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Itinerari | 27 febbraio 2026 | 19:00

Navigando sui crinali del Monte Matanna: il punto più alto delle Apuane meridionali, un vero balcone panoramico

Un lungo itinerario ad anello nelle Alpi Apuane meridionali, che sale alla cima più alta di questo settore attraverso una successione di foci e crinali panoramici. Un percorso vario tra boschi, pascoli d'altitudine, rocce e pareti, con preziose testimonianze che raccontano il rapporto antico tra queste montagne e le comunità che ne abitano le pendici

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
L'itinerario
Toscana
E (escursionistico)
1000 m
6/7 h
Trescolli (526 m), frazione di Casoli
Monte Matanna (1317 m)

dal centro di Camaiore si prende verso nord in direzione di Casoli, oltre il quale si sale al piccolo borgo di Trescolli

Le Alpi Apuane meridionali emergono con una forza particolare, con la dorsale che a tratti sembra precipitare verso il mare e scenari in cui il paesaggio carsico delle rocce carbonatiche, con il terreno spesso arido e poco profondo, si alterna a zone di filladi e scisti più impermeabili, che trattengono acqua e favoriscono boschi di castagno e faggio alle quote intermedie, prima di dissolversi in praterie d’altitudine e vegetazione casmofitica sulle rupi più alte. Tra queste montagne, spicca la forma piramidale del Monte Matanna (1317 m), non solo il punto più alto delle Apuane meridionali, ma anche un vero balcone panoramico sulle Panie e gli altri giganti apuani, così come verso le colline della Garfagnana e fino alla distesa blu del Tirreno e alle isole dell’Arcipelago Toscano nelle giornate più limpide. La peculiarità di questa montagna risiede proprio nella sua posizione: da un lato la verticalità delle balze rocciose sul versante marittimo della Versilia, dall’altro le falde più dolci e pascolive che degradano verso Palagnana e la Garfagnana. Percorrerne i sentieri significa attraversare un mosaico di boschi e praterie, creste e valichi, dove spesso pascolano i cavalli allo stato brado, che raccontano la ricca storia naturale e antropica delle Apuane.


Dal Callare del Matanna (1139 m) si alza la dorsale del Monte Nona (1297 m), mentre a sinistra spunta il Monte Procinto (1172 m). © Andreas Schmidt

Il pallone delle Apuane

Ci sono diversi modi per salire sul Monte Matanna, e il più breve parte dall’Albergo-rifugio Alto Matanna, comodamente raggiungibile in auto da Lucca e dalla Garfagnana. Proponiamo invece un anello intorno alla montagna, meno battuto, lungo, ma dal dislivello contenuto, che permette di salire sulla cima, ma anche di percorrerne i versanti e i crinali, spingendosi sotto le pareti del Monte Nona e del Procinto. In questo caso, l’itinerario prende avvio dal piccolo borgo di Trescolli (526 m), nel comune di Casoli, da dove il segnavia n° 106 si infila subito in boschi profumati di castagno e faggio, testimoni della ricchezza vegetazionale di questo settore delle Apuane. Man mano che la traccia guadagna quota, la vegetazione si fa più fresca e ombrosa, e giunti alla Foce di San Rocchino (801 m) si apre un primo sguardo sulle pendici meridionali del Matanna. Prendendo a destra il sentiero n° 113 e 121, si segue il crinale, rimanendovi poco sotto, e in breve si raggiunge la Foce di Grattaculo (855 m), dove è presente un evidente bivio. Suggeriamo di prendere a destra (est), seguendo sempre il sentiero n° 113 che in moderata salita si porta sulla lunga dorsale meridionale del Matanna, per poi traversarne, ormai fuori dal bosco, il grande versante meridionale e portarsi alla successiva Foce del Pallone (1092 m), ampia insellatura erbosa dal cui nome deriva una delle pagine più singolari della storia locale.
Proprio alla Foce del Pallone, infatti, prese vita, nel 1910, un sogno audace: la funicolare aerostatica del Matanna. Ideata da Alemanno Barsi e dal figlio Daniele, proprietari dell’Albergo alpino del Matanna, questa infrastruttura unica al mondo si proponeva di collegare la località di Grotta all’Onda con la Foce del Pallone mediante un pallone aerostatico ancorato a un cavo. La navicella, sospesa in aria, poteva trasportare sia persone sia materiali, offrendo un’esperienza di volo in quota che anticipava idee di turismo avventuroso molto prima dei moderni sistemi di trasporto. Dalla Foce del Pallone, si poteva poi raggiungere il vicino albergo con una carrozza. L’impresa si rivelò tanto strepitosa – per i tempi – quanto fragile: una tempesta distrusse la struttura dopo poco tempo dall’inaugurazione, lasciando solo la memoria di un progetto visionario ma effimero.


Il caratteristico torrione del Monte Procinto (1172 m) con i Bimbi. Alle sue spalle, il Monte Corchia (1677 m). © Andreas Schmidt

Ripidi crinali e pareti verticali

Dalla Foce del Pallone la vetta non dista più moltissimo, non resta che salire la cresta est-sudest, su traccia segnalata ed evidente, oltre che ripida. Il paesaggio si apre in modo spettacolare, e il percorso si fa via via più roccioso, alternato a brevi prati erbosi, con cespugli e specie vegetali adattate ai venti forti e alle temperature variabili. Nulla di difficile, ma conviene fare attenzione a non affacciarsi troppo sul ripido versante meridionale. Dalla cima del Monte Matanna il panorama si spalanca in ogni direzione: verso nord si leggono le linee aspre delle Panie, verso ovest la Versilia si stende fino al mare, mentre a sud ed est il profilo degli Appennini accompagna lo sguardo valli e paesi. È un luogo dove natura e cultura si incontrano, dove la storia dei sentieri parla di antichi percorsi di pascolo, di boschi lavorati dall’uomo e di una montagna che non smette di raccontare.
Per chiudere un anello, suggeriamo di seguire la cresta nordest, prestando la dovuta attenzione ai tratti più ripidi e su fondo instabile, che richiedono passo sicuro, arrivando al Callare del Matanna (1139 m), sella tra Monte Nona e Matanna che mette in comunicazione versanti diversi e offre nuovi punti di vista sul territorio circostante. In caso di maltempo, o per chi volesse abbreviare il percorso, dal valico si può scendere al vicino Albergo-rifugio Alto Matanna, situato a breve distanza dalla Foce del Pallone. Costruito alla fine dell’Ottocento dagli stessi Barsi del pallone aerostatico, oggi come ieri accoglie escursionisti e turisti, visto che è raggiungibile anche in auto, rendendolo ancora oggi un nodo escursionistico privilegiato.
Dal Callare del Matanna, per proseguire con il circuito "integrale", si scende verso nord-nordovest sul sentiero n° 5, in ambiente grandioso verso il caratteristico torrione del Monte Procinto, costeggiando le pareti del Monte Nona. Dopo un evidente tornante si raggiunge il rifugio Forte dei Marmi (865 m), struttura gestita dal Cai e circondata da boschi di abete e faggio, dominata dalla parete occidentale del Monte Nona e dalle aperture verso il Monte Procinto. Il rifugio, nato negli anni Sessanta del Novecento, rappresenta oggi un punto di riferimento per escursionisti e arrampicatori. Un lungo traverso verso sudovest, sul sentiero n° 121 che costeggia le bastionate occidentali del Matanna, riporta alla Foce di Grattaculo, da dove si rientra infine a Trescolli.

 

 

IL PERCORSO
Regione: Toscana
Partenza: Trescolli (526 m), frazione di Casoli
Arrivo: Monte Matanna (1317 m)
Accesso: dal centro di Camaiore si prende verso nord in direzione di Casoli, oltre il quale si sale al piccolo borgo di Trescolli
Dislivello: 1000 m
Durata: 6/7 h
Difficoltà: E (escursionistico)

 

Immagine di apertura: il Monte Matanna (1317 m) visto dalla dorsale del Monte Nona. © Simone Dal Pino

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