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Cultura | 27 maggio 2025 | 06:00

Pista da sci (in plastica) a Jesolo: come mai gli organizzatori si sono inventati una cosa simile? In prima assoluta, al Festival de L'AltraMontagna, verrà proiettato il documentario Skibeach

"In un mondo che tende banalizzarne l’idea di paesaggio, noi cerchiamo di farne emergere le contraddizioni". Il regista Michele Trentini ci offre un assaggio della serata di venerdì 13 giugno quando, al Festival de L'AltraMontagna, verranno proiettati i cortometraggi "Alpinestate - human nature" e "Skibeach - sguardi sulla pista da sci di Jesolo"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

"Credo sia un lavoro che dice molte cose sul turismo di massa e sulle prospettive future. Magari ti accorgi che gli organizzatori considerano un po’ come un blocco unico, con gli stessi gusti e richieste, le persone che frequentano Jesolo e quelle che frequentano Cortina".

 

La sera di venerdì 13 giugno (ore 21:00, Cortile Palazzo Alberti, Rovereto - evento gratuito) è all’insegna del cinema al Festival de L’AltraMontagna. I registi Michele Trentini e Marco Toffanin introdurranno la visione dei cortometraggi Alpinestate - human nature e, in prima assoluta, Skibeach - sguardi sulla pista da sci di Jesolo, prodotto in collaborazione con gli studenti delle Università di Padova e Venezia. 

In attesa del 13 giugno, abbiamo fatto una chiacchierata con Michele Trentini, che ci ha introdotti alla sua officina cinematografica. 


Per maggiori informazioni sul programma e per partecipare gratuitamente: EVENTO

 

Cos’è l’antropologia visuale? Come si configura nei tuoi film?

 

L’antropologia visuale riguarda sia lo studio delle immagini, che possono essere filmiche che fotografiche, sia la produzione di queste immagini, dunque un aspetto metodologico di approccio alla costruzione di immagini che riguardano l’uomo ma anche i contesti in cui abita, vive e lavora. A me interessa più questo secondo aspetto. Uno degli elementi che caratterizzano un approccio antropologico visuale è quello della ricerca, cioè l’idea di un film o un documentario come un processo, che si scopre mentre si fa. Non si va lì con un’idea pronta, ma si arriva con dei punti interrogativi e si termina, molto spesso, con altri punti interrogativi. Nel mezzo però c’è un percorso di ricerca che va dall’avvicinamento di persone e luoghi alla produzione e al montaggio. Si tratta di un tipo di ricerca spesso fatta con pochi mezzi, rispetto a produzioni più ricche o con equipe più numerose. Nel mio caso tanta attenzione è dedicata al paesaggio, anche sonoro. L’uomo c’è ma in alcuni film viene anche molto ridimensionato, rispetto al grande contesto in cui vive.

 

 

Quali punti interrogativi sono emersi dal cantiere di Skibeach?

 

Skibeach è stato prodotto insieme a Marco Toffanin, docente dell’Università di Padova, che insieme a me e Mauro Varotto conduce un corso a carattere laboratoriale che si chiama Landscape videomaking, in cui sono coinvolti gli studenti di Antropologia di Venezia e di Scienze del paesaggio di Padova. Questo corso mira a far capire agli studenti la complessità del concetto di paesaggio e quanto l’uomo influisca su di esso e ne sia coinvolto da vicino. In un mondo che tende a banalizzarne l’idea, noi cerchiamo di farne emergere le contraddizioni: conoscerlo è il punto di partenza per curarlo e rispettarlo. 

 

Leggendo l’articolo de L’AltraMontagna sulla costruzione di questa finta pista da sci sulla spiaggia di Jesolo, mi è venuta quest’idea, che ho voluto estendere al progetto. Mi sembrava interessante proprio la sovrapposizione di questi due mondi apparentemente così distanti. Pensavo che questa sovrapposizione così artificiosa potesse essere molto stimolante per gli interrogativi che pone. Come mai gli organizzatori si inventano una cosa simile? Cosa pensa o cosa si aspetta chi frequenta questa simil montagna? In fondo è una specie di fiction, no? Credo sia un lavoro che dice molte cose sul turismo di massa e sulle prospettive future. Magari ti accorgi che gli organizzatori considerano un po’ come un blocco unico, con gli stessi gusti e richieste, le persone che frequentano Jesolo e quelle che frequentano Cortina. 

 

 

Ci sono punti di contatto tra Alpinestate e Skibeach?

 

Sia in Alpinestate che in Skibeach in qualche modo si tocca il turismo “di montagna”, sebbene nel secondo sia delocalizzato. Il sottotitolo di Alpinestate è Human nature, dunque ragiona sul rapporto complesso tra l’umano e l’ambiente naturale. Laddove le immagini di Alpinestate, le situazioni che ho scelto di osservare, le inquadrature - forse anche perché stavamo ancora uscendo dal Covid - sono meno sature, di cose e di persone; Skybeach è come l’evoluzione della situazione di Alpinestate verso una densità, carica di persone, di rumori, di finzione; è come se questo equilibrio precario che racconto in Alpinestate, lì diventasse una sorta di circo, di teatro dell’assurdo. Quindi c’è una sorta di continuità tra i due progetti: “ecco cosa possono diventare un luogo e le persone che lo vivono se portiamo all’estremo l’impatto della nostra presenza sul paesaggio”.

 

Michele Trentini è nato a Rovereto. Si è laureato all’Università di Dresda in Sociologia. Da allora si occupa di ricerca d’archivio e documentazione sul campo, con speciale dedizione per il mezzo cinematografico. Si è occupato di musica, di tradizione orale e di cinema etnografico presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, realizzando i film del progetto europeo Carnival King of Europe, distribuiti dal Royal Anthropological Institute. Negli anni, ha prodotto un’ampia serie di documentari indipendenti, tra i quali “Piccola terra”, premiato come Miglior Documentario Italiano a Cinemambiente. Collabora con diverse istituzioni e con il Corso di Laurea in Scienze del Paesaggio dell'Università di Padova.


Ingresso gratuito, posti limitati: prenota online il tuo posto

 

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