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Cultura | 03 aprile 2026 | 12:01

La prima libreria a cielo aperto in alpeggio sulle Alpi italiane riparte: "È una soddisfazione incredibile, qui si sta creando un senso di comunità ormai quasi dimenticato a causa dell'abbandono"

Il fine settimana di Pasqua si festeggia la riapertura di Alpe Colle, una libreria "d'alpeggio" tra le montagne del Lago Maggiore. Oggi, il libraio e gestore Marco Tosi racconta il progetto e le prospettive future, con qualche piccolo suggerimento per iniziare bene la stagione

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

 Il weekend di Pasqua, da sabato 4 aprile a lunedì 6, riapre la prima libreria in alpeggio d'Italia. Presenza ormai nota al pubblico dell’Altramontagna, è il meraviglioso progetto di Alpe Colle: una libreria a cielo aperto su un alpeggio di passaggio che per secoli ha collegato il Lago Maggiore con le montagne cannobine e con la Valle Intrasca.

 

"Riparte così la nuova stagione all'Alpe Colle – si legge sui loro social - un progetto che anno dopo anno cerchiamo di coltivare vivendo un territorio meraviglioso che dal Lago Maggiore arriva fino al Passo del Gries, dal Devero al Cusio, dal Sempione al Monte Rosa, dalla Svizzera alle terre alte della Lombardia, un percorso di relazioni, paesi, alpeggi, antiche vie, luoghi dove provare a creare lavoro attraverso impegno e passione. Come sempre, come sui sentieri più belli, con lentezza e ascolto, un passo alla volta".

 

In vista di quest’inaugurazione di stagione, abbiamo pensato non facesse male accendere l’appetito culturale dei nostri lettori, e per farlo abbiamo voluto lasciare la parola al libraio e gestore di Alpe Colle, Marco Tosi. Siamo riusciti ad intercettarlo a fatica, preso com’è dai mille preparativi anche dovuti agli imprevisti del meteo, mentre stava tornando verso Verbagna per fare l’ennesimo carico di materiale da portare su all’Alpe.

 

Alla fine l’apertura è caduta proprio in concomitanza al weekend di Pasqua, ma – ci racconta Marco – non era in programma: "Inizialmente dovevo aprire il fine settimana precedente, ma all’Alpe due settimane fa sono caduti trenta centimetri di neve e quindi ho dovuto rimandare e bloccare i lavori in giardino per sette-otto giorni. Ma ora finalmente si apre, e sono davvero entusiasta!".


Come festeggerete quest’occasione? "Sarà prima di tutto una festa di libri", puntualizza giustamente il libraio. "La grande selezione che ho preparato durante l’inverno verrà mostrata a chiunque verrà a trovarci. Come sempre tanta attenzione sulle nuove pubblicazioni, i fuori catalogo, le prime edizioni e le rarità, sui libri del Novecento e sull’usato in generale. Il modo migliore per festeggiare è dare qualità: io faccio il libraio da più di dieci anni, cerco sempre di tenere alto il livello di ricerca, di catalogazione, e vedo che questa cosa arriva molto alle altre persone".

 

Quindi prima di tutto i libri, ma poi anche convivialità, relax nel giardino e buon cibo. "Chi vorrà venire potrà anche scegliere tra varie degustazioni con prodotti nostrani di questo territorio: una scelta di birre artigianali, vino piemontese, possibilità di fare merende con i dolci di una pasticceria locale. Sarà un modo per ripartire, attenzione per i libri in primo piano, e poi occhio al territorio: la neve si sta sciogliendo, ci sarà possibilità di andare a fare passeggiate per tutti i mille sentieri che passano dall’Alpe, per tutti i gusti e le capacità. Io punto tantissimo sul non lavorare a compartimenti stagni ma è bello poter arrivare a tutti".

 

La scorsa stagione, la terza con questa modalità di apertura in primavera e chiusura a dicembre, è andata molto bene. Il progetto continua a crescere e continuano ad arrivare importanti risposte dal territorio.

 

"Persone dalla zona del Lago Maggiore, dal Canton Ticino, dall’Ossola e dal novarese arrivano all’Alpe e anche molte da più lontano, da altre regioni, persone incuriosite dal progetto della prima libreria a cielo aperto sulle Alpi italiane. E chi arriva rimane soddisfatto: per i libri ovviamente, ma anche per l’ospitalità, la convivialità. Sono molto contento anche per le fasce d’età che arrivano. L’Alpe Colle sta diventando un posto veramente per tutti, da ragazzi di diciotto - vent’anni a famiglie con bambini, fino anche a over ottantenni. Che ci sia uno spazio dove ciascuno possa trovare la propria dimensione credo sia importantissimo".

 

Insomma, tra piccoli traguardi e sfide sempre nuove, il progetto non smette di appassionare il giovane ideatore. "La scorsa stagione è stata una conferma, da un certo punto di vista, e dall’altro è sempre una novità: si naviga a vista, su a 1200 metri d’altitudine dipendiamo molto dal meteo, quindi bisogna sempre vivere stagione per stagione: però questo era un po’ quello che cercavo, che mi piace molto, quando il tempo è brutto si tiene chiuso e quando è bello si apre e si cerca di far conoscere le nostre montagne a tutta la gente che viene a trovarci, questo è anche un modo per custodirle".


Ora Alpe Colle diventa sempre più una realtà consolidata, ed è tempo di assicurare le fondamenta di ciò che è stato fatto nei primi tre anni, per poter continuare a costruire, proseguire ovvero quel lavoro di unione tra la letteratura e le comunità.

"Le relazioni umane sono al centro di quello che io sto cercando di fare in montagna: sono un po’ la bussola da seguire credo. Al centro del mio approccio ci sono la prossimità, l’ascolto, la cura delle relazioni".

 

Poi, naturalmente si alza sempre l’asticella, ma con coscienza di ciò che si è e che si vuole essere. Marco ora sta lavorando a diversi appuntamenti: "Festival che porterò all’Alpe, quindi presentazioni, concerti, mostre. Dall’altra parte, come ho sempre fatto, non vado a caricare la lunga stagione in montagna solo con la rassegna. Mi piace molto che ci siano weekend ‘vuoti’, ma dove in realtà c’è tutto, perché in quei fine settimana uno veramente può scoprire l’Alpe con calma e per bene".

 

"Che uno possa dire: ‘Non sto andando in montagna perché Marco organizza qualcosa, ma perché voglio avere un momento per me, per fare una passeggiata con una persona cara, per sedermi a leggere un libro sotto un faggio o per scoprire qualche volume fuori catalogo’. Ecco, questo genere di consapevolezza, per me, è sempre la sfida più importante, stagione dopo stagione, e sto vedendo che la risposta va proprio in questa direzione, ragion per cui organizzo un appuntamento al mese, non di più".

 

Questo di genere di presidi, ma in generale tornare a lavorare sulle terre alte - ricorda Tosi -, è più che mai un bisogno del nostro presente. "Tornare a vivere gli antichi alpeggi, tornare a ricreare il senso di comunità sulle Alpi, è anche un modo per riprendersi una concezione diversa del Tempo. In questi anni ho visto tante persone, che hanno case negli altri alpeggi o nelle vallate vicine, arrivare da me ed essere contenti per aver trovato semplicemente un punto dove scambiare due chiacchiere o ritrovarsi a parlare del più e del meno. È una soddisfazione incredibile, qui si stanno ricreando una serie di conoscenze e un senso di comunità, ormai quasi dimenticate in un territorio che negli ultimi venti trent’anni è andato verso l’abbandono. Quello del marcato del libro è un presidio culturale in montagna, ma in generale si possono proporre percorsi lavorativi di qualsiasi tipo: il foglio è bianco in questo momento e ognuno può scrivere la storia più bella".


Ciò non significa che sia tutto solo piacevoli chiacchierate e letture. "Bisogna essere presenti", ricorda il libraio, "e non è sempre facile, ci sono tante giornate lunghe: vuoi il meteo, vuoi i giorni in cui sale poca gente, però l’importante è creare affidamento, farsi trovare pronti, mantenere viva la curiosità della conoscenza".

 

Illuminati dalla piacevole conversazione, salutiamo Marco con un caloroso in bocca al lupo, e – se ci è concesso – con un ultimo desiderio: il suggerimento di un libro con cui aprire questa nuova stagione all’Alpe Colle.

 

La risposta non si fa attendere. "Dirò un libro legato a queste montagne: s’intitola In Val Granda, di Erminio Ferrari. Giornalista, scrittore, uomo di montagna dal grande cuore. È mancato su una delle montagne qui vicino all’Alpe Colle qualche anno fa. La Val Grande, che è un’area aspra e meravigliosa alle spalle del Lago Maggiore, una delle zone più selvagge delle Alpi, su cui lui scrisse questo libro che io porto sempre con me. Mi ricorda la storia di questi luoghi, cosa significhi oggi andare a camminare su questi monti, con quale attenzione e sensibilità è giusto affrontare le giornate in mezzo ai boschi e sui crinali. Soprattutto mi piace tantissimo il suo modo di scrivere e di raccontare: spesso i libri di montagna sono troppo didascalici o troppo filosofici, ecco la scrittura di Erminio ha un ritmo che diventa a volte poesia e credo sia un libro veramente indispensabile, un manifesto per i libri di montagna di ogni epoca".

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