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Cultura | 23 maggio 2025 | 06:00

Era l’abete bianco più alto d’Europa con oltre 250 anni di vita. Storia della sua resurrezione con Anima e lo spettacolo Avez del Prinzep al Festival dell'Altramontagna

"È una storia che potrebbe sembrare una fiaba, ne ha tutte le caratteristiche, e invece è sorprendentemente vera". L’apertura del Festival de L'AltraMontagna (Rovereto, dal 12 al 15 giugno) è affidata allo spettacolo teatrale/monologo di Marco Albino Ferrari e alle musiche di Giovanni Bonato, che porteranno, sul palco del Teatro Melotti, "ANIMA – Lo spettacolo sull’Avez del Prinzep", diretto e ideato da Giovanni Costantini. Un appuntamento imperdibile e gratuito  

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Tre settimane all’inizio del festival de L’AltraMontagna. L’apertura di giovedì 12 giugno (ore 21:00, Teatro Melotti, ingresso gratuito, prenotazioni aperte qui) è affidata al monologo di Marco Albino Ferrari e alle musiche di Giovanni Bonato, che porteranno, sul palco del Teatro Melotti, ANIMA – Lo spettacolo sull’Avez del Prinzep, diretto e ideato da Giovanni Costantini. In attesa della pièce inaugurale, abbiamo sentito Marco Albino Ferrari per qualche anticipazione.

 

Avez del Prinzep è il nome del famoso abete bianco schiantato nel novembre 2017 sull’altopiano di Lavarone, era l’abete bianco più alto d’Europa”. Il “principe” è stato un colosso di 54 metri, che si è stimato avesse oltre 250 anni, e dalla cui morte sono proliferate iniziative ecologiche e prodotti artistici. La storia di questo abete è stata d’ispirazione anche per un libro dello stesso Marco Albino, Il Canto del Principe, edito da Ponte delle Grazie. È una storia di resurrezione, la storia di una fine che è un nuovo inizio.


Per maggiori informazioni sul programma e per partecipare gratuitamente: EVENTO

Da cosa deriva l’esigenza di unire musica e parole per raccontarlo? “La storia stessa dell’Avez ci porta ad una miscela di suggestione verbale e musicale. È la storia della trasformazione di parte del corpo dell’abete in un quartetto d’archi, in musica dunque. È una storia che racconta la trasformazione di un albero in musica”.

ANIMA è il progetto di realizzazione di un quartetto d’archi con tavole armoniche e anima in abete bianco dell’Avez del Prinzep. La voce dell’Avez risuona ora tra boschi e teatri grazie all’opera artigiana del maestro liutaio Gianmaria Stelzer, che ne eterna il respiro. Gli strumenti sono stati volutamente lasciati privi di vernice, conservando così i colori e le venature del cuore dell’abete bianco.

 

Qual è il messaggio che vuole passare attraverso questa narrazione transmediale? “Il pubblico sarà trascinato dalla bellissima musica originale di Giovanni Bonato in una storia poetica, che ci tocca da vicino; ci offre l’occasione di riflettere sul rapporto tra uomo e bosco, sulla nostra attitudine alla gestione forestale”.

 

È una serata che parla anche di magia, di magia dei boschi. È una storia che potrebbe sembrare una fiaba, ne ha tutte le caratteristiche, e invece è una storia sorprendentemente vera”.

 

Marco Albino Ferrari è giornalista professionista, scrittore e divulgatore. Direttore della rivista Alp negli anni ’90; nel 2002 ha ideato e diretto per anni la rivista Meridiani Montagne. È stato direttore editoriale e responsabile della sezione Cultura del Club Alpino Italiano, nonché assiduo collaboratore del quotidiano La Stampa. L’esordio come scrittore è del 1996 con Frêney 1961, più volte ristampato. In carriera vanta diversi successi editoriali, come Mia sconosciuta (2020) e Assalto alle Alpi (2023). Curatore di antologie e mostre, oggi gira l’Italia con una serie di monologhi teatrali.


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