"Portare mio padre sulle montagne era come fargli un dispetto: forse le mie vette nascono da lì, viste da lontano". I rilievi nell'arte con Silvio Lacasella al Festival de L’AltraMontagna

Venerdì 13 giugno (ore 17:00, Cortile Urbano di via Roma, evento gratuito) al Festival de L’AltraMontagna - che si terrà a Rovereto - saranno con noi tre artisti che ci porteranno tre diverse prospettive artistiche sulle alte quote, invitandoci a riflettere su come queste opere siano capaci di influenzare l’immaginario che ruota attorno la montagna. Ad intervenire saranno Silvio Lacasella, pittore ed incisore, la scrittrice Isabella Panfido e l’illustratore Andrea Bettega

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Ad aprire la serata di venerdì, al Festival de L’AltraMontagna, saranno tre artisti provenienti da diversi ambiti espressivi; stiamo parlando dell’illustratore Andrea Bettega, della scrittrice Isabella Panfido, e di Silvio Lacasella, pittore e incisore. I tre ospiti parleranno delle proprie modalità espressive e dell’influenza che una certa rappresentazione può avere sull’immaginario condiviso legato alla montagna. L’evento - ad ingresso gratuito - è previsto per venerdì 13 giugno alle ore 17:00, e si terrà al Cortile Urbano di via Roma, a Rovereto.
In attesa di sentirlo sul palco di via Roma, abbiamo fatto qualche domanda a Silvio Lacasella, che ha parlato con noi del suo status d’artista e del suo rapporto figurale con la montagna, e ci ha lasciato sbirciare dentro al suo studio. Di seguito qualche estratto.

Come artista, senti di dare forma a immaginari inediti o parti da qualcosa che già esiste?
Ho pochissime certezze, una di queste è che non si crea niente di nuovo. La storia dell'arte, nel piccolo e nel grande, nell'ossatura principale come nei piccoli legamenti che la fanno muovere, è in fondo una sorta di approfondimento, una prosecuzione di quello che in precedenza hai visto e che con il tuo contributo cerchi di approfondire. Quando si arriva a tagliare una tela, come ha fatto Fontana; a fare un quadrato nero, come ha fatto Malevich; a trasformare la ruota di una bicicletta o un bidet in opera d'arte, come ha fatto Duchamp, solo perché l'artista lo decide; allora aggiungere qualcosa, aggiungere novità intesa come elemento di rottura radicale, mi sembra quasi impossibile. Non a caso una serie di teorici e di critici straordinari hanno decretato la morte dell'arte. Oggi c'è una masticazione continua: un deglutimento delle opere, per poi passare oltre, come se non fosse successo niente. Io credo sia compito dell’artista recuperare lo spazio in quei passi troppo lunghi che si sono fatti nel Novecento, in epoca di avanguardia dove una specie di centrifuga, di frullatore, ha vorticosamente fatto girare facendo saltare ogni criterio come cronologico e temporale. Ne va del ruolo dell’arte come testimonianza: l’arte deve essere testimone di ciò che ci circonda, l'espressione di una soggettività senz’altro autonoma, ma che, consapevolmente o meno, è inserita in una rete di relazioni.
Quale montagna è rappresentata nelle tue opere?
Nei miei quadri, quasi sempre, se non c'è un orizzonte che può ricordare un mare, c'è una montagna. Del resto la montagna è un soggetto, come qualsiasi altra cosa, che può essere trasfigurato da ciascuno con un proprio filtro personale. Nella pittura orientale, il paesaggio è visto come pensiero; per Cézanne il paesaggio e la montagna sono visti come volumi. La mia è una montagna che deve molto alla cultura orientale. Quando questi artisti rappresentavano il monte Fuji, esso era teso ad una sublimazione religiosa. Hokusai ha dedicato al monte Fuji 36 vedute, trent’anni in anticipo su Monet. Nella mia arte però, non c'è neppure il pretesto visivo di un monte riconoscibile; è una montagna ripetuta, ripensata, è un tentativo di avvicinarmi a quel quadro che ancora non sono riuscito a fare. Io credo di aver fatto una miscela tra i volumi di Cézanne e lo spirito filosofico che ha ispirato tanti artisti orientali, dove il gesto è importante tanto quanto il soggetto. Un po’ come i maestri calligrafi, che per tutta una vita disegnano lo stesso ideogramma. A me interessa cercare di fermare quello che non si ferma, gli elementi come il vento, l'acqua, la luce. Nel momento in cui poso la pennellata, rimane qualcosa che io non saprò mai più fare. Quasi sempre non viene bene; eppure magari un sol punto del quadro merita di essere salvato. Insomma, è un percorso personale che io mi sono costruito.
Perché hai scelto la montagna come soggetto?
È vero che il soggetto che da sempre così mi affascina è la montagna, però non saprei dire perché. Anche nella mia cultura personale l'ho scoperto in anni decisamente avanzati: da bambino andavo al mare; portare mio padre sulle montagne era come fagli un dispetto. Forse nasce proprio da lì in effetti, è una montagna vista da lontano, ecco. Tutte le cose che tu vedi da lontano le sublimi un po', no? Anche con l'amicizia a volte capita: tu ad essa credi davvero, dopo però ci mangi assieme e ti accorgi che mastica con la bocca aperta. Però finché è lontana una cosa la sublimi, ecco, io l'ho vista un po' sempre da lontano e mi incanta, mi incanta questo rilievo che vuol dire tante altre cose.
Silvio Lacasella è pittore e incisore. Nato a Trento nel 1956, si è dedicato dal 1977 al 1989 alla tecnica dell’incisione, portando a termine circa 350 lastre. In questo periodo espone i suoi fogli in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero. Nel 1988 inizia a dipingere, interrompendo l’attività incisoria. I suoi quadri, in un primo momento influenzati dall’esperienza grafica, arriveranno presto ad un più autonomo linguaggio espressivo. Anche qui seguono anni densi di impegni espositivi, in Italia e in Europa. Dal 2003 rallentano le sue mostre personali (2021 Museo degli Eremitani Padova); crescono invece le collettive, sia di pittura che di incisione. Dopo aver collaborato con articoli d’arte alle pagine culturali del Giornale di Vicenza, dal 2024 scrive per L'AltraMontagna. Dal 2004 è chiamato a tenere corsi annuali di pittura all’Accademia Cignaroli di Verona.













