ghiacciaio.
Quelle gallerie furono un rifugio formidabile anche contro il rischio di valanghe, frequenti in quegli anni nevosissimi, come quella che il 13 dicembre 1916 seppellì in pochi secondi i baraccamenti all’imbocco della "città", travolgendo oltre trecento uomini che stavano dormendo.
Gli italiani tentarono di imitare il sistema austriaco, scavando controgallerie che consentissero loro di avvicinarsi alle difese avversarie senza essere colpiti. Dalla Forcella a Vu sulla cresta di Serauta, gli alpini si erano aperti un varco per una serie di azioni che avrebbero finalmente potuto portare alla conquista italiana dell’intera cresta, fino a punta Penia, ma nel frattempo arrivò l’ordine di ritirata dopo la disfatta di Caporetto: il fronte, dalle creste della Marmolada, si trasferì sul Grappa e sul Piave.
Quell’anno di guerra ha lasciato un segno per i decenni a venire: oggi la città di ghiaccio non esiste più, ma il ghiacciaio continua a vomitare, nella sua ritirata, resti di baraccamenti, ordigni, ferro arrugginito e, ogni tanto, qualche reliquia umana.

La lezione della Marmolada è disponibile in libreria e online













