"Lo avvistavi a chilometri, come fosse stato un albero conficcato sopra la foresta. Ti metteva le vertigini". La storia commovente che aprirà il Festival de L'AltraMontagna

"Il Canto del Principe è la storia di un albero che non c'è più, ma che continua a risuonare grazie al quartetto d’archi nato dal suo stesso legno. Una storia poetica, che ci tocca da vicino; ci offre l’occasione di riflettere sul rapporto tra uomo e bosco, sulla nostra attitudine alla gestione forestale; una storia che racconta la trasformazione di un albero in musica". All'evento inaugurale del Festival de L'AltraMontagna è possibile prenotarsi gratuitamente. Ecco come selezionare un posto

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il commovente spettacolo che porta in scena Il canto del Principe - il monologo di Marco Albino Ferrari accompagnato dalle musiche originali di Giovanni Bonato (interpretate dal quartetto d’archi Anima) - aprirà il Festival de L’AltraMontagna.
L’evento, nato da un’idea di Giovanni Costantini, avrà luogo al Teatro Melotti di Rovereto, giovedì 12 giugno alle 21:00. Sarà possibile partecipare gratuitamente, prenotandosi (QUI PER PRENOTARE UN POSTO).

Ma chi era il Principe? Marco Albino Ferrari spiega che “Il Canto del Principe è la storia di un albero che non c'è più, ma che continua a risuonare grazie al quartetto d’archi nato dal suo stesso legno. Una storia poetica, che ci tocca da vicino; ci offre l’occasione di riflettere sul rapporto tra uomo e bosco, sulla nostra attitudine alla gestione forestale; una storia che racconta la trasformazione di un albero in musica”.
“Lo avvistavi a chilometri”, continua Ferrari, “come fosse stato un albero conficcato sopra la foresta. Poi, una volta sotto, eccolo di colpo. Ti metteva le vertigini, come un precipizio al contrario: l’albero più alto d’Europa, il Monte Bianco degli alberi”. Con queste parole Marco Albino Ferrari introduce il protagonista dello spettacolo.
Prima di essere abbattuto, nel 2017, da una tempesta di vento, il Principe era un colosso di 54 metri, che si è stimato avesse oltre 250 anni, e dalla cui morte è appunto nato il quartetto d'archi che accompagnerà la voce di Ferrari al teatro Melotti di Rovereto.














