Trasportare un pianoforte in elicottero per un concerto in montagna? Una chiara stonatura

Un’iniziativa - soprattutto se mira a un arricchimento culturale - non può donare valore al contesto con una mano mentre con l’altra gliene toglie. L’utilizzo dell’elicottero, mezzo risaputamente poco compatibile con la delicatezza ambientale del presente, trasforma infatti il concerto in un evento contestualmente inconciliabile. Così lo spessore culturale perde consistenza

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
“Era proprio necessario?” Da ieri questa domanda rimbalza sui social a commento della notizia di un pianoforte a coda trasportato in elicottero, tra le cime della Val dei Mocheni, per permettere alle note di fondersi con le suggestioni paesaggistiche offerte dal lago di Erdemolo.
Non credo sia semplice rispondere, consideriamo che la nostra è un’epoca segnata sia da una profonda fame di cultura, che dall’esigenza di prestare maggiore attenzione alle fragilità dell’ambiente riducendo l’impatto della nostra specie.
L’iniziativa si inseriva nella cornice del festival Innamorarsi della Musica, i cui propositi sono chiari: la rassegna è “dedicata alla valorizzazione del territorio attraverso la musica classica e le esibizioni di artisti di livello nazionale e internazionale”.
Il livello del pianista, il giovane e talentuoso Leonardo Mabilia, era senza dubbio eccellente. La soddisfazione dei numerosi partecipanti evidenzia inoltre la capacità - rimasta intatta nonostante le evoluzioni e soprattutto le involuzioni del nostro tempo - di recepire positivamente le espressioni musicali più luminose, con l’opera di Chopin e di Scriabin che si specchiava sulle acque del lago alpino.
In questo caso, tuttavia, la “valorizzazione del territorio attraverso la musica classica” risulta parziale: un’iniziativa - soprattutto se mira a un arricchimento culturale - non può donare valore al contesto con una mano mentre con l’altra gliene toglie. L’utilizzo dell’elicottero, mezzo risaputamente poco compatibile con la delicatezza ambientale del presente, trasforma infatti il concerto in un evento contestualmente inconciliabile. Così lo spessore culturale perde consistenza.
Era proprio necessario quindi? La musica classica, è sempre necessaria quando si lega al territorio con armonia. Quando invece richiede l’utilizzo di mezzi roboanti e climalteranti rischia di rivelarsi una sgradevole e stonata forzatura.












